Spazio Liga

#SpazioLiga: Giornata 32

E alla fine arrivo il sorpasso, un Barcellona troppo spento, aggrappato solo all’estro di Messi e ai gol di Suárez impatta al Balaidos di fronte al Celta di Iago Aspas, trascinatore assoluto, e offre su un piatto d’argento la possibilità di mettere due lunghezze di vantaggio al Real Madrid che si sbarazza, non senza patemi e solo grazie a una genialità di Benzema.

Sugli altri campi si definisce oramai in modo pressoché definitivo la lotta salvezza, con Mallorca, Leganes e Espanyol praticamente retrocesse, troppo distanti dalle avversarie, anche se mai dire mai.

La lotta per le coppe vede la Real Sociedad in discesa libera, quattro sconfitte consecutive, mentre il Villarreal è in gran forma dalla ripresa ad oggi.

Sevilla vs Valladolid 1-1 (L. Ocampos (R) 83 – Kiko 25)

La partita inaugurale della giornata numero 32 è il pareggio del Ramon Sánchez Pizjuan, fra Sevilla e Valladolid.

I padroni di casa partono forte ed in maniera convincente. Ocampos è senza dubbio l’uomo più pericoloso, va vicino alla rete con un diagonale di poco fuori e con un colpo di testa sulla traversa ed ispira la manovra, decisamente un altro giocatore rispetto a quello visto in Italia.

La rete però arriva per gli ospiti, abili a sfruttare un calcio di punizione dalla trequarti con il colpo di testa vincente di Kiko Olivas. Non esente da colpe Vaclik.

Gli andalusi troverebbero il pareggio con un colpo di testa di Munir, ma l’arbitro annulla per un fuorigioco millimetrico rilevato dal VAR. Lo stesso VAR che concede un penalty quanto meno dubbio per un tocco di mano di Javi Sánchez su cabezazo di Escudero.

Dal dischetto si presenta Ocampos che spiazza il portiere. Un’altra tacca sul fucile del capocannoniere della squadra di Lopetegui.

Nel finale Vaclik si fa perdonare l’incertezza sulla rete del Valladolid ipnotizzando Alcaraz giunto solo davanti alla porta.

Si chiude con un pareggio tutto sommato giusto per quanto visto in campo.

Athletic vs Mallorca 3-1 (R García (R) 16, O. Sancet 24, A. Villalibre 90+1 – A. Budimir (R) 70)

Parte forte l’undici basco al San Mames.

Al quarto d’ora Raúl García trasforma un penalti piuttosto generoso che lui stesso si era guadagnato, sempre più interessante l’evoluzione tattica in falso nueve dell’ex centrocampista colchonero.

Il raddoppio arriva qualche minuto più tardi grazie a uno schema da corner che mette in condizione il giovane trequartista Sancet di battere a rete e mettere a segno il suo primo gol per i biancorossi, sicuramente la prima di molte reti.

Il Mallorca non ha granché da offrire in avanti e nonostante gli sforzi i pericoli per Unai Simón sono rari. Eccezion fatta per un contrasto ingenuo in area di Berchiche sull’ex Palermo Trajkovski.

Il rigore viene concesso e trasformato da un altro ex rosanero: Ante Budimir. Il centravanti croato è una della poche note liete della stagione degli isolani.

La rete piuttosto inaspettata riaccende la gara, ma il Mallorca concede anche ampi spazi di cui approfitta Asier Villalibre. L’attaccante ventiduenne prima spreca una buona occasione, ma alla seconda non perdona e grazie all’assist di Vesga pone il punteggio sul 3-1.

Celta Vigo vs Barcellona 2-2 (F. Smolov 50, I. Aspas 88 – L. Suárez 20, 67)

Al Balaidos va in scena una gara di importanza cruciale per la Liga 19/20.

I padroni di casa giocano una gara di grandissimo sacrificio e volontà, bloccando sul 2-2 il gigante catalano.

E dire che la gara pareva essersi messa in discesa per i blaugrana, al ventesimo infatti una invenzione pazzesca da calcio di punizione del solito immenso Leo Messi pescava Luis Suárez per il più facile dei colpi di testa, portando in vantaggio i suoi.

Il Celta però oggi ha un’altra garra rispetto al resto della stagione e risponde colpo su colpo guidato da un volitivo e trascinante Iago Aspas.

