Nero Su BIanco

Marco Sanfelici: Come Dante, a riveder le stelle. Vero, Max?

Allo scadere dell’anno sabbatico che il mister labronico si è concesso, la curiosità di sapere come sarebbe continuata la sua carriera, era tangibile. Ovviamente mi sto riferendo a Massimiliano Allegri da Livorno, tecnico che per un quinquennio si è seduto sulla panchina più importante d’Italia e con risultati di eccellenza assoluta.

Accostato più volte al P.S.G. di Francia o al Gotha della Premier League, si trattava di avere a che fare con l’imbarazzo della scelta. Quando poi per un attimo la sua destinazione è sembrata la “benemerita”, si è trattato allora solo di imbarazzo, al netto della scelta.

Ancora una volta ahimè la vecchia esperienza della difficoltà di proseguire il lavoro di allenatore, dopo essere stato ai massimi livelli, si è palesata in tutta la sua evidenza ed il nostro non ha ancora preso una decisione sul campo.

C’è poi l’aspetto ludico da preservare, anzi, in presenza di Allegri, sarebbe meglio dire “circense”. Ed ecco che, per non dimenticare la convivenza con tante “stelle” incontrate nelle rose delle squadre allenate, quale migliore occasione per ritornare davanti ai riflettori del piccolo schermo che partecipare a “Ballando con le stelle”?

La domanda sorge spontanea: che ci azzecca Allegri con un ballerino provetto degno di dare spettacolo il sabato sera di fronte una torma di anziani stravaccati sul sofà? Come ebbe a dire Bob Dylan: la risposta soffia nel vento.

“A scuola non sono mai andato oltre al 5” dichiara Max con santa ingenuità, imparentata con la cosiddetta “captatio benevolentiae”. Qui il 5 basta ed avanza per altre 4 puntate, elargito da un certo Mariotto con sadico piacere. Il ballerino Massimiliano ha col calcio un unico punto di contatto: il palo. Se là è il doppio montante della meta agognata da infrangere per ogni “bomber”, qui è proprio lui. Allegri, palo. Nel senso non di conclusione sfortunata, ma di staticità imbarazzante. Della serie: come farsi ballare attorno, stando fermi ad ammirare.

Vengono alla mente le sfide epiche con il Polpo a centrare la porticina grande come quella dell’ hockey su ghiaccio o quella a tiri liberi a basket. Sfide mitiche, che ormai sono contemplate tra i video candidati ad essere allegati alla prima missione su Marte per lasciare traccia edificante e motivata del genere umano, ad uso e consumo di eventuali alieni. Anni luce di distanza.

Mister, non è che ci siamo leggermente arrugginiti, a forza di vivere sabbaticamente? Butto lì. eh. Perchè la stima e l’affetto talvolta che ho nutrito per quella figura asciutta, filiforme e piena di stile, ancor più evidenziata da una pausa per fortuna breve di un usurpatore di “bontòn” juventino, resta inalterata.

Ma per dirla tutta in conclusione, mi pare che l’unico ballo veramente adatto a Massimiliano Allegri da Livorno, toscano di scoglio, sia l’arcinoto “walzer delle …panchine”. A buon intenditor…

Di Marco Sanfelici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...