Nero Su BIanco

Marco Sanfelici: Un’amichevole non fa campionato.

Stavolta cito Tonino Carotone. “E’ un tifoso difficile…” e parlo ovviamente del supporter bianconero, entità di umanità varia che, non conoscendo il significato di supporter, non “supporter” una cippalippa.

A proposito, oggi Andrea Pirlo ha conseguito il patentino di allenatore di serie “A” a Coverciano. Da oggi il suo azzardo diventa controllato e la Juventus va in mano ad un “mister” e non più ad un grande centrocampista senza esperienza. Come è sottile il confine tra le scelte sbilanciate e la loro omologazione…

Discettavo dello juventino medio, però. E’ bastata una partitella amichevole alla Continassa, di fronte ad uno sparring partner di buon livello in terza serie, per scatenare sogni, illusioni e presentimenti. Forse era il caso di rendersi conto che, ad una settimana dalla prima gara ufficiale, l’autonomia è pari ad un tempo, ma la tentazione di fare confronti ed esaltare i “nuovi” senza tenere conto che la prova dei fatti è ben altra cosa, era troppo debordante.

Et voilà, ho avvertito un vento caldo di approvazione circa il 3-5-2 calato in campo pronti via. Ho letto le manifestazioni di lezioni “ex cathedra” circa la trasformazione in una linea di difesa a 4 se attaccati. Turiboli scatenati ed incenso a gogò, come se tanti soloni dalla tastiera facile e dalle ragnatele inflattive attorno ai neuroni, avessero bellamente evitato di accorgersi che questo sistema, ad eccezione di Sarri, è un lietmotiv da Conte, attraverso Allegri per giungere a Pirlo. Perchè, se hai una punta a disposizione, anche se trattasi di CR7, è gioco forza dover scegliere tra 2 punte, una delle quali di sostegno (quasi un 3-5-1-1) oppure 1 sola con laterali larghi o 2 mezze punte arretrate. Se però manca anche una delle mezze punte, il 3.5.2 è obbligato. Ora invito ad osannare la necessità, per Pirlo ci saranno altre occasioni.

“E’ un tifoso difficile…”, tanto da farsi trarre in inganno dal punteggio. E’ la solita storia, se l’amichevole col Novara fosse finita 10 a 0, si sarebbe detto che il test non era probante. Figuriamoci se fosse finita 1 a 0 con 3 pali e 2 traverse. Me lo immagino già: “….la Juve si porta appresso il difetto di non segnare, se non segna CR7 non lo fa nessun altro…” Il tifoso medio si fa condizionare dal risultato e dal punteggio. Volete la prova? Quanti di essi hanno rimpianto gli 1 a 0 di allegriana cultura, a fronte delle rimonte e dei disastri della scorsa stagione?

Ci vuole equilibrio. Ma di quel tanto da galleggiarci dentro. Avviso ai naviganti, alla bisogna con divisa arancione, chiazzata di nero: inizia un’annata di grande sofferenza e di sabbie mobili. Non è un tempo alla Continassa che promuove McKennie; non è la chiusura di un triangolo che fa diventare fenomeno Kulusevski, Arthur prematuramente addivenuto a forte giocatore solo per il fatto che sia juventino, parte dalla panchina; di 5 reti, 2 sono di Portanova dopo il 90° (c’è qualche temerario che vuole scommettere sul numero di partite che Portanova giocherà in prima squadra durante il campionato?); Pjaca ha realizzato la terza rete, ma è in odore di prestito da qualche parte. Positivi (meglio dire convincenti, di questi tempi) Pellegrini e Rabiot, ma qualcuno ha notato Bentancur?

E la Sampdoria si sta preparando a puntino, sotto la direzione di un grande lupo di mare come Ranieri. Non sarebbe il caso di una falsa partenza, in uno stadio vuoto per limiti ed incapacità decisionali di chi sta lassù e non si degna di scendere quaggiù. Altro avviso ai naviganti: è plausibile pensare ad una Juventus non più strafavorita, con la concessione relativa delle briciole alla concorrenza, E’ ragionevole che la seconda squadra di Milano possa essere considerata davanti, anzi, mettiamola proprio davanti. Chissà che il peso del pronostico non pesi oltre misura. E poi Atalanta, Milan (mercato o.k.), Lazio, Napoli, tutti lotteranno per lo scudetto. Dopo 9 anni, anche la legge dei grandi numeri interviene. Pazienza, ci vorrà pazienza, per raggiungere il “decimo”. Il decimo filato, sì, Perchè? Pensavate che mi fossi dato per battuto ancor prima di partire? Difficile, come il tifoso juventino, ma da lottare fino alla fine, come da motto, stile di vita. La leggenda diventa epica. Ma piano, tutti abbottonati. Non spingete coi facili entusiasmi.

Marco SANFELICI

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