Tactical Point

ZONA TINO, Juve/Roma 3 – 1 (Coppa Italia)

Una vittoria per 3 a 1 con un parziale di 3 a 0 nel primo tempo ci parla di una partita a senso unico tuttavia la Roma paga l’incapacità di sfruttare gli enormi vuoti a centrocampo lasciati dal pressing juventino ancora in fase di rodaggio. La Roma infatti, pur senza Dzeko, costruisce almeno 3 nitide palle gol più un palo e una botta di Kolarov che sfiora la traversa. Vince la Juve perché ha la squadra più forte: un alieno a sinistra, un fenomeno a destra, una leggenda tra i pali più altri 8 che sarebbero titolari in tutte le altre squadre d’Italia (pure Rugani che con Conte renderebbe più di quanto non stia facendo Godin).

Partiamo ad analizzare il pressing juventino. Pronti via e Bentancur sale così alto che è praticamente in posizione di trequartista; Costa dovrebbe accompagnarlo ma forse sente già puzza di risentimento muscolare o forse non ha capito bene che deve fare, sta di fatto che spessissimo si sistemerà mezz’ala destra creando uno stranamente simmetrico 4312. Nel corso della gara Sarri richiamerà il brasiliano e, in fase di pressing, la Juve si metterà con un 433 e alla fine addirittura con un 424 con Benta al centro in linea con gli attaccanti.

Douglas mezz’ala destra e Benta trequartista. Ad Allegri piace quest’elemento. (A Sarri, no.)
Benta ala destra e Douglas mezz’ala destra. Non è uno scambio di ruoli voluto, a quanto pare Sarri invece voleva addirittura 4 giocatori avanti in fase di pressing.
Per farci un’idea di quale doveva essere la prima linea di pressing che avrebbe voluto Sarri: è questa. (se la palla fosse più indietro e i 4 attaccanti faccia alla porta). In questa situazione invece ci si arriva per caso; Douglas è rimasto piantato mentre Benta e Higuain rincorrono il pallone. Ronaldo, lontano, si disinteressa.
Douglas è sparito. Sale Pjanic in pressing formando stavolta un inedito 4231 per chiudere tutte le linee di passaggio a Pau Lopez. Alle spalle però c’è tanto vuoto e un liberissimo Cristante.

Contromossa di Fonseca che ordina ai suoi di difendere alto e la Juventus esce un grimaldello teoricamente giusto: lanci lunghi di Bonucci che però è spesso impreciso. Nei primi venti minuti si contano almeno 4 o 5 lanci lunghi quasi tutti per Bentancur.

Proprio l’uruguagio pare abbia appreso cosa vuole Sarri e cosa manca a questa squadra: inserimenti di uno coi piedi buoni e dinamismo (Matuidi e Khedira hanno o solo l’uno o solo l’altro). A fine partita Benta dirà di aver fatto contro la Roma “(…) tutti gli inserimenti non fatti in questi 3 anni di bianconero.

Lancio di Bonucci un po’ lungo ma Benta c’era.
Gol di Benta: Scarico di Rodrigo per Douglas e attacco immediato dello spazio centrale davanti a se. Mancini dorme e non stringe al centro forse preoccupato dall’arrivo di Ronaldo.
La Roma non chiude bene le linee di passaggio ma la cosa interessante è Rodrigo che prima ancora che Rugani scarichi il pallone è già in partenza dritto per dritto approfittando del contromovimento di Higuain che viene incontro. Douglas potrebbe ricevere e darla sulla corsa a Benta.
Ronaldo è largo a destra e Benta attacca lo spazio centrale lasciatogli dal portoghese, provando a portar via Florenzi che però non abbocca.
Quando Bonucci è in possesso palla, Benta scatta in automatico.

Pressing Juve funziona bene all’inizio del match con una Roma stordita. È però un pressing poco ordinato, coraggioso a metà (Benta e Higuain ci danno sotto ma gli altri sono assai timidi) e lascia dei vuoti in mediana che la Roma non sfrutta. Inoltre l’assoluta libertà lasciata troppo spesso a Diawara crea sempre i presupposti per le azioni più pericolose dei giallorossi.

Finalmente ecco un pressing con una prima linea da 4 ordinata da Sarri. Alle spalle però, il vuoto. Next step: difesa altissima e Danilo/Cuadrado sulla linea di Pjanic e Rabiot: il 334.
Florenzi sta per scaricare su Diawara, Ronaldo intuisce e tenta di chiudere la linea di passaggio.
Diawara indisturbato ha ricevuto in tutta serenità e ha tempo e spazio a sua completa disposizione. Ronaldo sconsolato alza le braccia per lo sconforto. Arriverà la prima occasione per la Roma.
Cristante andrà su Florenzi come al solito larghissimo (come Kolarov dall’altra parte) ma Diawara era solo.
Diawara è libero e felice come una farfalla, riceve da Florenzi e verticalizza per Pellegrini con uno dei suoi passaggi laser. L’azione finirà con un salvataggio provvidenziale di Alex Sandro.
Smalling può andare facile su Diawara che, come al solito, è libero, ha spazio, tempo e amici tra le linee.
Qui è Pjanic a uscire su Diawara che però ha già ben in mente a chi deve passare. Rabiot rimane un po’ a metà e Pellegrini bravissimo a farsi trovare tra le linee. Da quest’azione arriverà il palo di Kalinic.

