I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Juve – Napoli, il solito pasticcio all’italiana. Cosa rischia davvero il club partenopeo? Non trovi surreale la rapidità con cui hanno penalizzato la Roma per un nome nella lista sbagliata alla luce di un temporeggiamento simile dopo una violazione così grave del protocollo da parte del Napoli?

Da tempo mi chiedo a cosa servano riunioni plenarie, incontri, studi minuziosi dei dettagli tra le parti istituzionali coinvolte, a maggior ragione in un periodo pericoloso e delicato come questo del Covid, per dar vita a regolamenti e normative, se poi arriva qualcuno che, in barba al protocollo, decide di fare come crede, sentendosi anche dalla parte del giusto, sfidando tutto e tutti. Se fai parte di un sistema rispetti le regole di quel sistema, altrimenti ne vai fuori e ne crei uno tutto tuo. La violazione del protocollo da parte del Napoli è una cosa gravissima che non ammette giustificazioni o attenuanti e non può passare come un episodio naif: va sanzionato pesantemente sia a livello di gara non giocata sia a livello di relative situazioni proprie dei regolamenti calcistici. Non si può creare un precedente assurdo di questa tipologia, altrimenti ognuno si sentirà autorizzato a fare ciò che ritiene più opportuno andando oltre le normative. Senza dimenticare che per il rigido protocollo attivato per permettere lo svolgimento consono della Serie A, una Asl interviene perchè un club non ha osservato rigidamente quanto previsto, cosa questa di estrema gravità, che non può passare come fattore accessorio: qualcuno ha voluto fare il furbetto all’italiana aggirando l’ostacolo e tutto ciò risulta inaccettabile: un atteggiamento di slealtà sportiva. Mi aspetto la vittoria a tavolino della Juve e almeno 1 punto di penalizzazione per l’avversario che non ha voluto recarsi a Torino, insomma tollerare un atto gravissimo di questo tipo scatenerebbe il putiferio e l’anarchia, azzerando la credibilità del sistema e delle istituzioni del calcio. Mi auguro che chi di dovere, sappia prendere l’unica decisione saggia e che ottempera ai regolamenti.

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Vi è stata un’opportunità di mercato dell’ultim’ora che non siamo riusciti a cogliere e che potrebbe rappresentare un rimpianto nell’immediato futuro?

La Juve, nella mattina dell’ultimo giorno di mercato, ha provato a portare a Torino il terzino del Chelsea Emerson Palmieri, che aveva sondato più volte, ma non si è creata la giusta opportunità, il club di Abramovich voleva cedere definitivamente il laterale mancino, mentre la Juve chiedeva il prestito, formula che ha imperversato per tutto il mercato per i club italiani ed esteri. A me il terzino italiano piace molto e lo stesso a Paratici da quanto ne so, ma non lo vedo come un rimpianto il suo non arrivo, per il sistema di gioco che Pirlo ha adottato c’è Alex Sandro, si è mantenuto un gran bel prospetto come Frabotta, e nelle idee del Mister ci sono ampie possibilità d’impiego, in quella zona di campo, per Bernardeschi.

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Valutando sia entrate che uscite, dacci voto e giudizio finale sul mercato bianconero.

Il mercato più lungo della storia si è concluso, e la Juve ha fatto bene, molto bene direi. Le tre linee guida della società sono state applicate, ovvero: diminuzione tetto ingaggi, ringiovanimento rosa e arrivo di giocatori di livello. Penso a Morata, ma non solo a lui, Kulusevski ha già dimostrato di essere un uomo da Juve, Arthur ha fame di riscossa, McKennie dopo la partenza sprint ha accusato un po’ il colpo ma ha grandi potenzialità e poi il colpaccio Chiesa che nelle intenzioni della società, deve diventare un top player a Torino. D’altro canto Paratici, criticato da alcuni per le uscite, negli ultimi tre giorni ha messo a segno trattative, andate a buon fine, di grande livello, piazzare Rugani, De Sciglio e D. Costa, che per la Juve erano esuberi reali, significa aver realizzato operazioni da grande dirigente. Qualcuno obietterà che la Juve ha incassato poco, ma con il mercato in epoca Covid, vendere per cash è diventata un’impresa titanica riuscita a pochissimi. Era un mercato previsto tra scambi e prestiti e così è stato. La Juventus ha operato un mercato di buonissimo livello, risparmiando molto su alti ingaggi, vedasi Costa e Rugani, fattore basilare questo per dar respiro alle casse bianconere. Una campagna trasferimenti gestita molto bene dalla dirigenza, unico neo la non partenza di Khedira, ma il tedesco ha puntato i piedi rifiutando ogni destinazione ed è finito fuori dalla lista Champions. Il mio toto al mercato è assai positivo, la Juve merita un bel 7 e mezzo.

Franco Leonetti

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