Tactical Point

ZONA TINO Juventus/ Parma 2 – 1

Primo tempo difficile per noi a causa di un Parma che piazza giocatori su praticamente chiunque abbia indosso una maglia della Juve allo Stadium. Juve in formazione tipo col rombo annunciato: Ramsey dietro Dybala e Cr7, Benta squalificato, Berna in rodaggio e Rabiot esiliato a destra pur di non far giocare Emre Can. Pronti via e Kulusevsky sbaglia uno stop. Bene così ragazzo, dai. Niente 433 per il Parma ma un 4231 con Kucka che ha il compito di infastidire Pjanic in qualsiasi modo, anche carnalmente se necessario. Il bosniaco gli rovina i piani scendendo in campo già rotto di cazzo di suo.

Kucka su Pjanic

Nel Parma Kulusevsky largo a destra fa il timido e si nasconde mentre a sinistra staziona un tizio messo lì per arrivare a 11 ma comunque buono per far correre e scodinzolare Cuadrado. Primo tiro in porta del match è del Parma e coincide con un saggio di bravura del repertorio balistico di Kucka: conclusione centrale e telefonata. Nessun problema per Szceszny che però richiama subito all’attenzione i suoi difensori chiedendo chi glie l’ ha dato il suo numero a quello lì. Pronta la risposta bianconera col primo squillo del Re: Ronaldo mostra vanitoso la sua collezione di farfalle a tutta la catena di destra del Parma e crossa per Ramsey che prova una girata un po’ taekwondo di Ibra un po’ tacco di Roberto Mancini ma senza taekwondo e senza tacco. Pallone, tiepidamente, sul fondo.

Non salta l’uomo da 5 anni.

La partita prosegue blandamente fino alla metà del primo tempo quando Kucka e Kulusevsky s’invertono e Pjanic s’innervosisce: Kulu da vicino è davvero brutto. Pochi minuti prima Alex Sandro aveva chiesto il cambio per andare a sciacquarsi gli occhi con l’acqua ragia. Mossa tattica di Sarri: sulla fascia di Kulu entra Danilo che è brutto dentro. Ritmi lenti, gioco spezzato, Parma che chiude discretamente linee di passaggio e spazi Juve che non trova il bandolo della matassa, tutti i presupposti per valorizzare le giocate decisive dei grandi campioni nel loro contesto ideale: una bella partita di merda. Ronaldo sale in cattedra e comincia a tentare più volte la sua celebre giocata da sinistra verso il centro quella che come vede 3 cm di spiraglio tenta il tiro di cattiveria a cogliere scientemente in faccia il portiere o un difensore nelle palle. Niente da fare, la palla non arriva quasi mai al portiere. Il portoghese quindi cambia soluzione e detta il passaggio a Pjanic che dopo una palletta a 5 metri scambiata con Dybala, verticalizza con un pallonetto a scavalcare le linee difensive gialloblu, Ronaldo riceve, finta di corpo, doppio passo, finta il tiro, manda a vuoto 3 giocatori e defilato da destra rilascia la botta. Portiere attento. Su calcio d’angolo, di testa, quasi nell’area piccola, ci riprova Ronaldo ma niente. È fuori.

Pjanic non verticalizza mai.

Attorno al trentesimo, con una Juve che non sa che fare già da 20 minuti e Dybala da 30, Ronaldo si muove a compassione e ogni tanto decide di mettersi spalle alla porta per dare un riferimento utile. Dybala sente l’odore di qualcosa di lontanamente simile a Higuain e, per riflesso condizionato, tipo il Pavlov dei cani, arretra a centrocampo per setacciare palloni da far girare. Scoperto l’inganno, Paulino fa brutto, prende la palla e si avvia come spesso fa ultimamente in mezzo a 4 o 5 difensori provando a saltarli tutti alla che me ne strafotto, uno in più uno in meno che mi cambia tanto sto già nervoso. Cambia il ritmo della gara che da lento diventa inesistente. Al quarantesimo finisce anche il magic moment di Dybala quando, su assist di Ronaldo, l’argentino arriva a rimorchio dalla sua classica mattonella di quando arriva a rimorchio ma spara altissimo in curva con un tiro scoordinato e una postura sciancata realizzando quello che pareva sarebbe stato il peggior gesto tecnico del primo tempo. Ci penserà però Kucka, un minuto dopo, a ristabilire distanze e gerarchie con un tiro altissimo e ancora più asino che diventa il gesto tecnico peggiore del nuovo decennio.

