I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Occasione sfumata domenica per un allungo deciso in classifica.
La Juve ha giocato per il pari a Napoli oltre ad essere stata troppo brutta per essere vera?

Una Juve deconcentrata, molle, svagata, senza fame, idee e soluzioni, una partita pessima per atteggiamento supponente e rendimento ampiamente sotto la soglia della sufficienza. Una delle peggiori partite della Juve degli ultimi 10 anni. La Juve non è certamente quella di Napoli, ma la sensazione ricavata dalla prestazione, per i tifosi, è stata scoraggiante. Un’occasione sciupata, gettata al vento, quando si poteva lanciare un allungo deciso e dare un’impronta al campionato. Tutti sotto accusa. dall’allenatore ai giocatori, senza contare le dichiarazioni inopportune del post partita di Sarri. Ciò che lascia più sgomenti è l’alternanza di rendimento della squadra a distanza di pochi giorni, da una prova molto buona, con la Roma in Coppa Italia al disastro di Napoli. Sarri e la rosa bianconera devono fare tante riflessioni e ripartire di slancio subito da domenica con la Fiorentina. Sta arrivando il momento decisivo della stagione e la Juve deve farsi trovare pronta e preparata per giocarsi al meglio i tre obiettivi puntati. Errori da parte di tutti, ma ciò che spicca chiaramente è il primo tiro in porta al 63′. Per fare bene servono più gol fatti e meno subiti, oltre ad un gioco più veloce, convincente e produttivo, con prestazioni al livello della rosa approntata dalla società in estate.

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Minuto di silenzio ignorato per la scomparsa del nostro Pietro Anastasi. L’altro ieri a Milano un altro episodio per noi vergognoso nei confronti di una leggenda dello sport mondiale.
Non credi che ultimamente le istituzioni sportive in Italia stiano facendo delle figure imbarazzanti applicando si i regolamenti ma accantonando del tutto buon senso e umanità?

Le istituzioni del calcio continuano a cadere su fatti che meriterebbero più sensibilità e buonsenso. Lo sforzo nel darsi una nuova immagine moderna, fallisce miseramente di fronte a due episodi ravvicinati e di grande impatto emotivo sulla gente, sui tifosi. In un’epoca ipertecnologica, bastava davvero pochissimo per organizzare un minuto in memoria di Pietro Anastasi e Kobe Bryant, invece qualcuno è rimasto al medioevo, dimostrando di non aver compreso appieno cosa significa lo sport oggi per la gente che lo segue. Bastava davvero poco per dimostrare umanità verso grandi campioni che hanno contribuito ad elevare lo sport, diventandone vere e proprie icone.

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Ultimi giorni di un mercato invernale che sappiamo per tradizione essere poco battuto dalla Juventus in chiave immediata ma più utilizzato per acquisti in ottica futura.
Però… I casi De Sciglio-Kurzawa, la “prigionia dorata” di Emre Can e la confessione di Paratici di non sostituirlo con nessuno in caso di partenza, il rinnovo di Pjaca col prestito al Cagliari che non si concretizza e infine il ventilato rinnovo di Matuidi (dopo quelli non proprio illuminati di Khedira e Mandzukic), non ti sembrano segnali di una pianificazione inusualmente poco lineare?

Mi pare di poter dire che la società Juventus, negli ultimi 9 anni, abbia compiuto pochissimi errori e messo a segno colpi spaziali. A chi contesta Paratici e la società ricordo che solo negli ultimi due anni sono arrivati Cristiano Ronaldo, De Ligt e Demiral, solo per citare esempi eclatanti, e chi se la prende con una società che, a detta loro, non sa vendere, ricordo che solo un anno fa il ds era diventato un eroe, cedendo Stefano Sturaro a fronte di un corrispettivo di € 16,5 milioni al Genoa. Un po’ di equilibrio non guasta mai nei giudizi, invece il tifoso dimentica tutto e subito. Certo, alcune cose non sono andate come nei piani della società, innegabile che in estate la Juve non sia riuscita a cedere quelli che venivano considerati degli esuberi, e anche in questa finestra di mercato alcune situazioni non si sono evolute come da previsione. Però si deve partire da un concetto chiaro, la società quando decide di cedere lo fa al suo prezzo, non svendendo nessuno, quindi o arriva l’offerta giusta oppure il giocatore rimane a Torino, cosa che sta accadendo, a 24 ore dalla chiusura del mercato invernale, con Emre Can, che tra parentesi io non trasferirei mai visto il suo valore. Poi ogni singola trattativa merita attenzione per fatti distintivi, non ha senso mettere tutto in un calderone e sbraitare, manco la Juve arrivasse da due settimi posti e non da 8 anni di trionfi. La situazione Pjaca, rispetto allo scambio De Sciglio-Kurzawa ha ampie differenze e motivazioni, Pjaca non va al Cagliari per un non accordo del giocatore sull’ingaggio, lo scambio sull’asse Parigi-Torino non è andato in porto, e ne sono particolarmente contento a livello personale, per valutazioni diverse su cartellino e duttilità tecnico tattica degli interpreti. Concludo dicendo che la Juventus a gennaio qualcosa ha fatto, ma i cambiamenti forti e decisivi si operano sul mercato estivo, dove si può rivoluzionare l’assetto di una squadra. Matuidi? Un campione del mondo in questo momento non in grande spolvero, molto criticato dai tifosi bianconeri per le sue prove tutto cuore ma poca tecnica: ricordo che anche alla Juve servono i classici portatori d’acqua, non si può giocare con 25 CR7. Il rinnovo del francese? Il suo procuratore è Raiola, e in estate un altro suo assistito, grande centrocampista transalpino, si muoverà da Manchester. Capiremo nei prossimi mesi quali scenari potranno venirsi a creare e se ci saranno incastri per migliorare il puzzle in casa Juventus. Ora, ciò che conta di più, è proseguire al meglio in questa stagione, portando a casa vittorie e trofei.

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