#RawDiamonds

#RawDiamonds: Sergiño Dest

Il calcio è una disciplina affascinante, per i suoi continui mutamenti, per le interpretazioni e le correnti di pensiero che lo pervadono e che lo plasmano in maniera differente lustro dopo lustro. Nel calcio moderno l’importanza dei terzini sta diventando sempre maggiore, purtroppo però di pari passo la qualità degli interpreti del ruolo sembra latitare.

Per questo il sorgere di un giovane talento nel ruolo di laterale difensivo desta moltissima attenzione nel mondo del pallone.

Sergiño Dest negli ultimi mesi ha fatto parlare moltissimo di se, in un crescendo importante di prestazioni e qualità; andiamo a conoscerlo meglio.

Biografia

Sergiño Gianni Dest nasce ad Almere, Olanda, il 3 novembre 2000. Figlio di madre olandese e padre surinamese-americano. Sceglierà poi la nazionalità USA per quanto concerne le competizioni internazionali.

Entra sin da bambino nel settore giovanile dell’Almere City, club di serie B, dove si disimpegna con successo tanto che attira l’interesse di club più blasonati come l’Utrecht FC, ma sopratutto l’Ajax.

I lancieri seguono con attenzione il giovane laterale sin dall’età di undici anni, ma a causa di alcuni problemi fisici e della gracilità del ragazzo non concludono il trasferimento prima del 2012, quando passa definitivamente ai colori dei biancorossi di Amsterdam.

Nel club ajacide milita nelle diverse categorie giovanili con profitto, ma senza essere particolarmente appariscente nel florido vivaio della Crujiff Arena. Anzi il fisico minuto lo pone spesso al limite della permanenza, tanto che lui stesso dichiarerà che ancora ricorda tutti i volti di coloro che ridevano di lui quando prometteva da adolescente che sarebbe diventato parte del 2% dei ragazzi del settore giovanile che riesce a debuttare con la maglia dei lancieri.

Nonostante le difficoltà legate alla crescita conquista il posto in squadra anno dopo anno, grazie a tecnica, personalità e applicazione; giungendo a far parte dello Jong Ajax nella stagione 2018-19 in Eerste Divisie.

Il buon rendimento con la squadra B gli vale una chance in prima squadra. Il 27 luglio 2019 esordisce contro i rivali del PSV Eindhoven in un derby vinto per 2-0. Da qui in avanti Sergiño diventa un elemento via via più importante nelle rotazioni della squadra di Ten Hag, guadagnando minuti e opportunità, grazie ad una crescita tecnica, tattica e di personalità evidente, tanto da estromettere dai titolari il più esperto Mazraoui.

Un capitolo interessante della storia del giovane laterale destro riguarda la sua storia con la nazionale a stelle e strisce. Come detto Sergiño possiede passaporto USA grazie al padre, sebbene non abbia messo piede nel paese sino ai 14 anni, crescendo in tutto e per tutto come cittadino di Almere. Tuttavia dopo l’ennesima esclusione dai convocati della under 17 Orange il ragazzo su suggerimento del padre decide di optare per la maglia a stelle e strisce.

Lasciamo perdere il romanticismo e l’amor patrio, argomenti più da inizio ‘900 che attuali, ma è curioso vedere come la crescita del giovane terzino sia stata esponenziale da quando è entrato nel giro del UMNT.

Deus ex machina dell’approdo di Dest con gli Stati Uniti fu l’ex giocatore ajacide Van de Bergh che, in ottica di migliorare le giovanili a stelle e strisce, stava sondando i potenziali talenti in possesso di doppio passaporto. Quasi casualmente la dirigenza olandese invio qualche filmato del giovane che a quanto pare impressionò a sufficienza lo staff a stelle e strisce.

Sergiño rispose alla chiamata di Team USA forse nel momento in cui la sua carriera si trovava più a rischio, stentando a decollare nei Paesi Bassi. La fiducia che espressero i dirigenti e lo staff tecnico USA aiutarono non poco la crescita degli ultimi due anni, prova ne sono le parole sempre dolci che Sergiño riserva alla nazionale a stelle strisce e la convinzione con cui difende la scelta di “tradire” la madre patria.

Volendo essere maliziosi è anche vero che gli Stati Uniti sembrano essere veramente sul punto di entrare seriamente nel calcio che conta, come nazionale e come campionato locale. Va da se che economicamente essere un giocatore titolare della nazionale USA può valere molto di più per gli sponsor che essere un elemento di rotazione in una nazionale storica come l’Olanda.

Caratteristiche tecniche

La scuola olandese e sopratutto l’Ajax hanno sempre insistito molto su un idea di calcio basato su grandi capacità tecniche, di letture offensive e associativo.

Sergiño Dest è figlio di questo calcio e ne incarna l’evoluzione degli ultimi anni.

Tatticamente il ruolo prediletto di Dest è quello di terzino destro con spiccata propensione offensiva e elevate doti di playmaking. Saltuariamente si disimpegna sull’out sinistro, più spesso come esterno destro offensivo. Anche se vista l’interpretazione del ruolo spesso svolge funzione di centrocampista aggiunto.

Fisicamente l’ex Almere City non è un colosso, supera di poco i 170 centimetri, è longilineo, con buona capacità aerobica. Molto rapido sul breve e sul lungo.

Difensivamente parlando soffre i duelli fisici, ma sta dimostrando una crescita tangibile dell’applicazione e dell’attenzione difensiva; sebbene ci siano ancora cali di concentrazione ed errori grossolani in fase di non possesso.