Il pallone è stato cerchiato in arancione un attimo dopo il tiro. La qualità degli screen del mio cellulare è scadente in coerenza al loro contenuto.

Sembrava tutto pronto per una ritirata mesta negli spogliatoi ma sono proprio questi i momenti in cui vengono fuori i grandi giocatori. Ronaldo parte da sinistra gridando “e dai e dai l’ultima poi non lo faccio più”, poi, insospettabilmente, si accentra e scaglia un tiro secco ma centrale. Ed è qui che sale in cattedra il campione: deviazione decisiva di Matteo Darmian che insacca l’ incolpevole Sepe e ottiene un altro grande risultato per la Juve dopo quello di non essere mai riuscito a farsi comprare dalla Juve. Di seguito: una bibliografia di tutti i tentativi veri o presunti della Juventus di comprare Darmian in ognuna delle sessioni di calciomercato avutesi dall’estate del 2014 ad oggi.

Darmian bandiera del calciomercato bianconero dal 2014. Secondo i giornali sportivi italiani infatti, grazie ai continui acquisti di Darmian, la Juve detiene ancora oggi il record per il maggior numero di riacquisti dello stesso giocatore. Chapeau.

Allo scadere Ramsey prende un palo con un rigore in movimento (dopo un inserimento di un ottimo Danilo), s’impegna tanto, figlio bello, ma da trequartista c’ha i movimenti sgamati e da mezz’ala, fisicamente, ha lo stesso peso di gioco di Matuidi nel fraseggio stretto. Ultima segnalazione da fare: De Ligt da quando l’hanno messo sul centrodestra si mangia in testa tutto e tutti, tipo Giuliano Ferrara a un buffet in parlamento.

Ronaldo, spalle alla porta, detta il passaggio a Cuadrado. Ramsey potrebbe lanciarsi in profondità per smuovere i difensori oppure muoversi in modo da lasciare che sia Matuidi a lanciarsi.
Ramsey fa la scelta peggiore. Rimane fermo per ricevere palla tra i piedi come un trequartista classico dovrebbe fare ma non uno che deve riempire gli spazi lasciati da Cr7 e Dybala. Infine ostacola un eventuale strappo di Matuidi; ma questo forse è un bene.
Cr7 ha scaricato su Rabiot che è costretto ad allargare su Danilo che da terzino di piede dx ha tutta la visuale di campo avanti e può far ripartire bene l’azione. Il posizionamento tra le linee di Ramsey è scolasticamente corretto ma inutile. Davanti a lui non ha nessuna punta da servire.

Inizia la ripresa e al cinquantesimo Danilo scaglia un missilotto terra aria su tacco di Dybala. Danilo meglio a sinistra che a destra oh.

È facile capire il perché: a sinistra col piede destro (e relativa postura) Danilo può venire (e vedere) dentro al campo più facilmente di Sandro e, se avanzato, può occupare molto bene gli half spaces ossia quegli spazi intermedi la cui occupazione, nel calcio del 2020 in cui nessuno usa più le fasce, (Maurizio abbi pazienza… noi fino all’altro ieri avevamo il mantra dell’ampiezza e buttavamo cross alla ciecata per Mandzukic), sono quelli che ti fanno vincere le partite specie quando la fascia centrale è intasata e devi muovere il pallone con passaggi in orizzontale o, meglio ancora, in diagonale. Ulteriore piccolo ma non trascurabile dettaglio: Danilo aveva Kulusevsky contro. Se sei un’ala destra mancina è più facile per un terzino destro messo a sinistra sporcarti la conduzione sia che tu abbia la tendenza a rientrare che quella di andare sul fondo che quella di giocare con l’angoscia di sapere che decine di milioni di tifosi hanno da poco realizzato che Haaland ha fatto 3 gol in 15 minuti ed è costato più o meno quanto te.

Danilo sta per ricevere da Rabiot e ha tutta la scena di gioco davanti. Si, ok, lo so, ho riciclato la stessa immagine di prima.

Azione della Juve con un Dybala in fiducia che tenta il miracolo: chiede un triangolo nello stretto a Matuidi che invece manda la palla sul fondo. Dalle immagini a bordo campo si vede Dybala che gli fa ok ma anche che Matuidi gli fa un po’ pena.

