Ad Est della Signora

IL BOKSIC MANCATO… ZORAN BAN!


Zoran Ban, in pochi se ne ricorderanno…il nome, di suo, pare quasi una barzelletta, alcuni lo storpiarono in “Barazan”, che più che il nome di un calciatore sembrava l’epiteto di un venditore di fumo venuto dall’Oriente. Sicuramente lo ricorderanno ancora alcuni tifosi della Juventus, infatti fu acquistato all’età di 19 anni nell’estate del 1993 dalla squadra bianconera. Proveniva dalla formazione croata del Rijeka, con cui realizzò 11 gol in tre anni: un bottino non certo esaltante ma aveva corsa e tecnica e qualcuno lo paragonò a Gianluca Vialli, il Vialli visto alla Juventus, resta tuttora da capire per chissà quali motivi. Gli addetti ai lavori lo etichettavano come una sorta di nuovo Boksic, presagendo per lui una luminosa carriera, “ha la sua corsa, la sua potenza” dicevano. Fatto sta che giunto a Torino, fu chiuso da grandi campioni e ben presto presto relegato nella squadra primavera dove al fianco di un certo Alessandro Del Piero fece faville. Non fu nemmeno ceduto in prestito, lo si voleva in prima squadra alla Juventus, e ciò non gli dette modo di maturare. Alla fine fu bollato come un vero e proprio oggetto misterioso.

Quando arrivò a Torino dichiarò:” Voglio dimostrare a Trapattoni chi sono. Dicono che somiglio un pò a Boksic, bomber dell’Olympique Marsiglia che piaceva molto alla Juventus. Diventerò come lui e chissà, fra qualche anno, potrei anche essere meglio”.

Tutto questo mentre l’allenatore bianconero Giovanni Trapattoni dichiarava:”Ha un sinistro alla Ravanelli”.

Insomma a Torino per il suo arrivo vi è entusiasmo, entusiasmo in cui Ban si crogiola ed in qualche modo si adagia date anche le sue dichiarazioni postume.

«A Torino andavo in giro in “Cinquecento” e mi sembrava di viaggiare in “Rolls Royce”. Ci vuole poco per toccare il cielo con un dito. Non ho mai avuto pretese, mi bastava camminare per le strade della città, “provare” il gusto di andare al cinema». Parole dettate dalle pessime condizioni in cui si trovava nel suo paese, la Croazia, a quei tempi segnata dalla prima guerra dei Balcani, quella che mise la parola fine a quel paese chiamato Jugoslavia.

Ben presto le cose cambiano e sia i tifosi bianconeri che Trapattoni si rendono conto che le somiglianze con Boksic non si trovano neanche con la lente d’ingrandimento. Il tecnico, quindi, lo utilizza con il contagocce due volte in campionato, contro il Lecce ed il Genoa, dove tra l’altro mette in subbuglio la difesa rossoblu, tre in Coppa Uefa ed una in Coppa Italia. A parte la partita con il Genoa non inciderà mai. Tuttavia Zoran rimane fiducioso e dichiara: <<Fare il quarto straniero qui sarebbe bellissimo. Ma non ci ho mai contato troppo. Quello che viene, viene>>per poi continuare… «Per me è già un grande onore passare dalla tribuna alla panchina. Se poi dovessi anche giocare sarebbe il massimo»

Il prosieguo della sua carriera fa comprendere come i dirigenti torinesi presero un “granchio” e rimediarono in tempo, cedendolo l’anno successivo. Il buon Zoran tornò in Italia due stagioni dopo, ma in un mondo completamente diverso e ridimensionato accasandosi al Pescara in Serie B. Un campionato ideale per testare le qualità di giocatori di cui non si conoscono né doti né potenzialità. Il risultato fu imbarazzante: 9 partite ed appena un gol, segnato al Padova, poi retrocesso. Da lì prese la via del Belgio, con il sogno italiano nel cuore dato che nel 2004 tornò per l’ennesima e, per fortuna, ultima volta, nel bel paese, per potenziare l’attacco dell’ambizioso Foggia allenato da Giuseppe Giannini, il quale disputava il campionato di Serie C1.
Ancora una volta, niente da fare! Anche il “Principe” Giannini si è dovuto arrendere prima di essere esonerato dal club pugliese di fronte all’instabilità di Zoran Ban che, dopo una brevissima parentesi in patria, spinto da un sussulto d’orgoglio e qualche problema personale, si è ritirato dall’attività agonistica. Il nuovo Bocksic non è così riuscito a lasciare il segno né in bianconero né da nessun altra parte.

Danilo Crepaldi

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