A chi dare la responsabilità di questo bug? A tutti (e nessuno): con Sarri non esistono marcature a uomo, sono i reparti a doversi muovere in sincronia per chiudere gli spazi.

Arriviamo però al gol di Ronaldo. Servito da Higuain (che quest’anno è in modalità Roberto Firmino) Cr7 s’invola sulla sinistra e segna con una rasoiata di sinistro dopo una conduzione destro/sinistro in velocità che pare semplice solo perché la fa lui. In realtà questo gol la Juve lo deve oltre che al talento del suo giocatore migliore anche alla sua applicazione in fase difensiva.

Kolarov e Smalling scambiano a centrocampo. La Juve è chiusa in modo pressoché perfetto con una linea di centrocampo a 5 che vede addirittura Ronaldo esterno sx. Il solito Pellegrini ha di nuovo trovato il suo spazio tra le linee ma Smalling probabilmente ha già deciso che taglierà il campo con un diagonale per Florenzi.
Pjanic rimane basso su Pellegrini mentre gli altri 4 si muovono in sincrono ad alzare la linea di pressing (dovrebbe farlo anche la linea difesa ma c’è anche ancora da lavorare…). Smalling forzerà il passaggio su Florenzi che sbaglierà il controllo: da qui nasce l’azione del gol di Ronaldo.

LENTE D’INGRANDIMENTO SU:

ADRIEN RABIOT

La crescita di Rabiot è testimoniata dall’aumentare dei suoi numeri positivi su contrasti, precisione passaggi effettuati, dribbling, triangoli chiusi, falli fatti e subiti. Non lo vedrete spesso correre per aggredire gli spazi centrali come Vidal e probabilmente nemmeno tirare bombe da fuori alla Pogba ma per ora è capace di cose come questa…

Sandro si è avventato sullo stop sbagliato di Florenzi e passa alla mezz’ala sinistra che di personalità viene a prendere palla e se ne va in dribbling in mezzo a due romanisti. E no, non è Matuidi. Ne scaturirà il gol di Ronaldo.

O questa…

C’è davvero bisogno di spiegarla questa gif?

In cosa deve crescere? Intensità (inteso come prodotto di grinta x condizione fisica) e proiezione offensiva (inserimenti e tiro da fuori).

PERCHÉ MATUIDI PER RABIOT E NON DYBALA PER HIGUAIN?
Cengiz Under fa parte di quella ormai sputtanata cerchia di mancini Robben wannabe perciò tutti sanno cosa finirà per fare. Rabiot zompetta accennando un can can.
Minuto 73, con le residue energie Rabiot decide che è il momento di fare uno scatto per attaccare la profondità. Dopo qualche metro, muore.

La gif sopra evidenzia la tenuta fisica di Rabiot (che scoppia letteralmente a venti minuti dalla fine) ma anche la sua poca attitudine agli inserimenti; fermandosi in quel modo ostacola ogni possibile movimento di Ramsey che sarà costretto a seguire la traiettoria di Ronaldo portandogli un avversario addosso e chiudendo ad Higuain l’unica linea di passaggio disponibile. Con la Juve spaccata in due ne nascerà un contropiede pericoloso per la Roma.

Higuain ha perso palla, Rabiot è in crash, la Roma riparte. Minuto 73.58, segnatevelo.
Dopo la bellezza di 30 secondi Rabiot riappare (74.21) e si riposiziona ma non proprio di corsa, eh. (74.24).

Dopo pochi secondi Sarri catapulta Matuidi in campo al posto di Rabiot.

La partita sarebbe finita qui considerando che esce, per infortunio, anche il miglior giocatore della Roma fino a quel momento: Diawara per Bruno Peres.

Nel frattempo la tonnara a centrocampo creatasi con l’ingresso contemporaneo di Ramsey (ndr non ha azzeccato un passaggio) e Veretout (in luogo di due esterni, Douglas e Florenzi) ha abbassato, per larghi tratti del secondo tempo, i rischi difensivi delle due squadre.

Tuttavia Gigi Buffon sarà ugualmente costretto mettere svariate pezze su almeno 3 conclusioni avversarie pericolosissime.

RIFLESSIONE FINALE = Contro un avversario rimaneggiato (con tutti i suoi migliori giocatori fuori) e destabilizzato nel suo momento migliore dal gol di Ronaldo e in generale da 3 gol in 45 minuti, la Juve può permettersi di giocare con un pressing d’entusiasmo e non di reparto. Può anche spaccarsi a metà concedendo spazi e ripartenze fidando sulla pochezza tecnica degli avversari, sulla bravura individuale dei difensori bianconeri e, come in questa partita, del portiere titolare di turno. La Juve invece con quei fenomeni davanti le occasioni le sfrutterà eccome.

Ma l’interrogativo è sempre lo stesso: e contro le grandi Europa?

In questo senso, per ora la Juve è ad un livello di crescita quantificabile con un, “Io speriamo che me la cavo”.

Buona crescita!

EXTRA CONTENT

Matuidi ha dei tempi d’inserimento eccezionali ma Cristante lo lascia fottere che tanto è innocuo e Sandro piuttosto che passargliela sulla corsa la butterebbe in fallo laterale. TUTTO MOLTO TRISTE. 😢
Fonseca ha il feticcio per l’ampiezza, Sarri per il centro e in tutta la gara nessuno degli juventini s’è voluto avvicinare a Diawara. Due le ipotesi: 1. Puzzava. 2. Lo credevano un altro Matuidi.