Minuto 55: angolo del Parma, difesa juventina a zona coordinatissima nel senso che ognuno nella sua zona guardava le mosche. Terzo tempo di un tizio alto, grosso, biondo, dell’Atalanta, arrivato al Parma solo per accompagnare Kulusevsky, ed è gol.

Sul primo palo Rabiot quindi Cr7 e Ramsey; sul secondo entrambi i nostri centrali. E Cornelius sembra abbia già scelto dove andare…
In arancione la scena del crimine con Ramsey annientato da Cornelius e Cr7 fa quel che può. Bonucci e De Ligt sono quelli col segnetto celeste. Dybala, rosa, guarda e sa già che sta per succedere. Kulusevsky quasi 1.90 (segno viola) era al limite dell’area forse pronto al tiro e rimira la 10 di Dybala.

Dal fermo immagine si potrebbe evincere che qualcuno si è perso la marcatura di Cornelius ma non è così: la zona purissima di Sarri, da applicare anche in area piccola sui calci piazzati, non prevede di seguire l’uomo. Inutile e insensato quindi cercare un colpevole. Piuttosto forse dovevano invertirsi Ramsey e Rabiot. In generale sembrano piazzati assai male tutti, le due tipiche linee di Sarri non ci sono o cmq sono frastagliate. Lo stacco dello svedese è perfetto ma l’errore difensivo della Juve è bello evidente.

Sarri chiama a raccolta una serie di santi tra cui Higuain che va a scaldarsi, a Dybala fischiano le orecchie e, di lì a pochi minuti, la Juve si riporta in vantaggio. Il secondo gol della Juve nasce da una verticalizzazione di Pjanic ma in realtà è Bonucci a renderlo possibile: prima facendo il suo mestiere (anticipo netto su Cornelius) e poi quello di qualcun altro (corsa dritta a riempire l’ area). Nel frattempo Dybala si defila sulla destra, Pjanic gli verticalizza addosso, Paulo serve Ronaldo che a rimorchio segna di prima intenzione.

Anticipo così perfetto di Bonucci che il pallone è già verso Pjanic ma Cornelius è ancora proiettato verso la metà campo juventina.
Bonucci si butta inaspettatamente in area e il difensore del Parma perde un attimo di troppo nel dubbio: vado su Dybala? blocco Bonucci?
Il difensore gialloblù s’è ormai piantato a terra. Ne approfitta Cr7 che si ritrova con un avversario in meno addosso. Da notare l”intelligenza di Matuidi che nell’immagine non c’è perché vede l’inserimento di Bonucci e decide di rimanere indietro.

Higuain entra subito in campo. Si va per il 3 a 1. Dybala fluttua tra mezza punta e l’ala destra ripiegando ogni tanto in fase difensiva con accenni di ordine ma poca continuità.

Il Parma si butta in avanti ma Dybala è pervaso da una crisi mistica e forse impossessato dalla buon’anima di Cancelo; prima si dimentica di riposizionarsi in fase difensiva, poi rincula tardivamente, recupera una palla in posizione di terzino destro, scarta un avversario, un altro ancora, si gira, si rigira, sembra Belzebù, va via in progressione e serve Cuadrado lungolinea con un morbido lob dando segnali di onnipotenza. Ronaldo non vuole essere da meno e decide di sciacquare i panni con l’acqua di Lourdes tentando il numero lì, dove Dybala ha fallito: lo scambio nello stretto con Matuidi. Palla al francese che di prima ricambia con un passaggio filtrante preciso. Poco dopo Matuidi prosegue sull’onda del miracolo di Cristiano e recupera un pallone sulla fascia facendo ripartire l’azione in modo pulito ed efficace. Minuto 69, Matuidi si avventa su una seconda palla vagante a centrocampo e va via in mezzo a 3 avversari palla al piede.

La Juve, anche se stancamente, anche se più lunga e meno lucida, cerca di premere ugualmente sull’ acceleratore con una manovra che più semplice e diretta grazie al ritrovato punto di riferimento centrale. A Dybala specialmente basta anche solo sapere di potersi appoggiare a Gonzalo che gli torna la voglia di cercare gli scambi per vie centrali come vuole Sarri. Lo stesso Ronaldo dall’altra parte, a sinistra, pur forzando il tiro più di Paulo (è in stato di grazia, si vede), ora beneficia parecchio di un centravanti che quantomeno gli toglie qualche difensore di dosso.

