#JuveFinanza

Quotazione delle azioni Juventus Fc ancora al ribasso, c’è da preoccuparsi?

Facciamo un piccolo punto su cosa sta accadendo in borsa dopo la ripresa del campionato di calcio.

Molti tifosi o semplici appassionati di borsa in questi giorni si stanno interrogando sul perché il titolo Juventus Fc sia in fase di ribasso nonostante la ripresa della Seria A e malgrado si siano scongiurate le perdite derivanti dai possibili mancati introiti provenienti dai diritti tv.

Premesso che in borsa non c’è nulla di certo e prevedibile, possiamo però dare uno sguardo critico ai dati delle ultime performance borsistiche su base mensile (farlo giornalmente non avrebbe senso se si vuole avere un quadro chiaro della situazione), e fare un’analisi attenta relativa al “particolare” momento che sta vivendo anche il mondo della finanza calcistica dopo lo scossone portato in dote dal Covid-19.

Era l’11 marzo 2020 quando l’OMS dichiarava lo stato di “pandemia” e il mondo degli investimenti finanziari si trovava ad affrontare una delle più grandi recessioni della sua storia.

All’indomani dell’annuncio dello stato di crisi mondiale assistevamo a un pesante tonfo dei mercati; il 12 marzo infatti Wall Street precipitava facendo registrare un sonoro -10%, mentre Piazza Affari arrivava a toccare un preoccupante -17%, con la Consob che immediatamente vietava le vendite allo scoperto per tentare di salvare il salvabile.

Questo era lo scenario, a prescindere da tutte le varie congetture di “bolle di mercato” dovute a presunti attacchi batteriologici in corso, terza guerra mondiale imminente, e Pandemic Bond pronti per essere immessi sul mercato.

Il Titolo Juventus Fc incassava anch’esso un forte ribasso facendo scivolare il valore delle proprie azioni da 1,2430 a 0,5450, con nessuna certezza riguardante il futuro della stagione agonistica.

Da quei terribili giorni ne è passata di acqua sotto ai ponti e il titolo ha riassorbito parte delle perdite andato a collocarsi in una fascia di prezzo che oscilla tra 0,8900 e 0,9300.

Oggi, 29/06/2020, per esempio, si è registrata una perdita del -3.30% con il titolo quotato a 0,9016 (al momento in cui si sta editando questo articolo) in perfetta armonia con la fascia di prezzo di cui sopra.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che non c’è da preoccuparsi, ma al contempo bisogna aver chiare le caratteristiche dei titoli azionari delle squadre di calcio e del loro funzionamento.

Stiamo parlando di “titoli sottili” ossia poco scambiati, in cui la variazione di prezzo può avvenire anche repentinamente e senza fondamentali economici rilevanti.

Questo accade perché le azioni di questo comparto sono estremamente legate ai risultati sportivi e agli investimenti societari quali le strutture sportive, e in particolar modo al mercato in entrata e in uscita dei giocatori della rosa.

Di facile deduzione quindi è che se in questo momento il campionato è ancora in corso e in bilico per l’assegnazione del titolo, il mercato che sta iniziando a ripartire da pochi giorni (il solo Arthur non può scatenare di certo le fantasie degli investitori), e con la Champions ancora ferma al palo, è banale intuire di come queste oscillazioni senza senso ne vedremo molte da qui fino al termine della stagione.

Ricordiamoci che le società di calcio si quotano in borsa per attrarre investimenti da introdurre nelle proprie operazioni finanziarie e che l’investitore che compra le sue azioni lo fa per guadagnare e speculare, e non per la passione della maglia.

L’investitore ha bisogno di “certezze”, se così possiamo definirle, e le uniche sono quelle rappresentate dalla vittoria di un titolo importante quale il campionato di Serie A o della Champions; a cascata questo comporterebbe un mercato considerevole nonostante l’evidente crisi in atto post pandemia.

Ovviamente la cosa non è che sia così automatica (anche se molto probabile), ma ci serve come spunto di riflessione per non farci prendere dal panico quando vediamo il titolo della nostra cara Vecchia Signora accusare forti ribassi anche in giornate in cui non si sono registrati fatti societari importanti o incontri sportivi in competizioni autorevoli.

Ultima considerazione prima di congedarsi è quella relativa alla “paura” degli investitori; di solito non è una categoria avvezza a questo tipo di sensazioni, ma, in questo periodo, diciamo che anche loro cercano di guardarsi alle spalle.

Quel mostro chiamato Coronavirus non sappiamo se scomparirà del tutto nella prossima stagione e quindi nessuno può sapere come verranno disputate le competizioni calcistiche e sportive in generale per la stagione 20/21.

Pessimismo? No, assolutamente! Qui si ragiona su investimenti e speculazioni e si riflette su basi tendenzialmente irrazionali ma mai aleatorie.

Cerchiamo quindi di vedere il bicchiere mezzo pieno per quanto concerne il titolo azionario dei bianconeri, che rispetto alle dirette concorrenti non quotate in borsa avrà indubbiamente frecce maggiori al proprio arco; il titolo in Italia è senz’altro alla portata della Juventus e, in campo europeo, se arrivasse la qualificazione contro il Lione, la nuova formula che prevede solo scontri diretti potrebbe regalare anche piacevoli sorprese.

Simone Pompili

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