Storie di Juve

Nonostante Calciopoli la storia la rileggono sempre e solo gli altri

Cronaca di un successo annunciato – dal proprio dna.

Calciopoli sì, proprio lei, che ogni anno, da quell’anno, doverosamente amplifica ciò che di clamoroso la Juventus abbia fatto in questi ultimi 9 anni di successi.

Provateci voi a scendere all’inferno e a risalire tenendo Satana a guinzaglio; immaginate solo per un istante a cosa la Vecchia Signora sia andata in contro quell’anno “meraviglioso” per tutto il mondo calcistico italiano, dove finalmente si erano riusciti a togliere di mezzo i bianconeri.

Ora respirate, chiudete gli occhi, e per un istante provate solo a vagheggiare quella maglia rosa durante i festeggiamenti per la vittoria del campionato di Serie B…

Non riapriteli e dite sinceramente alla parte migliore del vostro cuore, lì, proprio in quell’angolino, dove risiede tutta la vostra energia positiva, se in quel dannato momento avreste avuto il coraggio di fantasticare ciò che la Juventus ha realizzato con la vittoria del suo 38° scudetto sul campo – mica un dettaglio da poco; solo in quel caso riapriteli, altrimenti continuate pure a respirare, lentamente e profondamente.

Confessate a voi stessi se al ritorno in serie A e alla panchina affidata a Claudio Ranieri avreste avuto il coraggio di guardare alla testa della classifica, nonostante Alessandro Del Piero si appresti a vincere per la sua prima volta in carriera la classifica di miglior marcatore del torneo.

Addirittura l’anno dopo dovete assistere a qualcosa che non avveniva in casa Juventus dalla stagione 69/70, ovvero l’esonero di un allenatore, e al buon Claudio Ranieri succede uno degli eroi dell’ultima Champions, Ciro Ferrara; intanto al Bernabéu qualcuno si era anche preso una storica standing ovation, sognate anche quella intanto che siete lì che respirate profondamente…

Dai, ora è il 2009 e in squadra state ammirando le gesta di Diego e Felipe Melo; non contenti vi tocca pure sopportare il “triplete nerazzuro” e la memoria è costretta a ripiombare a quella maglietta rosa, alla Serie B, e al pensiero del “senza Calciopoli ci saremmo potuti essere noi a festeggiare quella dannata Coppa”.

Non solo state respirando male adesso, ma iniziate a sudare e la vostra flebile speranza ormai sta cedendo alla disperazione di non rivedere mai più quella gloriosa squadra, di cui vi innamoraste da bambini, tornare ai fasti di un tempo.

Lasciatevi dondolare per un attimo dalla malinconia e iniziate però a guardare al futuro perché è già da un anno che sono iniziati i lavori per il nuovo stadio, la vostra nuova casa.

Ancora un piccolo sforzo e anche il 2010 lo lasciamo lì, a decantare con tutti i misteri che si portano via Milos Krasic e Luigi Del Neri; un’annata terribile che mentre tentate di far scorrere nella vostra memoria non potete fare a meno di maledire.

Ma ora è arrivato Andrea, è quel ragazzotto dalle folte sopracciglia che sedeva accanto all’Avvocato, si deve fare le ossa, abbiate pazienza!

Fermi, abbiamo detto che siete ancora davanti al televisore o allo stadio, e che state, forse, “festeggiando” il ritorno nella massima serie: riuscite quindi ad afferrare il concetto che neanche il miglior corso motivazionale o di crescita personale presieduto da Mahatma Gandhi avrebbe potuto convicervi, in quel momento, di quanto successo al termine della recente partita contro la Sampdoria?

Non credo, e sapete perché? Perché quando si scrive la storia, solo a posteriori e a distanza di anni se ne assapora davvero il significato; chi invece ne rimane tramortito è sempre l’avversario perché in quel caso lui gli occhi non li può chiudere, deve solo abbassare lo sguardo e prendere esempio dal suo rivale.

Or dunque, la Juventus è un’avventura che inizia nel 1987 e che ha scritto pagine di calcio epiche a suon di record; prima squadra ad aver vinto ogni tipo di competizione europea, compreso l’Intertoto e probabilmente anche il subbuteo, tanto per non farsi mancare nulla; 38 Scudetti, 13 Coppe Italia e 8 Supercoppe italiane, record assoluto per ognuna di queste tre competizioni.

In soldoni fanno 70 trofei complessivi con il piccolo di casa Agnelli che ne infila 17 e che diventa il Presidente più vincente della storia della Vecchia Signora.

Auguri Andrea, grazie mister Sarri, nonostante nei nostri sogni, in quella giornata di festa ad Arezzo, lei probabilmente non c’era; apriamo gli occhi ora e festeggiamo la storia, la nostra storia, che da quel lontano e inglorioso pomeriggio ha riportato il Re sul trono e ha rimesso i giullari nel posto che meritano.

Che sono 9 campionati vinti di fila e che anche questo è un record internazionale, vale la pena di ricordarlo?

#stron9er

Simone Pompili

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