Nero Su BIanco

Marco Sanfelici: Nessun favore alla Juve, nessun appiglio per gli altri.

E’ finito il campionato, viva il campionato. Ad ogni anno che va in archivio, fatale mi ritorna alla mente la battuta di un mio professore di chimica al liceo. “Qual è il composto alcalino derivato dalla reazione tra calcio ed acido campionico? Il campionato di calcio” E giù tutta la classe a ridere.

E’ tempo di analisi, di sintesi, di somme tirate e soppesate. Con l’accompagnamento di sottofondo della frase dal vago senso tombale: “Alla fine i favori ed i torti si equivalgono ed i valori veri vengono fuori” Amen, alleluja.

Sarà pure così, ma chi ha qualche anno oltre i 50, come il qui presente scribacchino, ed ha la fortuna di tifare Juventus, è abituato a convivere con gli strali della concorrenza circa presunti favori pro domo nostra ed altrettanti presunti soprusi adversus domum alteram.

Manca soltanto un breve anno al quarantennale del “gol di Turone”, simulacro da venerare per intere generazioni di ciarlatani dalla penna facile e di sobillatori in malafede di torme popolane disinformate. Salvo poi venire a sapere dallo stesso Sassi, a distanza di troppo tempo, forse per un non più sostenibile rimorso interiore, che era tutta una bufala costruita negli studi R.A.I., notoriamente ubicati a Roma, guarda caso.

Grazie ad un feedback degno della legge di Einstein, ci ritroviamo non più di 8 anni or sono, di fronte alle immagini di un colpo di testa di un certo Muntari, sradicato letteralmente dai riflessi di Gigi, all’interno della porta juventina. Sarebbe stato il 2 a 0 per il Milan di Allegri, niente da dire. Da dire invece ci sarebbe circa una rete regolare annullata a Matri per segnalazione dello stesso assistente che non aveva visto la palla oltre la riga di porta (che fosse in serata no? Così, tanto per porre domande semplici e perciò ignorate volutamente). Da dire ci sarebbe su un pugno di Mexes a Borriello a gioco lontano e per il quale, pare che un importante dirigente rossonero abbia telefonato in redazione a Mediaset, consigliando di oscurare le immagini. Una televisione, una squadra, un presidente.

Ci ha provato non più tardi di 15 giorni fa, un noto politico di fede nerazzurra ad intorbidare le acque, lanciando un sasso nello stagno, asserendo che in un momento di difficoltà “alla Juve arriva l’aiutino”. E subito si sono sguinzagliate le redazioni di ogni televisione antijuventina (cioè il 100% del totale) per identificare nella fattispecie il famigerato “aiutino”. Ricerche che non hanno dato risultato, tranne quello di invitare il politico ad occuparsi di problemi ben più gravi e drammatici. Della serie: quando parli per luoghi comuni, sei soggetto a pigliare cantonate.

Eh già! Perchè quest’anno, oltre a far schiattare i concorrenti che hanno segnato di più, che hanno subito di meno, che se invece dei 3 punti a vittoria, ci fossero stati ancora solo 2 punti, avrebbero un punto di vantaggio anziché di svantaggio, o che hanno un gioco migliore, un allenatore presentabile, che hanno la “mission” di vincere per salvare il calcio italiano dal disastro determinato dal fatto che vince sempre la stessa; domina il fatto che mai da agosto ad agosto, si sia verificato un episodio che abbia fatto parlare a lungo, con conseguenti stracciate di vesti, perché favorevole smaccatamente ai campioni d’Italia.

In altri termini, la Juventus ha vinto il suo nono scudetto consecutivo e trentottesimo della storia, senza “rubare”. Il livello di transaminasi aumenta a dismisura e le scorte di medicinali contro l’acidità di stomaco si riducono a zero.

Che diamine, passi che il figlio di un interista si debba iscrivere alle medie con la bandiera sempre intonsa nell’armadio ed il suo vicino di pianerottolo, sia allo stesso punto anche se milanista; passi che i distacchi restino sempre biblici, fintanto che la posta in palio sia credibile, al netto dei ragazzini in campo e dei campioni in tribuna; passi che per l’ennesimo anno, il calcio sia uno sport semplice, in cui 22 giocatori disputino una partita di 90 minuti ed alla fine vinca sempre la Juventus (semicitazione di Lineker); ma se si inizia a non concedere agli avversari l’appiglio di qualche favore alla “Rubentus”, che futuro avrà il calcio in Italia? Preoccupato? Nemmeno un goccio.

Marco Sanfelici

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