Di contro, la Juve riprende a difendere bassa ma con un Dybala sfiancato e non sempre pronto a riposizionarsi sulla linea destra di centrocampo in fase difensiva, i bianconeri faticano tantissimo a difendere in 7. Dopo una conclusione di Hernani dal limite con i nostri 7 difendenti che si chiudono in area, Sarri decide che è arrivato il momento di far incazzare Dybala che però 30 secondi prima s’era addormentato di nuovo nella metà campo avversaria costringendo addirittura Ronaldo e Higuain a tornare al limite della nostra area.

67 ° Paulino dove sei?
Solo due uomini del Parma in area più il solito Kulusevsky a destra che nessuno se lo caca. I nostri difendenti tutti schiacciati in modo più o meno casuale in area fino a che Pjanic e Matuidi non usciranno su Hernani per impedirgli di prendere lo specchio.
Dybala è in vacanza. Siamo ammassati al centro con Higuain e Ronaldo che sono tornati in difesa quantomeno per far vedere. Il loro esterno alto a sx avrebbe potuto farci molto male.

Al minuto 83′ il forcing Parma culmina con una conclusione di Sprocati deviato in angolo. Abbiamo fatto toccare a Sprocati il punto più alto della sua esistenza sportiva.

Momento serio, attenzione che da ora non faccio più battute.

Sarri inserisce Douglas Costa per coprire meglio la fascia destra del suo 442 in fase difensiva ma soprattutto per dare un segnale alla squadra facendo entrare un giocatore in grado di arare il campo coast to coast alla ricerca del terzo gol. Niente difesa bassa, niente sofferenza in area, il mister vuole gli ultimi 15 minuti all’Europea. Un colpo a me, uno a te. In conferenza stampa dirà che la Juve ha ancora la tendenza a fare un palleggio conservativo per proteggere il risultato e che gli starebbe anche bene come principio ma a patto che si palleggi sulla trequarti avversaria e non al limite della nostra area portandoci gli avversari nella metacampo. Insomma Maurizio Sarri chiede palleggio e giocate ficcanti fino alla fine e però punta su Matuidi titolare, questione su cui va aperta una parentesi. Blaise rimane in campo per 90 minuti e, a onor del vero, non sbaglia nemmeno un movimento, si è buttato tante volte in area coi tempi giusti ma c’è anche da dire che nessuno lo ha mai servito perché tanto si sa che è palla persa, si è trovato due volte a crossare e ha fatto fetecchia e infine si è ritrovato coraggiosamente a dover duettare al limite dell’area avversaria con Ronaldo e Dybala. È migliorato tanto sul corto e col Parma ha avuto una media di oltre il 95% di passaggi riusciti ma ci mancherebbe altro: gioca titolare da 6 mesi, non era difficile imparare a non sbagliare le “pallette a 5 metri”.

L’effetto immediato di questo 433/442 tuttavia sarà purtroppo che la squadra copre un pelo meglio l’ampiezza ma perde ulteriormente le distanze e finisce con l’allargarsi e allungarsi ancora di più, sicuramente troppo, anche a causa di due diverse anime nella Juve: da una parte Bonucci e quell’istinto conservativo degli anni Conte/Allegri ad abbassare i compagni per proteggere il fortino, dall’altra Ronaldo a incitare i compagni al pressing e a venire in avanti. “Vince” Bonucci e il Parma quindi, come prevedibile, finisce con un piccolo ma significativo assedio. Significativo più per la Juve che per il Parma. Se la Juve concede così tante occasioni e addirittura la possibilità ad un avversario di medio/basso livello di realizzare un assedio, cosa succederà in Champions? I gialloblù non hanno le qualità tecniche per sfruttare tanta mole di spazi e di potenziali occasioni ma altre 7 o 8 squadra in Europa, sicuramente, si. La Juve è a un punto di non ritorno: l’evidenza dei fatti dice che la squadra sta diventando sempre più solida nel pressing accompagnato a difesa alta (con un mostruoso De Ligt che ha una percentuale di anticipi vicina al 100%), nella riconquista veloce del pallone ma molto di meno quando difende bassa “alla Allegri” per intenderci. E lo sarà sempre meno.

