Tactical Point

Mister Selli: “Tre giovanotti su cui puntare!”

Dario Selli, allenatore Uefa. Attualmente sotto contratto con la terza squadra di Milano. il Brera F.C.

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Ciao Dario, benvenuto a bordo.

“Buongiorno a tutti.
Prima di tutto lasciatemi dire quale grande piacere sia per me poter intervenire su questa splendida piattaforma, per la quale ho molta stima, dovuta alla peculiare capacità di raccontare il calcio e lo sport in generale, con uno stile leggero, sano, ma allo stesso tempo professionale e fuori dagli schemi.”

Grazie mille, cerchiamo di fare del nostro meglio! Torniamo a noi, di cosa ci parli oggi in questo tuo primo appuntamento con RBW?

“Oggi vorrei condividere con voi un trittico di giovani calciatori, su cui sarei pronto a scommettere per un investimento futuro. Sono convinto possano davvero recitare un ruolo da protagonisti nelle stagioni a venire.
Ragazzi che se sapranno avere continuità e cultura del lavoro settimanale, potranno diventare dei veri fuoriclasse.

1) Luis Sinisterra

Avete presente il classico colpo di fulmine!?
Quella sensazione che ti travolge all’improvviso nei confronti di qualcuno?
Bene! Per quanto mi riguarda calcisticamente mi sono innamorato a prima vista di questo talento esplosivo.
Colombiano classe ’99, di ruolo ala. Attualmente è sotto contratto con il Feyenoord.
Il ragazzo in questa stagione ha mostrato doti decisamente fuori dal comune ma soprattutto una personalità non indifferente. È stato sicuramente la rivelazione dell’anno per quanto concerne la compagine di Rotterdam e lo conferma il fatto che i tifosi stravedano per lui.
Il colombiano ha rubato la scena soprattutto negli appuntamenti decisivi, mostrando un carattere non comune per un giocatore della sua età. È stato il vero protagonista del percorso europeo del Feyenoord e non è un caso che diversi club abbiano già provato ad avvicinarlo.
La sua arma più letale è sicuramente il dribbling, soprattutto in fase di contropiede. Quando ha la possibilità di correre in campo aperto e puntare l’uomo diventa davvero devastante. Questa caratteristica fa di lui un’autentica “arma da palcoscenico europeo”, laddove capita spesso (soprattutto in trasferta) di essere sotto assedio. Uno specialista nel ribaltamento di fronte come lui può cambiarti le sorti del match. Tra le specialità della casa troviamo l’assist, il che indica che il ragazzo possiede VELOCITÀ DI PENSIERO oltre che una grandissima intelligenza tattica. Proprio nella rapidità mentale risiede la sua arma principale, la velocità con la quale mette a fuoco la situazione di gioco e ne interpreta i possibili sviluppi. Spesso infatti inizia la giocata già sul primo controllo, uno stop orientato che lo proietta col corpo già in direzione porta, movimento fulmineo che generalmente gli consente di saltare il primo pressing. Il giocatore medio solitamente controlla palla e gioca, oppure gioca di prima…
Il suo primo stop invece spesso è già di per se un dribling!
Non è un caso inoltre che il ragazzo segni quasi tutti i suoi gol “piazzando” la palla e non tirando di potenza. Questo dimostra la rapidità di preparazione al tiro, calcolando già, il dove, il come e il quando! Sinisterra possiede quella “magia” innata, prerogativa dei predestinati e se dovessi puntare 1 euro su qualcuno, lo punterei su di lui.

2) Amad Traorè

Nato in Costa d’Avorio nel 2002, di ruolo esterno, a necessità fa anche il trequartista. Prodotto del vivaio dell‘Atalanta. Partito dal campionato giovanissimi sino all’esordio in prima squadra.
Il ragazzo si è messo in luce soprattutto con la squadra primavera, sia in campionato che in Youth League, ma ha lasciato intravedere il suo talento anche nel calcio “dei grandi” dove ha collezionato tre presenze e un gol.
Possiede esplosività e dinamismo, come impone la scuola ivoriana. Ma soprattutto possiede “l’arroganza giusta dei grandi talenti”.
Si avete capito bene..arroganza! Non va vista come una cosa negativa, è infatti grazie ad essa che Traorê spesso va a cercare le giocate più difficili e imprevedibili.
Ci troviamo davanti al tipico giocatore che ama demolire l’avversario psicologicamente. Amad è capace di infilare due tunnel al proprio marcatore nei primi 5 minuti di gara terrorizzandolo per i restanti 85, lasciando all’avversario il dubbio sulla tempistica della prossima giocata, insinuando in lui insicurezza sui tempi di gioco, se giocare di anticipo o aspettare la giocata, piuttosto che temporeggiare nell’intervento.
Giocatore molto bravo nel valorizzare l’inserimento senza palla: l’assist che predilige infatti è quello con palla che corre nello spazio puntando sulla fiducia che il compagno “ripone” in lui.
Nonostante la giovanissima età ha attirato le attenzioni di diversi club, in particolare quelle dell’Arsenal che potrebbe scommettere su di lui.
Sebbene il cammino sia ancora lungo e imperscrutabile, Traorè ha tutte le carte in regola per stupire nei prossimi anni, ricalcando le orme dei molti campioni formati nelle giovanili della Dea, da tutti riconosciuto come uno dei migliori settori giovanili al mondo.

3) Tetê

Mateus Cardoso Lemos Martins, meglio noto come Tetê, centrocampista brasiliano classe 2000.
Cresciuto nel Grêmio, viene acquistato giovanissimo dallo Šachtar Donec’k dove milita tutt’ora. Fisico esile, 1.75 cm per 67 kg, possiede doti tecniche nettamente sopra la media tra le quali spiccano dribbling nello stretto e il calcio piazzato.
Veloce e capace di sfoderare un notevole cambio di passo. Convince per la particolare freddezza e lucidità mostrate in ogni situazione di gioco, anche le più critiche. Parliamo del cosiddetto giocatore al quale “non scotta mai la palla”.
Gioca spesso in posizione centrale ma sono convinto che le sue caratteristiche naturali lo porteranno ad essere un giocatore di fascia, magari più di pensiero rispetto ad altri esterni, ma sicuramente il ruolo che più andrà a premiare le sue caratteristiche sarà quello di ala.
È molto consueto infatti che giovani con una tecnica superiore alla media vengano collocati in posizione centrale nei primi anni di carriera e Tetê non fa eccezione, vista anche la sua capacità di giocare nello stretto. Solitamente appena il livello si alza, giocatori come lui vengono puntualmente spostati in zone più esterne e offensive. Viste le qualità del ragazzo, onestamente dubito Tetê resti a lungo nel campionato ucraino. Se fatto giocare largo, il brasiliano è messo in condizione di tentare l’uno contro uno ed è più “libero” di azzardare giocate difficili. In più avendo alle spalle anni da centrocampista, il ragazzo ha già insito in se il concetto di “doppia fase” e questa cosa credetemi, è la gioia di molti allenatori, i quali spesso rinunciano all’utilizzo di esterni talentuosi per la loro mancanza di presenza in fase difensiva.
Sarò onesto con voi: sono convinto che nel panorama dei giovani, ci siano ragazzi di gran lunga superiori a lui ad oggi, ma la personalità di questo brasiliano lascia intravedere per lui un grande futuro. Gioca con la sicurezza di un veterano pur non essendolo, prerogativa dei campioni.”

 

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