#JuveFinanza

Un’azienda chiamata Juventus | Intervista ad Alessandro Protasi

La quotazione in borsa del titolo Juventus e come la finanza può influire in maniera positiva o negativa nel mondo del calcio.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con un grande professionista del settore finanziario, Alessandro Protasi, con il quale si è dialogato in merito all’azienda Juventus.

Di solito tendiamo a non considerare una squadra di calcio come tale perché si conserva, a torto o ragione, quel lato romantico del soccer che in molti casi rende tutto molto più attraente ed emozionante.

Però il mondo è ormai globalizzato, così come la finanza, e di certo, le opportunità che questo comporta sono innumerevoli.

Quindi, solo ragionando con un’impostazione aziendale come quella che la Vecchia Signora ormai sta attuando da anni, e in particolar modo sotto la gestione di Andrea Agnelli, che si può arrivare dal purgatorio della Serie B all’acquisto del più grande giocatore in attività, Cristiano Ronaldo.

Con questo non stiamo dicendo che la passione dei tifosi o l’amore di un presidente non possano essere riconosciute come forze trainanti per il coronamento di meravigliose imprese calcistiche; cerchiamo solo di capire e dare una chiave di lettura alla finanza del calcio come anello di congiunzione per un modello vincente, simile a quello che sta regalando la Juventus a tutto il popolo bianconero.

«Juventus Football Club è uno dei principali club calcistici del mondo, con un palmares ricco di successi in Italia e all’estero.

I ricavi del club derivano non solo dalle attività di sfruttamento economico degli eventi sportivi, ma anche dall’utilizzo del brand Juventus e dell’immagine della prima squadra.

Le linee di ricavo maggiori sono quelle legate alle attività di licenza dei diritti televisivi e media, le sponsorizzazioni, l’attività di cessione di spazi pubblicitari e le attività di licensing e merchandising. Le azioni Juventus sono quotate in Borsa Italiana dal 2001.» – Il sole 24 ore

Chi è Alessandro Protasi?

“Faccio il consulente finanziario da oltre 20 anni, ho visto ogni genere (finora) di criticità finanziaria, ogni sorta di illusione e ogni possibile errore di valutazione.

Continuo ad avere un approccio Socratico. So di non sapere. Quindi la situazione attuale fa parte dell’imprevedibilità della vita, che è sempre cambiamento e non è mai una progressione lineare – anche se ci piace pensarla così.

In realtà potrei dire come la penso in una frase di tre parole, anche se ho ascoltato discorsi di esperti che dicono la stessa cosa con molti grafici e incredibili simposi: non lo soCredo che nessuno lo sappia.

Questa situazione legata al Coronavirus è una crisi di offerta, ed è, come ogni crisi, diversa dalle altre. Ho cercato di spiegare molte volte che quella che proviamo è angoscia, non paura.

È una differenza importante. La paura è quantificabile; riguarda una minaccia che possiamo misurare e, per quanto spiacevole, ci possiamo fare un’idea delle conseguenze.L’angoscia è la fase attuale. È il periodo che va dal presentarsi del problema al momento in cui diventa misurabile. Se diventa misurabile diventa anche affrontabile.”

Come prima cosa vorrei chiederti perché è così importante “quotarsi in borsa” per una società calcistica

“Allora Simone, grazie ancora per considerarmi all’altezza delle informazioni che chiedi; un piccolo preambolo, tu mi conosci bene, ma chi legge queste righe immagino di no.

Sono un consulente finanziario, un po’ strano però.

Di quello che non crede ai grafici, né alle promesse future basate sul passato, e pensa che prima venga il rapporto di fiducia e poi, parecchio poi, i rendimenti.

Una cosa, questa appena descritta, che di solito è nell’animo di ogni tifoso, quando pensa alla propria squadra. Si ama. Nonostante i risultati. O non solo per i risultati.

E lo dico a 53 anni, dopo aver visto la mia squadra in serie B e poi vincere tutto… e non sono tifoso della Juventus.

Le squadre si quotano per cercare sul mercato soldi che permettano di fare una programmazione di lungo termine, punto.

Ed è corretto, con il calcio sempre più internazionale, frenetico e costoso che stiamo vedendo.

Senza la quotazione, e ricordo che in tutta Europa sono solo una ventina le squadre quotate, si espone il team alle uggie e alle vicende personali di un presidente o di una famiglia.

La Juventus è un caso particolare di longevità da questo punto di vista, ma il Napoli di Achille Lauro (quello vero) o la Roma di Sensi sono stati esempi di quanto cerco di dire, nel bene e nel male.

La Juventus è l’unica squadra italiana che cerca di replicare un modello come il Manchester: stadio dedicato, gadgets, merchandising, eventi collegati.

Ma è lontanissima ancora dalle percentuali del fatturato (extra partite) che vanta il Manchester, che vale in borsa oltre 3 miliardi.

Oppure, strano ma vero, dall’esempio del Copenaghen: con numeri molto diversi, ma solidissima, e con solo il 30% del fatturato che deriva dal lato partite.

Il problema e la causa delle forti oscillazioni di prezzo è proprio la percentuale del volume d’affari legata alle sole partite. É ovvio che se tutto deriva solo dai risultati e dagli stipendi, un infortunio, o una delle tante sconfitte in finale di Coppa dei Campioni, per esempio, questo cambia completamente la prospettiva di una stagione, e di conseguenza anche del titolo in borsa.”