Sul finire del primo tempo è Denis Suárez a offrire un pallone delizioso per Méndez che termina la sua corsa sul palo.

Si tratta però solo del preludio al pareggio galiziano. Iago Aspas guida il contropiede azzurro grazie a un gran movimento a tagliare fuori la difesa blaugrana e offre a Smolov un pallone che basta spingere in rete. Seconda rete stagionale del russo che curiosamente ha marcato solo con Real Madrid e Barcellona.

Le individualità della squadra di Quique Setien sono però incontenibili per la difesa di casa. In una azione quasi rugbistica sul limite dell’area Messi recupera palla e Suárez si gira e batte a rete in uno spazio/tempo inumano per infilare per la seconda volta Rubén Blanco. Prima doppietta da tempo immemore per l’uruguaiano.

Il Celta però non è per nulla domo e trova il pareggio a pochi minuti dal termine con una velenosa punizione di Iago Aspas, l’uomo simbolo della Galizia futbolística. Il pallone che si infila nell’angolo basso alla destra di ter Stegen pesa come un macigno sulle ambizioni di titolo dei catalani, lasciando il destino della Liga nelle mani del Real Madrid, impegnato proprio a Barcellona con un Espanyol sempre più vicina alla retrocessione.

E pensare che nel finale poteva andare pure peggio ai catalani, graziati da Nolito che da un metro spara sul portiere il punto del KO.

Osasuna vs Leganes 2-1 (E. Gallego 9, 90+7 – J. Aviles 50)

A El Sadar di Pamplona L’Osasuna di Jagoba Arrásate fa sua tutta la posta in palio grazie sopratutto a una prestazione ottima di Enric Gallego.

La prima rete del centravanti catalano è una splendida rovesciata su cross di Mérida. Palla schiacciata che finisce all’angolo alto, imprendibile per Cuéllar.

Il Leganes preme molto, conscio che queste sono le ultime chance di salvezza, ma Salvatierra non è freddo nell’uno contro uno con il portiere navarro e gli spara il pallone addosso, mancando il punto del pareggio.

La giornata è quella delle reti splendide a Pamplona e Javier Aviles appena entrato decide di fare una cosa spettacolare per far pareggiare i suoi: doppio dribbling sulla fasci destra e destro a incrociare nell’angolo alto da una trentina di metri, semplicemente impossibile da parare.

I Pepineros prendono coraggio e cercano la vittoria, ma Sergio Herrera trova una parata da campione su un bolide da fuori di Kevin Rodrígues.

I rossi di casa cercano di allentare la pressione e Cardona ha sui piedi la palla per mettere avanti i suoi, ma Cuéllar fa buona guardia.

Sembra tutto apparecchiato per un pareggio brodino che poteva andare bene ai padroni di casa, ma al minuto 96 Eric Guerrero si scatena.

Prima una botta da fuori che mette a dura prova i riflessi del numero 1 ospite. Poi sul corner successivo il numero 11 sale in cielo per impattare il pallone perfettamente e dare la vittoria ai padroni di casa all’ultimo respiro.

Atletico vs Alaves 2-1 (Saul 59, D. Costa (R) 73 – Joselu (R) 90+3)

Simeone diventa il DT più vincente della storia dell’Atletico, che si piazza al terzo posto in modo stabile, grazie alla vittoria sull’Alaves.

Il primo tempo scorre senza grosse palpitazioni, mentre la svolta arriva quasi all’ora di gioco.

Trippier mette in mezzo un cross tagliato che bucano tutti, tranne Saul che trova la zuccata vincente nonostante il tocco di Pacheco.

Il raddoppio avviene su rigore guadagnato dal sempre utile Marcos Llorente, ormai indispensabile nello scacchiere madrileno. Dagli undici passi va Diego Costa, che spiazza l’estremo difensore.

Gli ospiti trovano il gol della bandiera grazie a un rigore trasformato da Joselu a causa di un tocco di mano di Koke.

Levante vs Betis 4-2 (B. Mayoral 21, E.Bardhi 35, J. Morales 50, R. Rochina 59 – S. Canales 70, Juanmi 87)

Cambia la guida tecnica, ma il Betis di quest’anno sembra proprio non riuscire a trovare soluzioni. La squadra ha qualità, ma non riesce ad esprimersi e specialmente contro avversari volitivi come il Levante di oggi non riesce ad esprimere nulla.

