Da un'altra angolazione

TUTTO VA BENE, MA ANCHE NO

Prendiamo atto che Giorgione Chiellini non ha minimamente pensato di rinunciare alla nazionale, come sarebbe stato lecito e logico attendersi, per dedicare le sue ultime energie alla Juventus e tiriamo avanti. Prendiamo atto che non ci sono offerte per De Sciglio, nemmeno dall’Atletico di Gambassi Terme, che Khedira ed Higuain non hanno la minima intenzione di andarsene, forse gli piace la bagna cauda, che Rugani non lo vogliono nemmeno al circolo ARCI per giocare a tressette col morto, forse perché, per il ruolo del morto, hanno già selezionato Ramsey, e tiriamo di nuovo avanti.
Prendiamo atto che Pirlo ha avuto un’ispirazione e, dicono i beneinformati e gli ottimisti, è convinto di poter riciclare Bernardeschi come laterale basso, alla Zambrotta. I maleinformati e i pessimisti, invece, sostengono non si tratti di ispirazione ma di disperazione: dopo averlo fatto giocare come seconda punta, punta esterna, trequartista, tornante e mezzala, quello del laterale basso è l’ultimo step prima di provarlo in porta al posto del codice fiscale.
Prendiamo atto che Moise Kean forse tornerà ad indossare la nostra maglietta, dopo un esaltante stagione in premier con 29 partite giocate impreziosite da ben due (dico: due) gol, anche se è riuscito a farsi notare partecipando (e facendosi beccare) a un party in piena era Covid. Prendiamo atto che a leggere il nome dei candidati al ruolo di centravanti per la prossima stagione pare di fare un salto indietro nel 2010, sperando che non arrivi Suarez a mordere nuovamente Chiellini.
Prendiamo atto che probabilmente dovremo confermare sia Danilo che Alex Sandro, perché non si riesce a mettere le mani su un laterale decente; pazienza, dico io, in fondo ci siamo un po’ affezionati ai nostri brasiliani così atipici, no? Atipici nel senso che in difesa non sono granché, come tutti i brasiliani (Cafù, Serginho, Roberto Carlos), in compenso loro due non sono bravi nemmeno nella fase offensiva. Prendiamo atto che Buffon non ha più l’ossessione della Champions, prendiamo atto che la mamma di Rabiot sta bene e gode di ottima salute, a differenza di Douglas Costa che continua a rompersi con una costanza degna di migliore causa.
Uff, di quante cose dobbiamo prendere atto. Detto ciò, ci sono anche i problemi. Dalla nostra, a infonderci quel minimo di ottimismo, ci sono le previsioni di Pruzzo, Bucchioni, Padovan e Sconcerti, che vedono una Juventus peggiorata o, addirittura, senza capo né coda. Se tanto mi dà tanto dovrebbe essere l’anno buono per rivincere la Champions, vista l’attitudine dei sovracitati ad azzeccare i pronostici.
Battute a parte, la campagna acquisti non è facile, e lo si sapeva fin da subito. Per ora i nuovi arrivati sembrano buoni, Arthur si muove bene e sa dare i tempi alla squadra, almeno dalle prime indicazioni, e “Kulu” ha delle accelerazioni straordinarie. C’è curiosità intorno allo yankee, ma se riesce a mettere un po’ di dinamismo in un reparto che andava a due km all’ora siamo già un passo avanti, gli mancherà un po’ di esperienza ma non credo abbia dei piedi peggiori del buon Blaise Matuidi.
C’è curiosità intorno al nuovo allenatore, che è un’incognita totale: non si sa nulla, né con quale modulo giocherà né tantomeno con chi. E’ un ragazzo molto intelligente, e questo ci fa ben sperare. Ha sempre giocato in squadre che facevano del possesso palla l’arma principale, è anche questo non è un dettaglio di poco conto. Rimane la soluzione migliore: a prendere un altro “guru”, o presunto tale, della panchina c’era il rischio di fare la fine dei nostri simpaticissimi amici nerazzurri, che stanno ancora pagando lo stipendio a Spalletti e non hanno defenestrato Pancrazio solo per non dover pagare anche il suo lucrosissimo ingaggio per altre due stagioni.
A proposito, giusto per farci due risate, leggo che Eriksen, l’oggetto dei desideri di appena sei mesi fa, sarebbe in vendita; ed è comprensibile, non è facile portar via il posto a Gagliardini, centrocampista di fosforo e implacabile sotto porta. E leggo anche che in cima alla lista dei desideri Contiani ci sarebbero Kolarov e Vidal, insomma gioventù ed entusiasmo al massimo splendore.

Enrico Tordini

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