Tatticamente è attento, con una buona predisposizione al sacrificio e una serietà e professionalità riconosciute da colleghi e allenatori.

Se la fase difensiva di Dest è il punto debole del suo repertorio, sopratutto per la fisicità, va da se che nella metà campo offensiva la musica cambia.

Tecnicamente stiamo parlando di un giocatore con un tocco di palla di livello élite, in grado di destreggiarsi bene sullo stretto, anche sotto pressione con entrambi i piedi.

La capacità di creare situazioni offensive favorevoli è alta, con un ventaglio di soluzioni offensive estremamente variegato. Crossa con efficacia, sa portare bene palla, fraseggia con i compagni, sa creare superiorità numerica sia in velocità che in situazioni più statiche grazie alla velocità e alla fantasia e all’occorrenza può anche andare al tiro dalla distanza.

Evoluzione

Per potenziale offensivo e professionalità molto scout stanno iniziando a mormorare i nomi di Dani Alves e Marcelo quando parlano del giovane statunitense e gli ultimi mesi in Eredivisie non sembrano smentirli.

La tecnica è di primo livello, con una buonissima comprensione del gioco e una attitudine positiva per quanto concerne allenamento e crescita personale.

Restano alcuni difetti però da limare: il fisico non è quello di un granatiere e nel calcio se vuoi giocare terzino un minimo di irrobustimento è necessario. In fase di possesso vanno limitate le palle perse per supponenza ed eccesso di fiducia nelle proprie capacità tecniche e fisiche, mentre difensivamente vanno limitati alcuni errori posizionali e in marcatura.

Detto questo però mi pare evidente che il potenziale di Sergiño sia quello di un calciatore destinato a squadre che non devono mai difendersi molto. Il paragone con i grandi interpreti della fascia di metà degli ultimi dieci anni di calcio è pesante, ma non è campato per aria, sopratutto se continuerà a crescere come dimostrato negli ultimi due anni.

Una nota dolente riguarda forse la crescita delle prestazioni di Dest che ha senza dubbio elevato il suo livello di gioco man mano che veniva inserito in un contesto più competitivo (nazionale under19, under21, Jong Ajax e Ajax), ma ha anche dimostrato che per rendere al meglio ha bisogno di un ambiente che dimostri una assoluta fiducia e stima in lui, come fu per l’esperienza con le giovanili a stelle e strisce.

Proprio la necessità di una protezione del genere potrebbe farlo faticare più del dovuto nel caso di trasferimento in piazze più esigenti e meno abituate a perdonare i peccati di gioventù rispetto all’Ajax.

In definitiva però stiamo parlando di un ragazzo che al netto di lesioni può lottare per diventare una star di livello mondiale, complice anche la nazionalità USA.

Vestito in bianconero

Il bianconero sta bene a tutti, ma non tutti ne possono sopportare il peso.

Personalmente non ho dubbi sulla bontà tecnica del giovane esterno ajacide e credo che l’ingaggio di una stellina Made in USA potrebbe essere una mossa utile anche in ottica espansione del brand.

Purtroppo però la nostra fascia destra difensiva ad oggi non presenta un titolare stabile che possa guidare e permettere una crescita graduale di un ragazzo promettente come Dest, il quale però avrebbe bisogno di sostegno qualora sbarcasse a Torino.

La durezza delle gare della serie A probabilmente non gioverebbe al tipo di gioco proposto dal classe ’00.

Oltretutto a rendere le speranze di vedere Dest in bianconero ancora più minute ci sono le dichiarazioni d’amore per la Liga, campionato che il ragazzo considera perfetto per il completo sviluppo delle sue qualità, ovviamente con la camiseta blanca o blaugrana.

Proprio i blaugrana sembrano bramare il numero 28 dei lancieri più di tutti e conoscendo la relazione quasi da succursale fra Barca e Ajax, sembra difficile che il ragazzo possa finire altrove, nonostante i noti interessi di Juventus, Bayern, Tottenham, Arsenal, Manchester United e City.

Tuttavia qualora arrivasse a vestire la nostra casacca rappresenterebbe un fit interessante. La velocità, la capacità di dialogo e di conduzione della palla, unita alla varietà di soluzioni offensive potrebbero giocare molto ai bianconeri, portando alla Juventus una nuova fonte di gioco sulla fascia dopo gli esperimenti riusciti a metà con Dani Alves e Cancelo.

Cercando di concludere trovo evidente che le capacità tecniche di Sergiño siano di livello internazionale, la sua etica lavorativa è ottima e saprà limitare i difetti che presenta in fase difensiva con tutta probabilità.

Credo che come sia giusto a diciannove anni ci sia ancora da limare qualche imperfezione per imporsi sul palcoscenico del calcio europeo da protagonista, ma se per la Juventus ci fosse la possibilità di acquisirlo per una cifra congrua, non esiterei un attimo a concretizzare il trasferimento, anche se significherebbe cambiare notevolmente la filosofia del nostro club.

Infine concluderei dicendo che secondo me il calcio moderno è il calcio dei terzini e prendere quello che pare essere il potenziale dominatore della fascia destra del prossimo decennio è la mossa giusta per un club che vuole sempre vincere e imporsi anche a livello di immagine sul palcoscenico dello sport mondiale. Con tutta probabilità non è per nulla semplice, ma il potenziale di questo ragazzo è molto molto allettante.

 

Stefano Follador

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