I rossoblu sono chirurgici nel trovare e approfittare dei difetti strutturali degli ospiti e riescono a portarsi sul 4-0 prima che l’orgoglio dei betici e il calo di concentrazione dei locali permetta al punteggio di stabilizzarsi su un meno severo 4-2.

I biancoverdi avrebbero pure l’opportunità di andare avanti con Canales che si vede negato il gol da un buon Aitor Fernandez.

La rete del Levante arriva grazie a Borja Mayoral, il canterano del Real strappa in velocità, supera Bartra e fulmina il portiere con un bel diagonale.

Il raddoppio è del macedone Bardhi che danza in area con il pallone fra i piedi, supera ancora Bartra e scarica un potente tiro a fil di palo.

La terza rete arriva da El Comandante Jose Luis Morales che brucia Bartra sulla profondità, giornataccia per il centrale, supera in dribbling il portiere e deposita la palla in rete.

Prima dell’ora di gioco c’è tempo anche per la quarta marcatura da parte di Rubén Rochina, abile a insaccare la ribattuta su una sua precedente conclusione.

Il Betis prova almeno a salvare la faccia e prova a mostrare un po’ di orgoglio.

Al minuto 70 Feddal inventa una bella palla in profondità che Canales aggancia al volo prima di battere Aitor. Un bel gol che dimostra ancora di più che agli andalusi non manca la tecnica, ma una guida.

La seconda rete è un regalo del portiere di casa che si lascia sfuggire un pallone dalle mani, dopo un colpo di testa da corner. Juanmi è lì a pochi passi e non può esimersi dal depositare la palla in rete per il definitivo 4-2.

Villarreal vs Valencia 2-0 (P. Alcacer 14, G.Moreno 44)

Sfida interessante al Madrigal, che si sblocca al quarto d’ora grazie a una bella volée dell’ex di turno, Paco Alcacer, trovato splendidamente da un filtrante di Gerardo Moreno. Lo stesso Moreno va vicinissimo al raddoppio con un colpo di testa che scorre lungo tutta la linea di porta dopo aver colpito il palo alla sinistra di Cillessen.

Nel primo tempo dominano i gialli, che colgono un altro palo con l’ex napoletano Albiól. I padroni di casa sono sempre pericolosi sui piazzati e dopo tanta pressione alla fine trovano il punto del 2-0 in maniera piuttosto particolare: lancio lungo del portiere, sponda volante squisita di Santi Cazorla e botta al volo imparabile di Moreno a coronare una azione degna della migliore “tedesca” in spiaggia.

La partita nel secondo tempo perde di intensità, con il risultato ormai già acquisito dal Sottomarino Giallo e si conclude senza altre grosse emozioni. Il Villarreal a questo punto può sognare l’Europa, anche quella che conta, mentre il Valencia sembra troppo incostante è lontano per strappare un pass europeo.

Granada vs Eibar 1-2 (R. Soldado 48 – P. De Blasis 16, Kike 69)

Granada contro Eibar è una gara in cui le motivazioni e le necessità di classifica sembrano molto più impellenti per gli ospiti che per i padroni di casa, insomma il bisogno contro la spensieratezza.

Tensione non ne sente sicuramente Paolo De Blasis, l’ala Argentina lanciata in profondità supera il portiere di casa con un pallonetto a parabola alta che si insacca dolcemente dando il vantaggio alla squadra basca.

Il resto del primo tempo non è particolarmente felice per il Granada che subisce diversi attacchi da parte degli avanti di Mendilibar, infatti nell’intervallo Diego Martinez decide di dare maggior peso alla delantera dando spazio all’esperto Roberto Soldado.

Il veterano trova il pareggio con un colpo di testa pregevole su cross di Huertas al primo pallone colpito.

L’Eibar pero ha più fame e bisogno di punti e si riversa in avanti con decisione sprecando una prima buona occasione con Kike Garcia che calcia alto. Bastano pochi minuti e lo stesso numero 17 trova il gol, capitalizzando a pieno una invenzione di Orellana sulla linea di fondo.

Con il risultato sul 1-2 entrambe le compagini potrebbero mettere a segno una rete, ma ne De Blasis ne Carlos Fernandez riescono a superare gli estremi difensori, mantenendo il risultato sull’1-2 esterno che consente al club basco di fare un grosso passo verso la permanenza nella massima serie iberica.

