Da un'altra angolazione

Enrico Tordini: “Da un’altra angolazione”

 


Ci sarebbe un tizio che si chiama Alex Sandro, di professione calciatore, gioca nella Juventus e nella nazionale brasiliana. Non dovrebbe essere l’ultimo arrivato, per dire. Ecco, ieri sera il signor Alex Sandro, a pochi minuti dalla fine, si è trovato un pallone sul piede giusto, il sinistro. Era anche nella posizione giusta, a pochi metri dalla linea a di fondo. E non aveva uomini nei pressi che lo marcavano stretto. Non solo: in area del Napoli c’erano due dei nostri. Alex Sandro avrebbe potuto crossare d’esterno, a rientrare. O cercare il cross in mezzo, o casomai mettere la palla a mezza altezza, sperando che Cr7 riuscisse ad anticipare Koulibaly.

Niente di tutto questo.

Alex Sandro, titolare della Juventus e facente parte della nazionale brasiliana, se ne è uscito con un cross da terza categoria, non so se esista ancora tra l’altro, palla alta sul vertice opposto dell’area. Il Napoli ne ha approfittato per una ripartenza che, grazie alla dabbenaggine di Bernardeschi, nazionale italiano, stava per trasformarsi in una rete per la squadra avversaria. Azione fotocopia di una di qualche tempo fa, quando Matuidi, dalla stessa identica posizione, trasformò un’azione di attacco in un contropiede avversario, solo che allora la Lazio fu più cinica e segnò.

Ecco, dovessi fotografare la nostra stagione la vedrei così: giocatori di livello internazionale che commettono errori da dilettanti.

Inutile parlare di pagelle o della partita di ieri sera, se giochi due partite senza mai tirare in porta ogni tentativo di analisi è da considerarsi fine a sé stesso. E non c’è da essere delusi per non aver vinto la coppa: anche se avessimo portato a casa il trofeo ci sarebbe da mettersi a piangere lo stesso. Abbiamo affrontato Milan e Napoli, con tutto il rispetto, non il Barcellona.

In ogni caso adesso, come cantava anni fa Edoardo Bennato, salviamo il salvabile. Forse un confronto tra dirigenza, allenatore e qualche giocatore rappresentativo potrebbe essere utile. Questo per cercare di non gettare all’ortiche l’intera stagione.

A latere spero che Andrea Agnelli convochi in camera caritatis quel simpatico signore pettinato come Raffaella Carrà e ci parli francamente; per me, lo dico senza remore, il maggior responsabile di questo casino che stiamo attraversando è lui. Se Sarri non è adeguato qualcuno lo ha pur scelto. Se abbiamo problemi a centrocampo e in attacco qualcuno avrà pur deciso di cedere Mandzukic e Can, non credo che quel qualcuno sia il fumatore che riempie taccuini. Diciamo che uno scambio franco con Pavel e poi eventualmente pure con Paratici potrebbe essere cosa buona e giusta.

Insomma, abbiamo sbagliato l’ultima campagna acquisti, prendiamone atto. Avremmo dovuto limare gli errori delle sessioni precedenti e invece abbiamo solo peggiorato le cose. Ci sta, dopo otto anni di vittorie, di incappare in una stagione balorda, basta esserne consapevoli e porre rimedio. Non sarà facile, c’è un aspetto finanziario con cui fare i conti, ma non ci sono alternative. Il bonus di credito accumulato si sta esaurendo.

PS Ho letto, da fonti abbastanza attendibili, che in settimana qualche procuratore si è fatto vivo in società a chiedere un “ritocchino” per il suo assistito. Ecco, spero che in società si adotti il metodo Moggi: se rompi i coglioni ti cedo, per direttissima. Società e allenatore hanno le loro colpe, ma anche chi scende in campo dovrebbe iniziare ad assumersi le sue responsabilità.

Di Enrico Tordini

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