#RawDiamonds

#RawDiamonds: Ryan Gravenberch

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I diamanti grezzi sono la specialità di questa rubrica, ma oggi parliamo di un ragazzo che sembra aver ben poco di grezzo e molto del diamante: Ryan Gravenberch.

Centrocampista centrale dell’Ajax, dai mezzi fisici e tecnici importanti, il classe 2002 ha gli occhi dell’Europa che conta addosso da tempo. Real Madrid, Manchester United, Barcellona, PSG e Juventus sono i nomi accostati con sempre più insistenza al ragazzo; scopriamo il perché.

Biografia

Ryan Jiro Gravenberch nasce il 16 maggio 2002 ad Amsterdam.

Come altri grandi giocatori di scuola Ajax (Davids, Seedorf, Reiziger, Bogarde, Kluivert e Winter) ha origini che portano a Paramaribo, capitale del Suriname, da dove provengono i genitori e che negli anni 90 ha sfornato una quantità di talenti imbarazzante per una cittadina di neanche 250mila abitanti.

Cresce come tutti i ragazzini con il sogno di diventare un calciatore, coltivando la passione per il gioco condivisa con il fratello più grande Danzell, che diventerà un discreto professionista nel sottobosco del calcio che conta.

Rispetto al fratello maggiore Ryan ha un talento molto più fulgido ed infatti nel 2010 entra nel settore giovanile dei Lancieri dove anno dopo anno si dimostrerà un talento fuori dal comune, tanto da meritare il primo premio “Abdelhak Nouri Trophee” che consacra il miglior talento espresso dalle floride giovanili biancorosse.

Nel settembre 2018 strappa a Clarence Seedorf il record di precocità con la maglia dell’Ajax, debuttando in Eredivisie contro il PSV Eindhoven a solo 16 anni e 130 giorni.

Pochi giorni dopo conquista anche il titolo di più giovane goleador della storia del club, scalzando sempre Seedorf, grazie ad una marcatura contro i dilettanti del HVV Te Werve in un 7-0 in KNVB Cup.

Caratteristiche tecniche

I paragoni non sono tardati ad arrivare per il giovane Ryan. Molti lo descrivono come il nuovo Pogba, altri nominano Seedorf come modello. I più anziani nominano Rijkaard come pietra di paragone, mentre sulla stampa olandese è stato dipinto come l’erede di Frankie De Jong.

Di sicuro c’è che ci troviamo di fronte ad un mix di tecnica, fisicità e comprensione del gioco molto raro.

Fisicamente Gravenberch somiglia molto al giovane Pogba: alto (1.90), slanciato, ma sufficientemente forte e muscolare per non temere la maggior parte dei contrasti, sopratutto in movimento. Il controllo del corpo e la fluidità di movimento, uniti ad una eleganza innata nella corsa e nella gestione del pallone lo rendono fisicamente un rebus difficile da risolvere.

Non è propiamente un velocista, anche se ha un discreto dinamismo e soprattutto un’eccellente senso del gioco che lo portano a schierarsi spesso nel posto giusto al momento giusto, sia in fase di possesso che in ripiegamento difensivo.

Come atleta sa coprire grosse porzioni di campo, dimostra di avere una buonissima resistenza, gamba e quando vuole anche capacità di lavorare in fase di non possesso e di sacrificio.

Tecnicamente parlando il numero 29 dell’Ajax dimostra di essere in possesso di una capacità di gestione della palla e di calcio di ottimo livello con entrambi i piedi.

Il primo controllo è sempre pulito, sa usare bene il corpo e le lunghe leve come scudo e spesso riesce a superare con una certa facilità il marcatore diretto in dribbling.

Una volta partito palla al piede è molto difficile da fermare vista la prestanza fisica, le lunghe leve e la capacità di controllo della sfera. Spesso il fallo resta l’unica opzione.

Ama essere al centro de gioco, non solo coi pari età, ma anche a livello superiore. Chiama palla e gioca con sicurezza e personalità, cercando anche colpi ad effetto che parlano chiaro sulla fiducia in se stesso e dell’ambiente che lo circonda. Paradossalmente pare galvanizzato dalla qualità dei compagni, migliorando il proprio gioco con il livello della squadra.

Preferisce giocare sul corto, con dialoghi palla a terra coi compagni, uno-due e sponde, mentre ad oggi può crescere sul gioco lungo e nella selezione dei passaggi filtranti in profondità.

Ryan è dotato di un buon calcio, anche se la selezione dei tiri verso la porta può essere migliorata.

Come vedete si tratta di un progetto di centrocampista totale, in grado di dominare potenzialmente per i prossimi dieci anni il calcio europeo, tuttavia a nemmeno diciotto anni compiuti è lecito pensare che esistano margini di miglioramento, aldilà della precocità del giovane mediano.

In effetti nonostante la stazza Gravenberch non è un buon colpitore di testa, potrebbe essere più incisivo nei contrasti corpo a corpo, dato che al momento preferisce limitarsi a lavorare sulle linee di passaggio e sul contenere il portatore di palla avversario, senza attaccarlo direttamente.

