Nero Su BIanco

Marco Sanfelici: Una mascherina bianconera al Filadelfia.

Riflessioni in superficie a proposito
dell’ingegnere con mascherina
griffata JUVENTUS al FILADELFIA:

Non conosco fino a che punto si sappia la sostanza della rivalità cittadina, a Torino. A tale proposito, mi arrogo il diritto di dare alcune delucidazioni utili a comprenderne il senso (mi guardo bene da giustificarlo, ma solo a spiegarlo). La diferenza storica, di risultati, dentro e fuori dal campo tra le due squadre è tale per cui non c’è nessun altro luogo del mondo in cui esista qualcosa di simile. La cosa si estrinseca in ogni atteggiamento e comportamento di qualunque esponenente delle dirigenze e della tifoseria. Qualsiasi tifoso granata può entrare liberamente allo Stadium, sedersi dove vuole ed uscire con le proprie gambe e la sciarpa al collo. Oddio, magari dopo dialoghi concitati (!), ma sempre nella civiltà piemontarda. Oso pensare che gran parte degli spettatori lo ignorerebbero, come un corpo estraneo ed inutile. Si provi solo a fare il contrario all’Olimpico. Non garantisco nulla! Ho il mio compagno di studio di PALLONATE che ha entrambi gli abbonamenti (per motivi professionali) e mi dice che spesso all’Olimpico viene additato e fatto oggetto di attenzioni non proprio innoque. E si siede in tribuna, non nella Maratona. Da 10 anni chiedo, in qualità di attivo nel ricordo dell’Heysel, ad un grande uomo come Domenico Beccaria, membro della Fondazione Filadelfia, di guidare una delegazione a Superga il 4 maggio; ricevo la stessa risposta: dipendesse da me, subito, ma non è ancora il tempo!

Si è mai visto uno juventino aspettare il pulmann del Toro, nel giorno del derby, con il proprio figlioletto per mano ed iniziare a prendere a calci la carrozzeria? No, ecco viceversa è successo, con la scusa del “bovino” che tanto è normale. Ben lungi da descrivere i nostri tifosi degli stinchi di santi, ma la rivalità non si misura in atti incivili, a Torino. Essa si misura in livello di ignoramento juventino nei confronti dei granata. Li ignoriamo, li riteniamo parenti poverissimi e sfigati, a tal punto che molti di noi ne fanno esperienza ormai solo nei derby e forse ormai nemmeno in quelli. Ecco perchè un ingegnere con la mascherina bianconera al Filadelfia desta così tanto scandalo nelle fila granata, quasi come una sorta di sacrilego oltraggio. Perchè è come se il RE entrasse nelle stanze del giullare e si facesse fotografare con i segni del potere, nelle umili stanze di un servo. Ovvio che il giullare avrebbe la bile in pessime condizioni e, aggiungo, vivrebbe da quel momento in poi, nel segreto rancore di fargliela pagare. Non è il Rigoletto, ma poco ci manca!

Di Marco Sanfelici

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