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#RawDiamonds: Marcus Thuram

Thuram è un cognome che a noi tifosi bianconeri provoca sensazioni agrodolci, anzi forse più fastidio che nostalgia per come è stato il rapporto fra l’intellettuale difensore Lilian e i colori bianconeri. Tuttavia secondo le sempre poco affidabili voci di Radio Mercato pare sia giunto il momento di rivedere un Thuram vestire i colori della Vecchia Signora: il ventiduenne Marcus.

Biografia

Marcus Thuram nasce a Parma il 6 agosto 1997. Figlio del difensore campione del mondo Lilian ha anche un fratello calciatore professionista: Kephren, classe 2001 che gioca come centrocampista nel Nizza.

Ovviamente durante l’infanzia segue il padre prima a Torino, quando si accasa alla Juventus e poi a Barcellona dove Lilian si trasferisce in seguito ai fatti di calciopoli.

Cresce in un ambiente permeato dal calcio, ma il giovane Marcus non viene considerato dai settori giovanili più in vista, nonostante il cognome importante.

Inizia a frequentare l’Olympique de Neuilly all’età di dieci anni, ma la svolta vera per le ambizioni adolescenziali dell’attaccante arriva con l’approdo al AC Boulogne-Billancourt.

Il nome della società vi dirà poco, ma si tratta di una polisportiva facevate parte della galassia dei centri sportivi federali francesi, dove si sviluppano sia i calciatori che gli atleti di altri discipline. Centri come questo, con nella storia ha allevato 28 medagliati olimpici, 42 campioni del mondo e 67 campioni europei nelle sette discipline praticate in società, rappresentato il motivo del grande successo del modello sportivo francese. Da questa piccola società militante nel Championnat National 2, quarto livello del calcio transalpino, sono usciti oltre al giovane Thuram anche giocatori come Belfodil, Hatem Ben Arfa e Issar Dia.

In effetti dai sobborghi occidentali di Parigi Marcus riceve finalmente una chiamata dal calcio che conta, non sarà il Real Madrid, ma il Sochaux resta una rispettabile realtà che frequenta pure la Ligue1 di quando in quando.

Coi colori gialloblù del club fondato dal signor Peugeot resterà cinque anni, facendo strada prima nel settore giovanile e poi diventando un elemento stabile delle rotazioni del club in Ligue2.

Con la maglia dei Leoni ha conquistato la Gambardella Cup del 2015, siglando il gol del definitivo 2-0 sui pari età del Lione.

Dopo 37 presenze condite da 1 rete arriva il trasferimento in Ligue1; se lo aggiudica il club bretone Guingamp. Nel minuscolo centro, settemila anime, Thuram trascorrerà due stagioni di crescita tecnica e emotiva quasi verticale.

Con la maglia rossonera scende in campo 34 volte nella stagione 17/18, contribuendo con quattro reti e due assist al dodicesimo posto finale.

Nella stagione successiva però nonostante un migliore score realizzativo (9 reti in Ligue1, 13 in totale) l’EA Guingamp retrocede malamente, nonostante il posto da finalista, finale poi persa con lo Strasbourg, della Coppa di Lega, ottenuto estromettendo i dominatori del PSG dopo sei anni di vittorie ed io più quotato Monaco. In entrambe le gare il giovane Marcus lascia il segno con personalità, visto che si farà parare due penalty, ma metterà a segno due reti decisive.

A fine stagione l’idea di retrocedere in Ligue2 non rappresentava un’opzione percorribile per il “parmigiano”. I passo da gigante fatti negli ultimi anni lo rendevano una scommessa appetibile per diverse realtà di media alta classifica in giro per l’Europa.

Per lui si parla di Premier League, con un mezzo derby di North London fra Gunners e Spurs per accaparrarselo, ma alla fine il 22 luglio 2019 il Borussia Mönchengladbach versando al club bretone 12 milioni di euro.

I Fohlen preparano per la stellina francese la maglia numero 10 e il posto lasciato libero da Torghen Hazard sull’esterno sinistro offensivo, caricandolo di responsabilità ed entusiasmo.

A livello nazionale nonostante la possibilità di poter indossare la maglia di Guadalupa e anche quella Italiana la scelta è caduta sin da giovanissimo su quella dei Blues indossata dal padre. Thuram ha svolto la trafila delle nazionali giovanili riuscendo ad trionfare nel campionato europeo U19 nel 2016.

Caratteristiche tecniche

L’analisi tecnica di Marcus Thuram è un qualcosa di oltremodo interessante per la modernità e per la capacità di crescere, adattarsi e migliorare dimostrata dall’attaccante ex Guingamp.

Fisicamente nonostante si disimpegni ormai stabilmente come attaccante esterno non stiamo parlando di uno scricciolo scattante alla Douglas Costa. Marcus è 188 cm, 192 secondo altre misurazioni, per 88 kg. Muscolarmente dotato e già abbondantemente formato dispone di forza, velocità, accelerazione, elevazione e resistenza di primo livello.

È fra i migliori della Bundesliga per duelli aerei, per contrasti vinti e si è dimostrato un pezzo chiave della strategia del BMG sia con corse palla piede sulla fascia sia con la sua abilità di svettare sui calci da fermo. Riesce a difendere il pallone grazie ai mezzi fisici importanti, ma è un fondamentale che può essere migliorato sopratutto in situazione statica.