Andrea Agnelli ha da poco festeggiato i primi 10 anni di presidenza portando le azioni della Vecchia Signora ai loro massimi storici: puoi darci una sua spiegazione in merito?

“La gestione Agnelli degli ultimi anni è certamente cambiata, nella direzione che ho illustrato prima, che penso, al di là del tifo, sia quella corretta.

Si sta cercando di dare un respiro meno “di famiglia” e una serie di nuovi assetti, come l’acquisto di Ronaldo, stanno dando una visibilità alla squadra a livello internazionale, ben superiore ai risultati stessi.

Ed è evidente che il titolo è ancora “sottile”. Dai massimi di aprile 2019, ora, dopo lo stop da Covid è sceso del 24%.

La strada però è quella giusta, e il lavoro svolto si sta facendo vedere – con buona pace di chi ama colori diversi e non si è ancora adeguato, magari cercando un miracolo da una presidenza forte con capitali emergenti, e chi scrive, ahimè, sa bene di cosa parla…

Inoltre, ad Andrea Agnelli va riconosciuto il grande merito di aver programmato con grande lungimiranza temporale, al suo insediamento datato 19 maggio 2010, l’azienda Juventus nel periodo tra i peggiori della storia bianconera; la squadra era da soli due anni risalita dal campionato cadetto e nella stagione precedente al suo arrivo aveva conseguito un deludente settimo posto in campionato.  

Pertanto, quando Agnelli diventava presidente, la Juventus chiudeva il bilancio con un fatturato di circa 220 milioni di euro mentre al 30 giugno 2019 l’importo è risultato essere di 621 milioni, con una crescita pari al 183% (come riportato da Calcio e Finanza): davvero qualcosa di straordinario.”

Dopo il crollo dei mercati del 12 marzo scorso il titolo Juventus Fc sta cercando di ritornare al suo valore di mercato pre Covid-19: possiamo considerare terminata la paura degli investitori e tornare a essere positivi?

“La paura ancora farà da padrona purtroppo; il calcio è gioco di contatto, e di pubblico. I giocatori stessi hanno espresso profonda tristezza nel dover giocare in stadi vuoti per motivi di sicurezza.

Fino all’arrivo di vaccini o di farmaci non si parlerà di normalizzazione. Pensiamo a cosa potrebbe succedere alle quotazioni di una squadra, magari in semifinale di Champions, che scopre un caso positivo… sarebbe certamente un nemico molto più subdolo e imprevedibile del Var o di un gol al 93° in fuori gioco.

C’è da dire anche però che la Juventus è in corsa per tutte e tre le competizioni a cui sta partecipando; ovviamente la vittoria di un titolo infonderebbe fiducia negli investitori e il ritorno economico che si avrebbe potrebbe far tornare il titolo alle quotazioni precedenti all’emergenza sanitaria.

Inutile ricordare poi che se quel titolo fosse la Champions League potremmo davvero rivedere i valori toccati durante la sessione di mercato che vide l’approdo di Cristiano Ronaldo in bianconero.

Ovviamente queste sono solo supposizioni, che in condizioni normali non farei mai, ma qui stiamo parlando tra amici e non è un peccato mortale concedersi il lusso di volare con la fantasia.”

So che tu non ami fare previsioni, ma vorrei comunque chiederti quali sono i migliori titoli azionari legati alle squadre di calcio (anche europee) su cui vale la pena di essere vigili. 

“Spero di aver detto prima con chiarezza quali sono i fattori che vanno considerati; non sono molte le squadre con logiche di management simili, e non a caso sono in tutto poco più di venti i team quotati in borsa.

Quelle interessanti devono avere un respiro europeo, e curiosamente, in vetta a tutte ci sono, per essere partite prima delle altre, proprio quelle che europee tecnicamente non sono: ovvero Manchester ed Arsenal.

Anche perché possono contare sulla simpatia potenziale di un bacino enorme di persone che si stanno avvicinando al calcio e che parlano o comprendono la stessa lingua: mi riferisco al ricchissimo Oriente dell’ex Impero Britannico.

É facile capire come siano molto più adatte ad attrarre capitali e tifosi, anche senza vincere per forza ogni anno.

Inoltre anche a casa contano su una costante di tifosi che seguono gli eventi, che in Italia ancora ci sogniamo. É il retaggio formativo Britannico, quello delle tribù che lottavano contro l’impero romano.

Per loro è molto più difficile tifare una squadra che non sia della città di origine, è un fatto culturale, che a noi risulta un po’ lontano, e che purtroppo ha generato i fenomeni del tifo violento che conosciamo.

Se accetti un consiglio, e sai quanto amo i libri, suggerisco la lettura del libro “La tribù del calcio” di Desmond Morris. Spiega benissimo, da scienziato dell’uomo, perché tifiamo e cosa ci succede quando mettiamo una maglia e battiamo i piedi sugli spalti.

È davvero una pietra miliare da far leggere ai ragazzi.

Con questo ti ringrazio dello spazio, è stato molto gratificante poter esprimere il mio punto di vista da consulente, anche se, lo ammetto, da tifoso di un’altra parte accettare le grandi mosse della Juventus e del suo staff mi costa sempre una certa fatica.

Ma la sportività mi deve indurre ad approvare le cose buone degli altri, anche per sperare che vengano viste ed emulate!

Alla prossima.”

Simone Pompili

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...