Nero Su BIanco

GIORNATE SENZA MEMORIA

– perdi a Napoli e NON muori –

Sono un tifoso, un semplice tifoso, non un dirigente della Juve … bisogna avere almeno qualche “intelligente certezza” nella vita.

Eppure, negli ultimi anni mi è toccato, con gioia, entusiasmo e tanta buona volontà discutere con tantissimi ‘fratelli di tifo’ ed amici veri, rispetto a calciatori ma ancor più rispetto agli allenatori della Juve (premetto da me tutti amati finora), neanche fossimo a i tempi di Maifredi, Del Neri, etc.

Tra l’altro, a dirla tutta e limitandomi ai primi due succedutisi in questi 8 fantastici anni, mi è toccato tentar di spiegare a tanti che chi ci aveva definito “la mafia del calcio”, non solo non era assolutamente un incapace (reazione sciocca da parte di chi lo dice, ma comprensibile e nei più fragili persino automatica), ma dovevamo intelligentemente uscire da atteggiamenti o generiche reazioni di circostanza, altrimenti il Capello giunto dalla roma avremmo dovuto e dovremmo ancora insultarlo ad oltranza, o considerare parimenti “traditori” gli indimenticabili Lippi (subito fuggito ma aveva pur sempre SCELTO l’inter) o Trapattoni (rimasto e da vincente sempre all’inter). Un Allegri insultato e persino ‘aggredito’ al suo arrivo, con Cassandre varie che annunciavano epiche tragedie dall’arrivo alla triste ri-partenza.

Uno dei paradossi teoricamente inspiegabili invece è che la ‘questione Conte’, ad ascoltarli non è più solo legata al “tradimento”, ma ormai sta deflagrando nella critica “oggettiva” (per chi la porta avanti) degli stessi comportamenti (piagnistei, poco rispetto per la società, arroganza con avversari e giornalisti, eccessiva durezza nei confronti di qualche giocatore, necessità di distruggere i fisici degli atleti a disposizione) che prima li vedevano esaltarsi (mai lette infatti le stesse critiche PRIMA) proprio negli atteggiamenti un pò oltre l’umana natura. Addirittura, c’è un inascoltabile filone che lo dipinge come un semi-incapace, ripetitivo, ossessivo, tatticamente mai evoluto allenatore da quattro soldi capace solo di ‘martellare’ le sue vittime, dimenticando (chissà come mai) una serie di incredibili ‘miracoli’ culminati con un paio d’anni di Nazionale Italiana ben oltre i limiti dell’improbabile.

Poi Max, l’allineato Max, l’aziendalista Max, il milanista Max, l’antijuventino Max, il senza palle Max … un intelligente tecnico invece, capace di resistere all’accoglienza ed alle critiche ingiuste raccogliendo pian piano qualche ‘mi piace’ ed ORA dei consensi ed un amore che molti dei miei amici, e sottolineo amici, han fatto germogliare dopo un po’, dalle ceneri di un odio e delle critiche decisamente insostenibili (all’epoca).

Ora ci risiamo, e dopo aver etichettato un allenatore, già oggettivamente bravo per ciò che ha seminato con pochi ‘embrioni’ a disposizione, in Italia, ed addirittura raccolto (all’estero, a livello europeo ed in una condizione quantomeno improvvisa e difficile), come sporco, scaccolatore (una delle ‘passioni coltivate’ anche dal sempre nostro Marcello Lippi) ed inelegante ‘maiale’ (ricordate Ancelotti ? che forse ha fatto bene a restituirci con gli interessi una demenziale quanto prevenuta sottovalutazione delle sue capacità, risbattendoci poi il tutto in faccia … questo si sarebbe sbagliato come comportamento, ma noi forse ce lo siamo meritato), antijuventino (come Allegri PRIMA e Conte DOPO), ed addirittura incapace o “scemo”, probabilmente non vediamo l’ora, alcuni di noi certo … come nelle precedenti occasioni, di osservarlo perdere e cacciare dalla Juventus !

L’ansia del confronto a tutti i costi, senza mai godersi ed anzi esaltare le tante meravigliose ed istruttive diversità, un’ansia cerebralmente autodistruttiva.

È vero, vincere troppo fa male se non si ha l’equilibrio e la capacità di discernimento. L’entusiasmo si trasforma in impazienza e persino le analisi delle singole prestazioni o addirittura dello schieramento in campo e delle sostituzioni diventano terreno cui aggrapparsi prima di sprofondare nell’incontinenza verbale e peritoneale.

Stiamo andando davvero oltre il ridicolo.

Riusciamo, da stravincenti sparpagliatori di record a farci perculare da ex-avversari in realtà ancora annichiliti, solo grazie alla nostra attuale isterica scompostezza (poi però parliamo di ‘stile Juve’). Incapaci di accettare i tempi ed i modi per un progressivo passaggio in diverse dimensioni.

Il colmo, il vero colmo è che queste cose le dica un tifoso come me, un arcaico e strenuo difensore del ‘calcio all’italiana’, uno per cui già Lippi aveva osato anche troppo. Poi ieri sera, dopo un’orribile partita, un uomo che fa una cosa non normale nel sistema calcio, manifestando relativo quanto eterno amore (momentaneamente non più corrisposto … sempre la questione dei “traditori”, rimarcata ovviamente da vari popoli di uomini e donne “fedeli nei secoli”) nei confronti del suo passato, tradendo in realtà solo il copione del ‘MAI DIRE CIÒ CHE SI PENSA DAVVERO’, e riesplode la questione “tradimento” !

Che poi riflettiamo, chiunque di noi, pur non dicendolo magari così apertamente, pur non ipotizzando MAI la sconfitta, “preferisce” perdere con la Lazio che con la roma, con il Napoli (soprattutto quando è sotto di ‘un quarto de piotta de punti’) che con la strisciante, o no ?!?!

Eh si, in un mondo, non solo sportivo, che avrebbe bisogno di serenità, intelligenza, comprensione ed umanità in quantità memorabili, alcuni di noi, subito dopo la sveglia, cercano ogni giorno una buona scusa per odiare … non per giocare, sfottere o magari persino oltraggiare, ma proprio per odiare ed insultare: avversari, arbitri, giocatori altrui e nostri, allenatori, presidenti, direttori, medici ed accompagnatori !! Tutti presi in realtà dal fuoco di un’impotenza sportiva che lascia tutto questo furore circoscritto al divano o giù di lì. Che non si piega neppure dopo o durante periodi di vacche grasse oltre il limite consentito, oltre le ragionevoli aspettative. Perennemente “traditi” e delusi salvo poi rimpiangere il passato in una sorta di autolesionismo ‘senza memorie’.

Infine, secondo me, alcuni nostri tifosi, oltre a non riuscire a godersi più il momento … persino il leccarsi le ferite dopo una sconfitta pur rara, non hanno mai compreso davvero il significato dell’ormai celeberrimo ‘VINCERE È L’UNICA COSA CHE CONTA’ ! Anzi, ne danno un’interpretazione superficiale e spocchiosamente gaudente nell’esatta opposta direzione, proprio con l’uso deviato e deviante che ne fanno i nostri avversari, quelli furbi.

Questa è una delle cose che mi preoccupa di più, ma è un’altra storia o meglio, un’altra puntata.

di Paolo Carraro.

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