Insomma fisicamente parliamo di un colosso come il padre, ma anche psicologicamente dimostra di percorrere le orme del vecchio Lilian. Ha dimostrato negli anni una ottima etica del lavoro riuscendo a sviluppare la sua tecnica in maniera importante e cambiando di ruolo senza quasi sforzo.

La personalità dimostrata finora è quella di un vero professionista. Si è spesso distinto per etica del lavoro, capacità di limare i propri difetti tattici e tecnici, lasciandosi guidare dagli allenatori, in particolare la maturazione è risultata evidente in questa prima annata sotto la guida di Marco Rose. Thuram prosegue anche la tradizione familiare di attivismo per i diritti civili, basta seguire i recenti eventi di cronaca.

Tatticamente Marcus nasce come prima punta nel Sochaux, ma la sua carriera svolta quando viene spostato sull’out di sinistra dove trova continuità di prestazione ed eleva il suo livello di gioco dalla seconda stagione con il Guingamp in avanti.

Attualmente il suo impiego con il BMG si divide equamente fra il ruolo di punta e quello di attaccante esterno, anche se rappresenta un profilo decisamente atipico.

Da un lato sfrutta in maniera efficiente la sua grande fisicità. Efficace nei contrasti aerei, ottimo nel pressing alto e in grado di cercare la profondità e lo spazio con potenza e rapidità, ma anche in grado di dribblare con profitto l’avversario diretto. Dialoga con i compagni, ma in maniera semplice e diretta, sebbene efficace visti gli assist stagionali sfornati. Il passaggio è il fondamentale in cui Thuram deve crescere per giocare a livello superiore; così come la freddezza davanti alla porta. La percentuale di realizzazione è buona, ma migliorabile. Sopratutto se consideriamo la mole di tiri presi, quasi tutto dentro l’area di rigore.

È un giocatore che ama avere campo e profondità davanti a se, rendendo in modo eccellente quando innescato in velocità dai compagni. Più deficitaria la resa a difesa schierata dove paga la mancanza di tendenza associativa e dove ha migliorato nella varietà di soluzioni palla al piede, ma non ancora a livello superiore.

Evoluzione

Marcus Thuram è sbarcato in Bundesliga a Gladbach in un contesto tattico e ambientale cucito su misura sulle caratteristiche del figlio di Lilian. Questo è senz’altro un bene, ma forse può aver portato in una situazione di over performance.

Il gioco di Rose basato su alta intensità difensiva e strappi repentini rappresenta un fit ideale per il giovane Marcus, così come il campionato teutonico pare calzare come un guanto al 10 dei puledri.

I passi avanti fatti in carriera sono finora notevoli, non dimentichiamo che solo 18 mesi fa veniva definito come uno degli attaccanti più prevedibili della Ligue1, poco tecnico e incapace di dribblare, per cui è plausibile che gli aspetti meno positivi del gioco di Marcus possano venir limati con il lavoro in allenamento.

I fondamentali che dovrebbero essere maggiormente curati dovrebbero essere il passaggio, sia sul lungo che sul corto, la conclusione a rete, efficace, ma migliorabile, sopratutto per un giocatore che sa attaccare benissimo l’area e la profondità.

Per fisicità, tecnica e indole pare che Marcus Thuram sia un giocatore che tende a necessitare spazio e gioco veloce per potersi esprimere al meglio, oltre che all’appoggio dei compagni.

Vestito in bianconero

Le voci di mercato che lo vedono nelle mire della Vecchia Signora mi lasciano un po’ perplesso, non tanto per la qualità del giocatore.

Senza dubbio infatti Thuram è un talento già ben avviato e con un profilo tecnico ben definito e valido, ma è altrettanto vero che si disimpegna spesso nella stessa posizione occupata da Cristiano Ronaldo, un giocatore che definire irremovibile è poco, in concorrenza pure con i vari Dybala, Douglas Costa, Bernardeschi, Cuadrado e il neo acquisto Kulusevski.

L’unica via per vedere il giovane francese in maglia bianconera passa da una enorme rivoluzione nel settore degli esterni e degli attaccanti.

Passando agli argomenti tattici l’eventuale acquisto di un esterno “cavallone” o di una punta atipica va a cozzare con il credo tattico sarriano, almeno a prima vista. Se dietro la ricerca di questo profilo ci fosse la volontà di riavere un giocatore con le caratteristiche di Mandzukic, una prima punta molto fisica spostata sull’out mancino, la cosa potrebbe avere un senso, ma in questo momento l’espressione del gioco di Thuram junior mi pare ancora troppo limitata e monocorde, per quanto efficace, per poter ambire ad una delle maglie più pesanti d’Europa.

L’impressione personale è quella che Marcus debba crescere, a Gladbach o altrove, per lo meno per un’altra stagione per poter offrire di più a un top team europeo, migliorando e differenziando il suo gioco e la sua maniera di interagire con i compagni, iniziando a entrare di più nella manovra e nel cuore del gioco.

Concludendo, nonostante l’indubbio talento, molto moderno e adatto alla mia idea personale di calcio credo che Marcus Thuram non diventerà, almeno nell’immediato futuro, un giocatore della Juventus per molteplici motivi, dalla costruzione della nostra rosa, pasando per il fattore economico e la attuale maturazione técnico tattica del figlio di Lilian.

Stefano Follador

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