Espanyol vs Real Madrid 0-1 (Casemiro 45+1)

Dopo il mezzo passo falso del Barcellona a Vigo tutti gli occhi di Spagna erano puntati sulla sfida fra i rivali cittadini e i rivali storici dei catalani.

Il Real ha l’occasione ghiottissima di prendere il comando della classifica con una vittoria, mettendo due punti di distacco da Messi e compagni.

L’ostacolo è sulla carta semplice, il derelitto Espanyol che sta vivendo una stagione tribolatissima, in fondo alla classifica, nonostante molti celebrassero los Pericos come una candidata alla qualificazione alle coppe europee.

La partita però è complessa, il nuovo coach Rufete riesce a imballare il gioco del Real e a rendersi pure pericoloso con Rocha e Wu Lei.

Dall’altra parte il pericolo numero uno è Karim Benzema, l’ex Robin di Batman Cristiano sembra sempre più a suo agio come leader tecnico delle merengues, portando i maggiori pericoli alla porta difesa da Diego Lopez, prima con un bel tiro dopo azione personale, poi innescando una mischia terrificante in area dove ne lui, né Casemiro o Hazard riescono a trovare il pertugio vincente.

Il momento chiave però arriva poco prima dell’intervallo, Benzema controlla un pallone difficilissimo allontanandosi dalla porta verso l’out di destra, taglio di Casemiro alle sue spalle e il centravanti francese si inventa un assist no look di tacco di livello superiore, alla Guti per capirci, regalando un pallone che il mediano brasiliano deve solo insaccare. Una giocata di una classe straordinaria, da parte di un calciatore spesso enormemente sottovalutato, ma che siede di diritto fra i migliori 9 della storia del Real Madrid e degli ultimi vent’anni di calcio mondiale.

Nella ripresa succede relativamente poco, il Real va vicino al raddoppio con Benzema, ma poi tende ad addormentare il match, risparmiando importanti energie per il rush finale della Liga.

L’Espanyol prova a impensierire Curtois con una punizione di Raúl de Tomas, ma i biancazzurri sono poca cosa quest’anno e vedono la B sempre più vicina.

Getafe vs Real Sociedad 2-1 (J. Mata 20 (R), 83 – A. Januzaj 55)

La giornata si chiude al Coliseo Alfonso Perez di Getafe dove va in scena un confronto molto importante per l’accesso alle coppe.

La sfida è fra due idee di calcio piuttosto diverse. Da un lato il Getafe di Bordalas, squadra tignosa, dura, quasi anacronistica nella sua esasperazione della fase difensiva. Dall’altra la Real Sociedad di Imanol Barrenetxa squadra che invece propone un calcio fatto di piedi buoni e ricerca di trame offensive più complesse.

Sul campo sono i padroni di casa a passare avanti proprio grazie all’atteggiamento aggressivo e quasi soffocante che predica El Romano. Recupero palla altissimo e rigore cercato e trovato da Hugo Duro, che Jaime Mata trasforma senza problemi raggiungendo la doppia cifra in campionato.

Il pareggio degli ospiti è un esempio della differenza di interpretazione del fútbol fra le due compagini. La Real Sociedad trova una serie di combinazioni veloci tra le sue mezze punte e Oyarzabal trova il corridoio perfetto per Januzaj. Il belga ex United scatta sul filo del fuorigioco e trafigge il portiere in uscita.

Elustondo potrebbe portare avanti i suoi, ma il colpo di testa esce di pochissimo a porta praticamente sguarnita su azione d’angolo.

Il vantaggio per i padroni di casa arriva in modo piuttosto insolito, Jaime Mata scatta su una rimessa in zona d’attacco e ruba il tempo a tutta la difesa infilando sotto le gambe il portiere. Grave errore di concentrazione della linea difensiva ospite che “dimentica” l’assenza di fuorigioco su rimessa laterale e che non è per nulla reattiva nella situazione, a differenza degli uomini in maglia blu, svelti a rendere propizia la situazione.

Si tratta della quarta sconfitta consecutiva per i biancoazzurri che si allontanano sempre più dalla zona coppe, in effetti dalla ripresa della Liga la Real Sociedad pare un’altra squadra, in grossa difficoltà.

Stefano Follador

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