#JuveFinanza

La Juventus che sbarca su Tik Tok è la conferma che a Torino sanno cosa voglia dire la parola “brand”

Investire sulle piattaforme social del momento come posizionamento mirato per la crescita del marchio.

La Vecchia Signora si appresta a conquistare anche il nuovo social network Tik Tok dopo essersi affermata come brand italiano più seguito su Instagram.

Infatti nelle ultime settimane la Juventus è riuscita a superare Gucci che deteneva il primato italiano con 40,3 milioni di followers andando a toccare la cifra record per il nostro paese di 40,5 milioni di seguaci.

Per dare ancora più importanza a questo dato, si consideri che l’account Instagram della Juventus è il 70° per numero di followers di tutta la piattaforma e il 10° se si calcolano solo gli account di aziende; tanto è vero che il club di Torino è subito dietro a marchi prestigiosi quali National Geographic, Nike, Barcellona, Real Madrid, Victoria’s Secret, Champions League e tre account a stelle a strisce quali la Nasa, Nba e Marvel.

La scelta quindi di investire anche su Tik Tok è la naturale conseguenza di una strategia digital ben definita che in 10 anni ha praticamente stravolto il brand Juventus andando ad allargare il proprio bacino di utenza in maniera esponenziale.

Grande impulso è sicuramente arrivato dall’acquisto di Cristiano Ronaldo; il fuoriclasse portoghese infatti ha portato con sé 227 milioni di followers che lo seguono su Instagram, e che, qualcuno dei quali avrà certamente strizzato l’occhiolino anche all’account della nuova società di appartenenza.

Perché tutto questo clamore per tali numeri?

L’importanza delle cifre sopraelencate sono da ricondurre a un mero scopo economico; lo abbiamo già detto nei precedenti articoli: la Juventus è un’azienda e come tale deve funzionare.

Il social network è ormai lo spazio più agevole dove poter andare a intercettare nuovi tifosi e dove poter posizionare il proprio marchio; per fare cosa poi… ma è ovvio, andare a implementare tutto quello che riguarda il merchandising.

La vendita del prodotto griffato Juventus può arrivare da tre fonti: vittorie, grandi giocatori e forza del brand. Quest’ultimo lo costruisci grazie alla comunicazione e al marketing ed è per questo che la Juventus sta puntando forte sul digital e tutto ciò che gira intorno a questo nuovo mondo.

Tik Tok è una piattaforma per i più giovani; è divertente, scanzonata, sbarazzina, e soprattutto è nata in Cina. La Juventus in questo sta seguendo le orme di Arsenal e Manchester United che come noto hanno un grande riscontro in oriente che gli garantisce una quantità davvero importante di tifosi – questo spiega del perché continuino a incrementare il numero dei loro sostenitori nonostante non vincano qualcosa di importante da anni.

Brand e ancora brand

A chiudere il cerchio in questi giorni c’è stata la conferma che dalla prossima stagione il logo della Juventus non avrà più la scritta sopra la J stilizzata.

Anche questo ha una spiegazione logica e di marketing. Infatti per avere un marchio che sia riconoscibile e posizionato questo deve avere una grafica che si stampi in maniera indelebile nella mente delle persone.

Un chiaro esempio di ciò che stiamo dicendo lo abbiamo osservando il logo della famosa squadra di baseball dei New York Yankees.

Tutti noi siamo cresciuti indossando magliette e cappellini con quel marchio stampato, senza magari sapere neppure di cosa si trattasse perché l’importanza era data dal “disegnino” che riportava la sovrapposizione della N e della Y.

Beh, avere un brand di rilievo vuol dire anche questo, che ci piaccia o meno; si tratta di marketing e di vendite, non c’è spazio per il romanticismo qui, devono solo tornare i conti a fine mese come in tutte le buone aziende di questo mondo.

Lo diciamo per i nostalgici della “zebra” sul logo o dello stemma con le stelle sopra; tutto passa e si evolve, e la grandezza di una società non sta nel rievocare il passato, ma nel ricordarlo per migliorare il proprio futuro e quello dei suoi tifosi.

La Juventus in questo sta facendo scuola e si appresta a ritagliarsi un ruolo importante da qui ai prossimi anni grazie a tali politiche che le permetteranno di avere maggiori introiti, e quindi di portare a casa giocatori di alto livello con contratti che fino a qualche anno fa nessun juventino si sarebbe mai aspettato – vedi ingaggio De Ligt dopo quello di CR7 dell’anno prima.

Quindi smettiamola di criticare le scelte di marketing di questa società, come per esempio il cambio radicale del look delle maglie della stagione in corso o di quelle del prossimo anno: si chiama posizionamento del brand e aumento dei profitti, funziona così, non lo decidiamo noi, ma il mercato.

Simone Pompili

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