Nero Su BIanco

RICOMINCIAMO

Parliamoci chiaro.
Nell’incertezza assoluta su quello che sarà il campionato che a breve ripartirà, con tante variabili impazzite quali la condizione atletica e mentale dei calciatori, il caldo, gli stadi vuoti e il fattore campo annullato, il rischio infortuni molto elevato, una ri-preparazione fatta per gradi, a scaglioni e non programmata in modo canonico, i tecnici che hanno perso il filo del discorso e che non potranno preparare con cura in ogni dettaglio le partite avendo a disposizione pochi giorni per allenare tra una gara e l’altra ecc ecc, noi della Juventus qualche certezza in più ce l’abbiamo.

– Avremo solo il campionato su cui concentrarci, senza le distrazioni della Champions League. E non è poca cosa.
– Siamo abituati molto più dei nostri rivali a giocare ogni tre giorni e più di chiunque altro in Italia abbiamo una rosa attrezzata per sostenere un numero parecchio elevato di partite ravvicinate. In tanti tra i competitors andranno in difficoltà a stare sotto stress.
– Rispetto a quando si è interrotto tutto i primi di marzo abbiamo avuto la possibilità di recuperare tutti i giocatori infortunati o con acciacchi o che venivano da seri infortuni (solo Demiral è ancora un po’ indietro), quindi ora abbiamo la squadra praticamente al completo con tante frecce da utilizzare e alternare.
– Eccetto l’ultima buona partita contro l’Inter eravamo in evidente  e innegabile difficoltà identitaria nonostante fossimo in corsa per tutto, sono sicuro che mister Sarri avrà approfittato di questo lungo stop forzato per rivedersi tutte le partite giocate, capire dove si sono commessi errori di squadra e individuali (concentrazione, poca cattiveria, atteggiamento, fase offensiva sterile, scarso dominio del gioco, pessimi controllo della partita e gestione dei momenti, fase difensiva “ballerina”, palle inattive contro troppe volte foriere di occasioni concesse, ecc ecc) e porvi rimedio.
– C’erano prima dell’interruzione avversari lanciatissimi e in gran forma (Lazio e Atalanta per fare due nomi): questo periodo ha interrotto giocoforza il loro momento di forma psicofisica smagliante, nessuno ricomincerà da dove aveva lasciato, non è un interruttore della luce che spegni e accendi a piacimento. Si riparte tutti da zero, comincia un altro vero e proprio “minicampionato”.
– Annullato del tutto il vantaggio dei biancocelesti capitolini di poter concentrare tutte le forze, le attenzioni e le energie sul solo campionato a differenza nostra e dell’Inter. Saranno costretti anche loro a giocare ogni tre giorni e questo aspetto per come era prima indirizzata la stagione non è di poco conto.
– Abbiamo le individualità più forti della Serie A e in un momento come questo che la condizione fisica è un punto interrogativo per tutti, potrebbero essere decisive.
– Gli arbitri saranno tranquilli di poter fare il loro lavoro senza le pressioni ambientali né i nostri avversari avranno la carica dei loro tifosi che nelle partite contro noi è sempre a mille, a mio avviso potrebbero essere anche questi piccoli fattori a nostro vantaggio (noi non perdiamo niente in pratica visto come era ridotto il sostegno dello Stadium nell’ultimo anno).

Insomma, non nascondiamoci dietro ad un dito.
Abbiamo tutte le possibilità e anche qualche vantaggio, per chiudere il discorso campionato e portare a casa il nono Scudetto consecutivo.
Scudetto che dal momento che si riprenderà a giocare per il sottoscritto varrà come qualsiasi altro, così come sarà un titolo che varrà per tutti i vincitori degli altri campionati.
Poi le immancabili polemiche che seguirebbero in caso di nostra vittoria se le porterebbe via il vento come sempre, nella storia rimane inciso soltanto il nome del Campione.

Spero che il protocollo possa essere sufficientemente strutturato per garantire la continuità e il proseguo del campionato anche in caso di nuove positività, che credo saranno inevitabili.
Qualora così non fosse, se la decisione dovesse essere non quella di cristallizzare la classifica ma bensì quella dei play off, dovremmo farci trovare pronti e dimostrare di essere comunque i più forti.
Sul campo e non a chiacchiere.
Fino alla fine.

La Champions sarà giocata molto più in là, quindi è un discorso a parte che affronteremo in un secondo momento.
Archiviamo prima questa pratica tricolore.

Lorenzo Nicoletti

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