Nero Su BIanco

VERONA FATALE … O SVOLTA EPOCALE ?

C’è ancora un gran cammino da fare e si poggia su due certezze negative davvero seccanti, per usare un eufemismo:

1. la fase difensiva, che certamente vede ancora per un po’, la pesantissima assenza di Capitan Chiellini, ed un centrocampo anche poco reattivo in questa fase di gioco, ma qui siamo effettivamente ancora indietro, e certamente si questo l’allenatore ha in questo aspetto, le sue (pur relative) responsabilità.

2. grinta e ritmo. sarebbero due aspetti ben distinti, ma ancor oggi sembrano figli di una diffusa ‘mollezza’ che al momento impedisce lo sviluppo del gioco, della nuova filosofia di gioco, ancor visibile solo a tratti, troppo spesso sepolta da un’albagia insolita per la Juve, ed insolita per le squadre allenate da Sarri finora.

Sapevamo che il Verona sarebbe stato un osso duro, ma sono decisamente più i nostri demeriti che i loro meriti. Può essere una “consolazione” ? No, certamente no, ma è un segnale sul quale far muro e non dilaniarsi in tormentati harakiri.

Ricordavamo bene che Juric è sempre stato un problema … indimenticabile purtroppo il secco 0 a 3 subito a Genova contro il Genoa in 29’ con doppietta di Simeone ed i 3 a 1 segnato ad 8 minuti dalla fine. Una diffusa sensazione di totale impotenza.

Una ‘tragedia’ con un’ulteriore similitudine, un infortunio a Dani Alves allora, a Douglas Costa stasera, ad appesantire ancor più prestazione e risultato.

E non dimenticherò mai neppure il ‘massacro’ generale all’epoca, nei confronti di Mister Allegri con richieste di esonero per manifesta incapacità. Un vero e totale black out in quell’occasione.

Stasera non è andata così.

La Juve parte male per 20 minuti, col solito atteggiamento non attendista ma passivo, seppure non certo quello di Napoli o di Riyad con la Lazio. Poi, dopo l’annullamento di un gol (molto male capitan Bonucci nell’occasione) per un fuorigioco millimetrico, la squadra, finalmente colpita, comincia a scuotersi in un leggero crescendo che raggiunge il culmine con l’ingresso di Dybala per un Higuain spento ormai da un paio di mesi (coraggio Gonzalo, servirai come il pane ora).

Ecco, Dybala. Con lui in campo la squadra palleggia con molta più velocità, riesce a stare alta con maggior facilità, ed attrae più avversari su di se, liberando soprattutto CR7, riesce anche spaventare gli avversari con una certa continuità. Infatti, dopo aver colpito (ricordiamolo) per ben due volte i legni avversari nel I tempo con Costa e lo stesso Ronaldo, Dybala effettua un paio di repentine e robuste giravolte a centrocampo e così, improvvisamente ma meritatamente, anche grazie al tocco di Bentancur, Cristiano Ronaldo viene finalmente lanciato a rete, e lui per la 10’ volta consecutiva non tradisce. Sembra già un segnale definitivo. Si, sembra, anche perché la squadra continua a giocare abbastanza in scioltezza e a non correre più pericoli. Poi però accade l’imprevedibile: il fino a quel momento perfetto Rodrigo Bentancur compie una leggerezza imperdonabile che, con un piccolo contributo del ‘sempremolle’ Pjanic, lancia Borini (ragazzi, Borini !) verso il gol del pareggio.

Copione già visto si, ma stasera ormai apparentemente lontano ed inatteso … completamente gratuito, regalato.

La Juve ricomincia, anche con una certa convinzione, ma addirittura, sulla solita palla inattiva, Bonny subisce ancora ‘impotentemente’ su un colpo di testa, deviando la palla sulla traversa con un braccio … con le regole in vigore, penalty ineccepibile perfettamente trasformato dallo stesso Pazzini.

A nulla valgono gli ultimi sforzi per cercare almeno un più che meritato pareggio, l’amaro calice oggi va bevuto fino in fondo, probabilmente deve esser bevuto fino in fondo. Potrà essere fatale si questa sconfitta, ma potrebbe anche essere il definitivo punto di svolta, per sistemare quelle due certezze negative di cui parlavamo all’inizio: fase difensiva (palle inattive in particolare), ed il binomio grinta-ritmo che, a parte alcuni momenti dicevamo, sterilizzano la crescita di squadra auspicata.

Il dado è tratto ora, cominciamo ad avvicinarci all’ingresso della fase decisiva, quella che non concede repliche e non consente troppi errori. C’è ancora il tempo per attuare (già da quest’anno) il cambiamento. Lo stomaco brucia, la rabbia consuma … speriamo che quest’effetto ‘gastricamente davvero scomodo’ lo sentano anche i calciatori. Si perché a fine anno, quando si faranno i bilanci, Sarri potrà anche avere avuto le sue colpe (noi speriamo i suoi meriti), ma da alcuni campioni ci si aspetta, ci si deve aspettare un atteggiamento ben diverso.

Mi ricordavo del 3 a 1 subito a Genova e mi ricordo benissimo anche dell’imperituro quanto emblematico 2 a 1 subito a Roma l’ormai lontano 30 agosto 2015. Altro periodo difficile, ben più difficile di questo, con il povero Max Allegri letteralmente massacrato da stampa e tifosi bianconeri.

Ora si vedrà se siamo ancora la Juve e se questo bruciore farà il suo effetto. Quell’effetto che poi rende quasi invincibili. È nel DNA della Juve ripartire dalle sconfitte come questa (ricordiamolo, bruciante, ingiustificabile, ma comunque decisamente immeritata stasera !).

Che Verona, la splendida Verona resti ‘fatale’ solo per altri, e che sia per noi, invece, LA SVOLTA. Mai come oggi, ma mai banalmente, fino alla fine.

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