Nonostante molti lo abbiano già descritto come un professionista con una buona etica del lavoro, si notano a volte atteggiamenti pigri o supponenti in campo, sia a livello giovanile che senior, sopratutto quando la gara pare essere in controllo. Probabilmente il contesto del campionato olandese, non così competitivo, accentua questo difetto.

In effetti se da un lato la certezza di avere grandi qualità può aiutare ad esplodere, dall’altro per massimizzare il potenziale è doveroso lavorare duro anche quando gli avversari sono di livello più basso senza gigioneggiare in barocchismi inutili e fastidiosi.

Inoltre Ten Hag si è già dovuto esprimere con la stampa in questo senso. Dopo una gara con lo Sparta Rottetdam, in cui Gravenberch si era disimpegnato in una buona gara, ma costellata da una serie di scelte fatte più per lo spettacolo che per reale utilità alla squadra, che hanno causato una serie di palle perse molto pericolose.

Evoluzione

Con una base tecnico fisica così il cielo è l’unico limite. Se Ryan riesce a limare certi difetti dettati dalla giovane età come la pigrizia o la voglia di strafare credo che siamo di fronte ad un prospetto generazionale, alla pari di De Ligt o Haaland, al netto di infortuni o problemi extra campo.

Come ruolo la definizione di futuro Pogba può essere quasi corretta, ma una minor fisicità e una maggior tendenza al gioco ragionato mi fanno pensare a una bella contaminazione fra il polpo francese e Clarence Seedorf.

Una mezzala totale, con fosforo, estro, potenza ed eleganza con tutta probabilità fra le migliori del panorama calcistico mondiale fra qualche anno, sempre che riesca a dare costanza all’espressione delle sue qualità indubbie durante tutti i 90 minuti di gioco e che limiti la fastidiosa tendenza a specchiarsi e perdersi in leziosità.

Vestito in bianconero

Un giovane centrocampista di colore, con Raiola come procuratore, alto e tecnico, proveniente dal settore giovanile di una nobile del calcio europeo, che porta il numero 6 sulla schiena. Non vi si accende qualche lampadina?

È innegabile e naturale che, nonostante le differenze tecniche, la pietra di paragone per un eventuale approdo di Gravenberch sarà il mai dimenticato Paul Pogba.

Potrà il giovane olandese avere un impatto simile al Polpo?

Meglio andare cauti, il potenziale c’è ed è evidente, ma i contesti sono molto diversi.

Il giovane Paul arrivò sotto traccia a rimpolpare un reparto stellare con campioni del calibro di Arturo Vidal, Andrea Pirlo e Claudio Marchisio; tutti nel loro prime o comunque in ottima forma. Trovare spazio fra giocatori di quel calibro non fu semplice, ma è anche vero che per un giocatore dela cifra di Pogba è stato più semplice trovarsi a fianco di campioni che parlano lo stesso idioma calcistico.

Il nostro Ryan arriverebbe eventualmente in un reparto in enorme cambiamento, dove ci sono problemi e che rappresenta il punto debole della Juventus. Oltretutto oramai rappresenta un profilo piuttosto noto e salvo miracoli il suo arrivo coinciderà con una discreta spesa, l’Ajax è una bottega cara che non ha bisogno di cedere. Se da un lato ciò potrebbe voler dire meno difficoltà nel trovare spazio, dall’altro significa meno maestri utili alla crescita e sappiamo quanto possa contare nella crescita di un calciatore avere un mentore che lo possa guidare.

Aldilà dei confronti e degli aspetti ambientali, credo sia evidente che le qualità del ragazzo siano evidenti. Per fisicità, tecnica, estro e completezza potrebbe rappresentare una aggiunta di valore, sopratutto se non gravato di eccessive pressioni, ma con la giusta fiducia di ambiente e corpo tecnico.

La sessione di mercato a venire sarà uno “sliding door” importante per la carriera del 29 ajacide. La scadenza del contratto nell’estate 2021 impone delle scelte. Rinnovare o tentare il salto come parametro zero nell’ambiente più favorevole, correndo il rischio di una annata storta e di dover poi firmare al ribasso?

Un rinnovo con il club di Amsterdam vorrebbe dire una possibilità di crescita più graduale, in un contesto meno esigente delle altre big europee. Vorrebbe pure dire un esborso significativamente maggiore per eventuali acquirenti, sopratutto nel caso di una stagione positiva, opzione molto probabile.

Personalmente gradirei molto vedere la Juventus mettere le mani su questo ragazzo, unanimemente considerato un potenziale crack, anche magari anticipando l’acquisto onde evitare beffe da parte di squadre della Premier, storicamente inclini a fiondarsi sui giovani olandesi. Magari i buoni uffici di Raiola e De Ligt potrebbero aiutare Paratici a far vestire di bianconero questo talento straordinario.

Stefano Follador

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