#RawDiamonds

#RawDiamonds: Mario Stroeykens

Sui vari siti di calciomercato non capita spesso di imbattersi in voci e notizie su un calciatore nemmeno sedicenne. Se questo succede con discreta frequenza forse è il caso di drizzare le antenne.

Se lo stesso ragazzo è notoriamente il figlioccio calcistico di un talento tanto cristallino quanto fuori di testa come Craig Bellamy, possiamo dire che abbiamo già un secondo pesante indizio sul potenziale.

Il terzo indizio è che se anche il direttore del settore giovanile Jean Kindermans, assieme al DS Verschueren, si prendono la briga di annunciare ai giornalisti festanti il rinnovo con l’Anderlecht nonostante le sirene estere direi che il quadro è completo.

Il ragazzo di cui stiamo parlando è Mario Stroeykens, giovanissimo trequartista belga. Attorno al ragazzo girano da un annetto i migliori club europei, tra i quali non può mancare la Juventus.

Biografia

Mario nasce il 29 settembre 2004 a Dilbeek nelle Fiandre ed inizia sin da bambino a dedicarsi con passione al calcio.

La prima squadra in cui milita è il Toekomst Relegem, ma le sue qualità sono così evidenti che non passa molto tempo che la squadra più prestigiosa del paese decide di tesserarlo.

Il passaggio all’Anderlecht rappresenta il primo step nella crescita del giovanissimo Mario. Coi colori biancomalva trova il fratello maggiore Mathieu, portiere classe 2002, ed anche il cugino Henry Stanic suo compagno di squadra.

L’ambiente positivo aiuta il talento di Dilbeek a svilupparsi rapidamente, tanto è che durante tutta la sua esperienza nelle giovanili sarà costantemente impiegato sotto età, ed a poco più di quindici anni Craig Bellamy, allenatore dell’under 21, ha scelto di inserirlo come titolare nella gara clou della stagione: il derby con lo Standard Liegi.

L’intuizione non si è rivelata errata ed infatti Stroeykens ha disputato un’ottima gara, senza patire minimamente il salto di categoria o la differenza d’età.

L’estate scorsa Mario ha dovuto prendere la prima decisione importante di quelle che gli auguriamo sia buna lunga carriera da professionista del pallone.

Nonostante la corte di molti grandi club europei i genitori di Mario decidono di sposare il progetto Purple Talent, attraverso il quale l’Anderlecht sta cercando di trattenere i migliori prospetti offrendo loro un percorso di crescita interno al club con sostegno dentro e fuori dal campo, per la realizzazione dei ragazzi del settore giovanile sia nell’ambito sportivo che in quello scolastico, permettendo ai ragazzi più talentuosi di bruciare le tappe e dando a tutti la possibilità di crearsi un percorso accademico tale da avere un “piano B” qualora il calcio non funzionasse.

Caratteristiche tecniche

Mario Stroeykens è fondamentalmente un trequartista, saltuariamente impiegato anche come esterno d’attacco.

Interpreta il ruolo in maniera molto dinamica e con spiccata personalità.

Fisicamente parliamo di un ragazzo normolineo, ma già discretamente formato a livello muscolare. Ad oggi misura 1.77, ma è talmente giovane che potrebbe guadagnare ancora qualche centimetro. Sicuramente prima di entrare nel calcio degli adulti qualche bistecca va mangiata e qualche ora in palestra spesa, per non volare via al primo contrasto spalla a spalla, ma non mi preoccuperei eccessivamente a riguardo.

Mario è dotato di una buona velocità e reagisce rapidamente alle situazioni di gioco, con energia e reattività.

Dal punto di vista tecnico il livello è veramente alto. Praticamente ambidestro il giovane trequartista può fare praticamente tutto con il pallone tra i piedi. Calcia con entrambi i piedi verso la porta, anche dalla distanza, ottimo controllo di palla e gestione della stessa tanto in conduzione come nello stretto.

Nonostante la giovane età il dieci biancomalva ha già dimostrato una grande sensibilità e comprensione del gioco a livello tattico, infatti riesce a dialogare bene con i compagni, tendendo poco a strafare o a cercare la giocata fine a se stessa, nonostante la differenza tecnica sia tangibile.

I tempi di inserimento, così come la capacità di abbassarsi per aiutare la circolazione di palla sono già molto interessanti, sopratutto considerato età e contesto in cui finora si è messo alla prova.

Difensivamente al momento c’è più di qualche lacuna, non tanto sull’applicazione, ma quanto sulla capacità di essere efficace nei contrasti e nei duelli fisici. Anche il colpo di testa non è la specialità della casa, ma sono caratteristiche che possiamo definire secondarie per il ruolo interpretato, anche se limitano un po’ la possibilità di evoluzione tattica.