L’impressione è che conviene seguire Sarri e cercare un gol in più piuttosto che prenderne uno in meno tuttavia se la luce non si accende a quei 3 lì davanti nessuno dei centrocampisti ha mostrato capacità di rifinitura notevole né tantomeno lucidità negli ultimi 16 metri. Forse solo un poco Bentancur. Nel 4312 strutturato per far coesistere Dybala e Ronaldo, tenendo quantomeno Higuain come cambio in panchina, i centrocampisti sono sbattuti da destra a sinistra (e viceversa) e in perenne difficoltà nell’uscita sui lati deboli (specie se col tridente pesante si difende in 7), cosa che ringraziando Iddio contro il Parma non ha dato tanti problemi grazie alla mancanza di cambi di gioco repentini dei gialloblù; fondamentale tattico che però contro le squadre top in Europa è praticamente scontato. Di contro i centrocampisti dovrebbero poter usufruire a volontà di tutti gli spazi aperti da Ronaldo e Dybala e delle loro qualità nel fraseggio eppure dal centrocampo bianconero non arrivano né gol, né assist, né azioni pericolose.

Dybala converge da destra e appoggia a Pjanic. Matuidi è al centro dell’area pro forma: toglie difensori a Cr7 e fa da finto riferimento ma tutti sanno che se gli arriva la palla non sa che farsene. Tutti tranne i difensori del Parma. Ramsey si nasconde. Ronaldo quasi quasi viene a dare una mano in costruzione. Punte ne abbiamo? No. Opzioni di passaggio per Pjanic? Nemmeno.
Palla a Pjanic che giustamente è costretto a portarla in attesa che si muova qualcuno o qualcosa. Ramsey e Cuadrado ora sono liberi e come da dettami di Sarri, Pjanic preferirà Ramsey. Dybala nell’half space di destra si fa una mezza luna alla ricerca di una posizione migliore da cui guardare il gioco e agire. Ronaldo apparentemente, s’è scocciato ed è disinteressato perciò lo lasciano stare.
Potenziale sviluppo di un’azione pericolosa! Ronaldo è tornato indietro solo per arrivare in velocità e quindi in anticipo (e senza marcatori!) all’impatto di un eventuale passaggio in area! Dybala ha ora tutta la visuale giusta davanti a sé, Cuadrado sta per attaccare la profondità e portarsi via un uomo. Pjanic può scambiare a velocità ravvicinatissima con Ramsey e verticalizzare per Cuadrado che potrà contare su Matuidi e Ronaldo in area, forse anche su Ramsey più Pjanic e Dybala a rimorchio.
Pjanic e Ramsey pasticciano. L’azione sfuma miseramente. Matuidi è rimasto attorniato da 4 uomini ma è stato l’unico juventino ad aggredire lo spazio.

Discorso a parte meritano quelli che col Parma erano i due play della squadra: Pjanic e Rabiot. Pjanic ormai s’è infognato davanti ai due centrali e ha perso smalto, estro e voglia di vivere. Si ha l’impressione che puoi togliere Pjanic ad Allegri ma non Allegri da Pjanic. L’interpretazione del ruolo di Bentancur è assai molto più intraprendente di Mire in termini di rifinitura e azioni offensive ma anche difensive. Il corto di Pjanic è sicuramente di maggiore qualità ma con in squadra il più grande giocatore di tutti i tempi ad andare senza palla (con la palla è Messi) siamo sicuri che alla Juve serva una copia solo più incattivita di Jorginho?

Passiamo a Rabiot che finisce nella schiuma di quelli che hanno fatto bene il loro compito senza grandi squilli né disastri assieme a Matuidi e Danilo e dietro i migliori in campo Ronaldo e De Ligt. Col Parma ha iniziato con impegno e voglia ma più o meno con l’ aria e la grinta di chi è da pochissimo uscito da dentro uno scatolone di disagi e che per ora bene così, l’importante è la salute. Ha finito però la partita letteralmente a testa alta e schiena dritta. Un paio di volte s’è preso persino la briga di invertire la posizione con Pjanic spostandosi con autorevolezza e in piena autonomia come play centrale tra le due mezz’ali. Per me, il suo ruolo è quello. A destra ha maggiori difficoltà ma si ha l’impressione che questo tirocinio sul lato “non buono” gli varrà come acceleratore formativo: se riesce a fare bene fuori posizione, come andrà quando verrà messo al posto giusto? Io dico benissimo. Più o meno come avvenuto con De Ligt che, messo sul centrodestra, ha anche minori compiti d’impostazione poiché con l’avvento di Cuadrado era diventato Sandro il terzino bloccato e di conseguenza De Ligt perno centrale nella costruzione bassa a tre. Ora è tornato Bonucci il perno e i risultati si vedono.

Alessandro Tino

Ndr: gli screen e le gif sono catturati dagli highlights di JUpensiero che ringrazio.