I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Tra ipotesi assurde ed incomprensibili di trasmettere in chiaro la sfida all’Inter, di disputare la partita a porte chiuse, sarebbe così terribile per la salute pubblica, concedere una deroga e portare 40 mila spettatori all’Allianz Stadium? Oppure giocare a porte aperte di lunedì che finisce il divieto e spostare a giovedì la partita di Coppa Italia?

Quando si verifica un’emergenza sanitaria di questo livello, anche il calcio viene subito coinvolto, ovviamente. La situazione al momento è nebulosa, le istituzioni navigano a vista, giorno per giorno, vista la contagiosità del virus non ci sono certezze ferree, si aspettano nuove decisioni. Quindi impazzano le ipotesi più strampalate per la gara da giocarsi a Torino tra Juve-Inter. Bisogna attendere comunicati ufficiali da parte delle istituzioni preposte, a oggi la possibilità più concreta è quella di giocare domenica a porte chiuse, ma è giusto attendere comunicazioni. Dico solo una cosa, per non creare dietrologie e complottismi, se l’emergenza corona virus perdurerà, sarebbe giusto che tutte le partite venissero giocate nella stessa maniera, o tutti a stadi vuoti o tutti con il pubblico.

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Ieri a Lione abbiamo visto purtroppo una Juve allo sbando, in totale confusione tattica e mentale.
Opteresti per un esonero in caso di sconfitta con l’Inter e di non passaggio del turno in Champions oppure chiuderesti con Sarri fino a fine stagione?

Alla Juventus i conti si fanno a fine stagione. E’ un diktat, fa parte dello stile della società, ed è giusto tirare somme e sottrazioni quando finiranno le competizioni. Chiaro che la Juve vista ieri sera a Lione è parsa una squadra inguardabile, senza anima, imbarazzante nell’approccio del primo tempo, pasticciona e confusionaria e mai lucida nella ripresa, Nemmeno 1 tiro in porta in 95 minuti la dice chiaramente sull’andamento del match, un primo tempo inqualificabile contro una squadra media come il Lione, la dicono lunga sul momento e sugli errori di tutte le componenti in casa Juve. Serve una sveglia per tutti e anche in fretta, servono attributi e concentrazione, fame e applicazione. Una squadra deludente in ogni singolo frangente, una Juve che lascia attoniti per la pochezza.

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Avremmo voluto farti domande sui tanti spunti dati da Andrea Agnelli in puntata radio ma la cocente sconfitta di ieri ci impone un’altra domanda.
Quali sono i tre motivi principali per cui questa squadra a tuo avviso non gira come dovrebbe?

Sarri ha parlato di circolazione blanda e velocità della palla su cui lavorare, ma siamo a fine febbraio. Nel momento in cui una squadra dovrebbe sbocciare, nel momento topico della stagione, la Juve mostra pesantemente la corda. E il gioco alla Sarri, si è visto solo a sprazzi, a settembre e ottobre. Il paradosso è proprio questo, la Juve giocava meglio ad inizio stagione quando doveva ancora assimilare dettami e schemi, rispetto ad oggi, periodo nel quale dovrebbe essere tirata a lucido e concreta nel gioco e negli schemi. Segno che qualcosa non funziona e anche pesantemente. Sarri non ha mai trovato un undici iniziale su cui imperniare il gioco, troppi cambiamenti, giocatori fuori ruolo, penso a Ramsey e Bernardeschi da trequartisti, salvo poi rimangiarsi tutto. Sarri è passato da essere tacciato di non cambiare mai uomini a Napoli, ad essere un frullatore di scelte, spesso poco razionali per garantire una crescita uniforme. I giocatori non credo proprio gradiscano questa confusione, e anche i singoli interpreti ci stanno mettendo pesantemente del loro, la Juve continua ad essere una compagine che fa fatica ad essere connessa nelle singole partite, mostrando supponenza e arroganza, convinta di fare strage degli avversari. Invece arrivano prestazioni deprimenti e indegne come quella di ieri sera. Quando si combinano disastri di questo tipo, tutte le componenti vanno pesantemente messe sotto accusa. Non c’è più molto tempo, ma Sarri e i suoi giocatori devono svoltare, altrimenti saranno guai, guai seri. Impensabile, anche solo poter lontanamente immaginare, un’uscita prematura dalla Champions, per mano del Lione. sarebbe un’onta e un fallimento vero. Il tempo scarseggia, da questa squadra ora ci si attendeno delle risposte chiare, immediate, complete. E i dirigenti devono farsi sentire, usare competenza e capacità per aiutare gruppo e allenatore ad uscire da questa impasse nella quale si è cacciata la squadra. Un dubbio amletico sorge, ma davvero questa rosa è così forte e superiore, sia a livello tecnico che sotto il piano mentale? Solo i risultati ce lo diranno.

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