Caratterialmente non possiamo dire molto, ma la scelta di restare a Bruxelles nonostante la corte di mezza Europa, sebbene mediata dai genitori, la vedo in modo positivo. Non c’è nulla di più importante dell’ambiente di crescita di un futuro professionista del pallone e l’Anderlecht ha già dimostrato di saper svezzare a dovere i propri gioielli e di saper quando è il momento di lasciargli andare. Aver scelto questa strada più prudente anziché puntare subito alle maglie più blasonate è, a mio avviso, una scelta saggia e non scontata.

Evoluzione

È difficile parlare di evoluzione di un quindicenne. È un po’ come prevedere che torta verrà fuori guardando il sacchetto della farina, però ci si può provare.

Ad oggi Stroeykens ha dimostrato di saper alzare il suo livello di gioco contestualmente al crescere della categoria, bisognerà vedere se questa crescita logaritmica sia destinata a seguire, ad arrestarsi o a trovare nuove strade.

Qualora la sua evoluzione proseguisse sul modello di giocatore che si è fatto vedere fino ad ora potremo parlare di un trequartista d’assalto, più energetico che di ragionamento, capace di strappare la gara e di essere molto pericoloso dalla distanza. In alcuni siti di scouting viene tirato in ballo un paragone con l’ex CSKA Golovin, ora al Monaco, che ricorderete come molto vicino alla Juventus dopo un buon mondiale nel 2018.

Tuttavia sono del parere che certe doti di distributore di gioco, calcio ed intelligenza tattica possano essere maggiormente valorizzare spostando Stroeykens qualche metro più indietro, con un percorso tecnico e tattico simile proprio a quello svolti da un ex bimbo prodigio di scuola Anderlecht, Yuri Tielmans grande talento che forse non ha reso quanto sperato accasandosi giovanissimo al Monaco, per poi passare al Leicester. Un altro calciatore che potrebbe rappresentare un modello evolutivo possibile per il giovane talento belga è il nostro quasi ex Miralem Pjanic, nato come trequartista dalle grandi doti balistiche a Metz, maturato a Lione e trasformatosi prima in mezzala e poi in regista a Roma e Torino.

Va da se che siamo sempre prendendo in considerazione ipotesi positive, senza infortuni limitanti. Sappiamo bene infatti come siano volubili gli dei del pallone.

Vestito in bianconero

La premessa quando si parla di teenager è sempre la medesima: parliamo di potenziale, di possibilità e di illusione.

Il paragone che mi sorge spontaneo è quello di una vigna di gran valore, che può dare una grande uva che si potrebbe trasformare in un grande vino.

Ma dal grappolo alla bottiglia passano innumerevoli scelte, decisioni, sacrifici ed eventi casuali che spendersi in previsioni è praticamente inutile.

Mario Stroeykens è un giovane di grande talento, un piccolo diamante grezzo che potrebbe rappresentare un colpo interessantissimo in prospettiva.

Tuttavia interessarsi ad un talento del genere per poi non farlo sbocciare ed utilizzarlo come materiale da plusvalenza mi pare piuttosto miope.

La nostra amata Juventus deve riuscire a fare un ulteriore step di crescita in una direzione dove storicamente siamo sempre stati un po’ carenti: la progettualità a livello giovanile.

Se si vuole acquistare un profilo importante, seppur giovanissimo, bisogna essere pronti ad investire non solo economicamente sul ragazzo, ma anche in fiducia e minuti di gioco.

Gli esempi in giro per l’Europa ci sono, penso al Bayern che mette sul piatto una decina di milioni per Alphonso Davies al tempo pressoché sconosciuto. Senza parlare del Borussia che sta collezionando talento giovanile a iosa e li sta inserendo uno dopo l’altro nelle rotazioni di un club comunque ad alto livello.

Anche la Casa Blanca sta iniziando ad agire in questo maniera, Brahim Díaz e Marco Asensio possono essere esempi di questa scuola di pensiero.

Anticipare la concorrenza sui talenti più promettenti è un qualcosa di ovvio, lo step ulteriore è quello di difendere con convinzione l’investimento fatto con fiducia e competenza, senza cedere alle lusinghe di plusvalenze facili per aggiustare i bilanci, seguendo una progettualità che ci consenta di poter vantare finalmente dei ragazzi del nostro vivaio in prima squadra.

Tornando a parlare nello specifico di Mario Stroeykens posso dire che il talento del giovane belga è evidente. Basta osservare uno dei video presenti in rete per rendersi conto di come il ragazzo spicchi rispetto ai compagni. Personalmente però trovo che l’ambiente belga possa essere più favorevole ad una sta crescita, per lo meno per i prossimi due anni. A Bruxelles sappiamo per certo avrà spazi e fiducia quasi illimitata, spostarlo da questo contesto potrebbe risultare controproducente.

Muoversi per tempo è fondamentale, ma certi fiori devono sbocciare prima di essere colti.

Stefano Follador

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