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#rawdiamonds: Eduardo Camavinga

17 anni è l’età in cui un adolescente si affaccia alla vita adulta, con dubbi, timori e insicurezze. A 17 anni Eduardo Camavinga dirige il centrocampo del Rennes da ormai un anno col piglio di un vero generale, in grado di guidare la squadra, da protagonista del gioco e da punto fermo di una squadra da medio alta classifica in uno dei migliori campionati d’Europa.

Biografia

Eduardo Camavinga nasce in Angola, a Cabinda, il 10 novembre 2002 da genitori congolesi.

Nel 2004 la famiglia si sposta in Francia, a Fougers, cittadina a un’ora d’auto da Rennes.

Come spesso accade per le famiglie di emigranti i Camavinga hanno dovuto affrontare grandi difficoltà per far crescere i dei fratelli, sopratutto il grave incendio che ne ha distrutto la casa e le proprietà nel 2013.

Eduardo pratica sport sin da giovanissimo con il judo, ma ben presto la sua attenzione e dedizione si rivolge tutta al pallone. Infatti dopo la trafila delle giovanili, dove entra nel 2013 a 11 anni, diventa a 16 anni nel dicembre 2018 il più giovane professionista di sempre del club bretone, esordendo il 6 aprile 2019 in un pareggio per 3-3 con l’Angers.

Nel novembre 2019 ottiene la cittadinanza francese optando per la maglia blues anziché Angola e Repubblica Democratica del Congo.

Caratteristiche tecniche

Eduardo Camavinga non è il prototipo della giovane stellina teenager tutta dribbling e numeri da circo, anzi a dirla tutta la forza e il valore aggiunto del numero diciotto dei rossoneri della Bretagna.

Centrocampista centrale o mediano Eduardo è un atleta longilineo, dalle leve lunghe. È dotato di un buono scatto e discreta mobilità, ma senza dubbio le sue caratteristiche migliori sono rappresentate dalla comprensione de gioco e dalla grande sicurezza e tranquillità.

Lo slot occupato da lui è solitamente quello di mediano davanti la difesa o comunque a fungere da schermo davanti la difesa, con il chiaro intento di strappare il pallone agli avversari e facilitare la ripartenza dell’azione.

Possiede grande intuito per le palle vaganti, le linee di passaggio e riesce a leggere bene i controlli poco felici degli avversari.

Le lunghe leve gli consentono recupero molto complessi sia in situazione dinamica che in duelli di forza fisica dove non paga dazio ad avversari più muscolari.

Se la fase difensiva è ad oggi il fiore all’occhiello del bagaglio tecnico del giovane transalpino, non è da sottovalutare l’apporto alla fase offensiva.

Sebbene gol e assist non siano la specialità della casa, risulta chiaro che la costruzione dell’azione passa spesso e volentieri dai piedi del generale col 18, infatti le transizioni offensive vengono sovente guidate da Camavinga, sia con strappi palla al piede, ma sopratutto con ottime letture e scarichi sui laterali liberi. La tecnica è più che discreta, con un buon controllo e coordinazione nello stretto e sulla falcata, con ottima capacità di passaggio, seppur con la tendenza a rischiare sempre molto poco.

L’impressione è di trovarsi di fronte ad un profilo già maturo, nonostante la giovane età, ma è chiaro che ci sono aree in cui si può migliorare anche sensibilmente.

Innanzitutto Eduardo è mancino, con poca propensione all’uso del piede destro, sia in controllo che nei passaggi, rendendo prevedibile le scelte e portando alla perdita di tempi di gioco, compensata dall’energia messa in campo.

Finora oltretutto abbiamo potuto vedere il ragazzo disimpegnarsi non un ruolo costruito sulle sue caratteristiche fisiche e tecniche, resta da saggiare la sua versatilità e adattabilità ad un contesto differente, con maggiori responsabilità creative e con la necessità di giocare qualche metro più avanti a cercare di combinare con gli attaccanti.

Da migliorare anche l’aggressività nelle scelte di passaggio, dove deve iniziare a cercare maggiormente la verticalizzazione, per evitare di divenire eccessivamente monocorde.

Evoluzione

A diciassette anni risulta facile dire che Camavinga ha molto tempo per crescere e migliorare, limando i difetti e cercando di crescere come fattore offensivo.

Rennes in questo senso rappresenta un ottimo ambiente dove crescere, grazie a una discreta competitività (Coppa di Francia strappata al PSG l’anno scorso), ma in un contesto provinciale più rilassato e tranquillo.

Le qualità difensive e la personalità del nativo di Cabinda fanno presupporre una carriera di buon profilo, magari come pretoriano a fare da collante fra i reparti in qualche top club, mi viene in mente Makelele nei Galácticos, ma nulla toglie che uno sviluppo delle doti offensive possa trasformare il ragazzo in un centrocampista box to box completo ed affidabile, un po’ alla Kanté, ma con una falcata, centimetri e sensibilità di piede più vicini a quelli di Pogba.

Lo stile di gioco essenziale, pulito, ma energico e umile rappresenta un fit interessantissimo per ogni club, ma senza dubbio la Premier sembra poter apprezzare maggiormente questo tipo di profilo.

Camavinga a differenza di altri nuovi talenti rappresenta il calcio nella sua veste più essenziale, classica, quasi vintage nelle scelte e nella gestione de pallone mixato in modo anomalo con una fisicità ed una preparazione tattica tipicamente contemporanea, a soli diciassette anni la sua crescita ed evoluzione va seguita con estremo interesse ed attenzione proprio perché in questo contesto di evoluzione tattica continua un centrocampista in grado di gestire i tempi di gioco, la squadra ed il pallone con pochi tocchi e semplicità risulta prezioso come un centravanti da 30 gol a stagione.

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