Ad Est della Signora

MONTAGNE RUSSE PER IL TRAP

È il 1976, la Juventus dopo essere giunta seconda in campionato dietro ai cugini granata si ritrova a partecipare alla Coppa U.E.F.A., una competizione cui nella Torino bianconera si tiene molto dato che la “Vecchia Signora” in Europa non ha ancora mai trionfato. In campionato è ancora duello con i granata guidati da Gigi Radice e sarà uno dei campionati più belli ed emozionanti della storia del calcio italiano, con la Juventus che alla fine prevarrà di un punto sullo stesso Torino. Un 51 a 50 in classifica che farà storia e vendicherà la stagione precedente ma a dar lustro alla stagione sarà anche il trionfo in Coppa U.E.F.A. dopo due finali al cardiopalma contro i baschi dell’Athletic Bilbao. La storia europea della Juventus passa anche però per l’est Europa e per l’unione Sovietica, infatti per gli ottavi di finale la squadra di Giovanni Trapattoni viene accoppiata ai sovietici dello Shakhatar Donetz, una compagine sconosciuta che preoccupa il tecnico bianconero tanto da spingerlo a recarsi in Unione Sovietica per studiarli.
La partita di andata è in programma a Torino il 24 Novembre, Trapattoni sa che i sovietici sono quasi a fine stagione e che il mercoledì precedente l’incontro devono giocare una delle ultime partite della stagione. La Juventus gli prenota un volo per Kiev e di lì una macchina dovrebbe portarlo a Donetz in tempo per la partita.
È l’ U.R.S.S. di Breznev, una nazione ancora chiusa, che non gradisce gli occidentali specie quando questi, come il “Trap”, si recano nel loro paese per studiare o spiare un qualcosa, fosse anche come nel nostro caso una squadra di calcio. I giocatori sovietici sono dilettanti di stato ed il solo Lobanovskij, all”epoca, parla, apertamente, di professionismo o, come lo chiama lui, “professionalismo” nello sport e se molto si sa della Dinamo Kiev poco si sa dei loro cugini ucraini dello Shaktar. Trapattoni sa che deve avere un visto per entrare, l’ambasciata italiana in U.R.S.S. comunica che non ci dovrebbero essere problemi, ma alla vigilia della partenza del visto ancora nessuna traccia! Si attiva anche la Juventus tramite i suoi avvocati ed il console italiano in Unione Sovietica. Nella notte fra martedì 16 Novembre e mercoledì 17 Novembre arriva la risposta a Trapattoni: è negato il visto in quanto ne ha già uno per recarsi a Donetz l’8 Dicembre, data della gara di ritorno… due visti per due viaggi diversi in un periodo così breve non possono essere concessi, se non per validi motivi… Studiare l’avversario di Coppa non rientra fra questi! Trapattoni subisce il “Niet” sovietico in silenzio mentre i dirigenti della Juve provano a mediare ma niente da fare, “Niet” è e “Niet” rimane.
Trapattoni raccoglie le informazioni da alcuni giornalisti italiani che in estate hanno visto giocare i sovietici, poco ma sempre meglio di niente… Tanta preoccupazione risulterà però infondata, infatti la Juventus chiuderà già il discorso qualificazione nella gara d’andata a Torino con un secco 3-0 a firma di Bettega, Tardelli e Boninsegna, cedendo per 1-0 nel ritorno dell’8 Dicembre, con un Trapattoni finalmente accetto in U.R.S.S., per mano di una rete di Sharustin, senza che la qualificazione fosse mai in discussione.

Danilo Crepaldi

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