INTERVISTE CALCIATORI

ESCLUSIVA RB&W1897: INTERVISTA A DINO ZOFF

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Dino Zoff, autentica leggenda vivente della storia bianconera.

Nella sua carriera da allenatore, compresa l’esperienza sulla panchina bianconera, riteniamo lei abbia raccolto molto meno di quanto seminato, soprattutto non ha avuto alla Juventus la possibilità della continuità lavorativa che con i risultati aveva dimostrato di meritare. Perché ?

Ho sempre cercato di trarre il meglio dai nomi che avevo, forse col senno di poi mi mancó qualcosa dialetticamente, ma posso comunque ritenermi soddisfatto del mio percorso.

Dino Zoff in posa con la Coppa UEFA e la Coppa Italia

Da ex ct della Nazionale, si ritiene soddisfatto di quanto ha raccolto alla guida della selezione azzurra? Ad Euro 2000 aveva una selezione forte, che avrebbe meritato il titolo continentale, sfuggito in una maniera beffarda. Cosa ritiene sia mancato a quella nazionale per arrivare fino alla gloria? Solo la fortuna o anche qualcos’altro?

Il calcio è questo, le situazioni girano. È innegabile che noi siamo stati più fortunati la partita prima contro l’Olanda. Diciamo che il destino ha pareggiato i conti in finale, penalizzandoci sul più bello. É andata così! Sicuramente se avessi continuato come CT avrei provato qualcosa di diverso, ma non è stato possibile. Inutile piangere sul latte versato.

La Juventus negli ultimi 40 anni ha sempre avuto grandi portieri italiani a difendere la propria porta, pensando a lei, il suo più degno erede ad oggi è stato ed è tuttora Buffon, pensa che Donnarumma potrebbe raccogliere questa eredità in futuro?

“Le premesse sono molto buone. Non dimentichiamoci che ha iniziato a giocare da giovanissimo, in una squadra blasonata come il Millan. Ha già disputato qualche campionato, offrendo buone prestazioni. Dipenderà molto da lui, dovrà stare concentrato ed evitare di far cilecche, oltre che avere la fortuna dalla sua parte. Ha i numeri e il potenziale per fare bene.”

Gianluigi Buffon e Dino Zoff insieme a bordo campo

È sicuramente il prospetto più interessante, ma oltre a lui su che nomi se la sentirebbe di puntare per il futuro?

“I nomi sono quasi sempre gli stessi di cui si parla molto, a bruciapelo mi vien da dire Meret, anche se l’altra sera sono rimasto impressionato da Gollini. Ha offerto una prestazione davvero eccellente, mostrando gesti tecnici splendidi, risultando in più frangenti determinante. Al di la della vittoria per 4 a 1, la sua partita é stata pregevole.

Come vede la nuova generazione azzurra in vista del prossimi Europei ?

“Vedo un futuro roseo, gli azzurri hanno dimostrato grande forza durante il cammino di qualificazione, imponendosi con convinzione in Europa. Vincere tutte quelle partite di fila, in maniera netta e decisa non è affatto scontato. Abbiamo molti giovani su cui puntare, e la sicurezza della vecchia guardia. Prevedo un calcio italiano in netta ripresa”

Lei è sicuramente conscio di essere un’icona dell’epopea calcistica nazionale degli anni 70/80 per serietà, professionalità, bravura e longevità. Come si immagina catapultato nel calcio attuale? Sia a livello tecnico che per le componenti extra campo?

Ho sempre vissuto il calcio con spirito di sacrificio e abnegazione, conseguendo risultati tramite la strada del lavoro. Oggi è molto diverso, tutto va più veloce nel mondo extra calcio, e molte situazioni vengono esasperate. Come ad esempio l’utilizzo del Var, va un po’ ad esasperare la figura dell’arbitro, andando a sviscerare momenti e frammenti di gioco, tramite un apparecchio tecnologico che ha poco a che vedere con il calcio.

Altro calcio, altri uomini, che ricordo ha di Gaetano Scirea?

Gaetano è un icona per tutto il mondo del calcio, non solo per i tifosi Juventini. È stato una persona straordinaria sotto tutto i punti di vista. Un uomo autentico, di uno stile e di una integrità morale e calcistica unica nel suo genere. Dispiace che a volte non venga ricordato come meriterebbe, ma credo che una figura come Scirea sia stata di una caratura incalcolabile.

Gaetano Scirea e Dino Zoff

Le è mancato il calcio in questo periodo? Giusta la decisone di riprendere le competizioni o avrebbe preferito lo stop totale come in Francia ?

Credo che tornare a giocare sia stato il male minore. Bisogna continuare a vivere al di là di possibili contestazioni. Trovo invece un po’ strana l’introduzione delle cinque sostituzioni. Resto dell’idea che un campionato debba finire con le stesse regole con cui viene iniziato. Nonostante sia un campionato anomalo, la ripresa farà bene, dando l’ultima parola ai risultati sportivi. I verdetti vanno dati sul campo.

Di Alessio Nevini

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