"Il Fazioso"

Caro Paolino (Dybala), ti devo delle scuse… e non sono il solo

Mi tolgo, subito, un peso dalla coscienza: in estate ardevo dal desiderio di leggere della cessione di Dybala. Anzi, mi chiedevo come fosse possibile che qualche club addirittura investisse così tanti soldi per un giocatore che si era rivelato, ai miei occhi, un bluff.

Paulo Dybala, il giovane Messi, il nuovo Del Piero, il 10 che la Juve aspettava da anni, quello del gol meraviglioso contro il Barcellona pochi anni orsono… all’improvviso si era trasformato in uno svogliato, capriccioso e irriverente bimbo minkia durante la stagione 2018/19.

Quanta rabbia mi ha fatto, Paolino! Perché io me lo ricordo con che faccia pulita, ambiziosa, simpatica l’ho visto al Lingotto l’estate del suo primo ritiro, quando la squadra, ancora orfana della Continassa, si allenava a Vinovo e andava in ritiro all’hotel del Lingotto, a pochi passi dal mio ufficio. Così io, assieme alla mia bimba, andavo a salutare i ragazzi, cogliendo qualche foto, qualche battuta, qualche stretta di mano…

Ci credevo eccome, in Paolino! Ma mi sembrava sempre fermarsi a un passo dalla definitiva consacrazione. Una consacrazione che non arrivava mai. Una volta era per colpa del contratto, un’altra per problemi, diciamo così… di cuore (come si suol dire… “al cuor non si comanda”), un’altra ancora a causa della collocazione in campo o per la concorrenza di Ronaldo…

Insomma, mi chiedevo, quando sarà il tuo momento, Paulo?

Può un fuoriclasse soffrire sempre per fattori esterni, comportamentali, contrattuali, di collocazione tattica, di fi… ops, di cuore? No, non può. Un fuoriclasse attraversa momenti difficili, ma poi li supera. E i momenti difficili durano qualche settimana, non qualche mese…

Avevo smesso di credere in Dybala e mi dispiaceva un sacco, davvero. Perché la Juve ha sempre avuto un 10 fantasioso, da quando la seguo, e la amo. Fin dai tempi di Michel Platini, il mio primo idolo, passando poi per Baggio, Zidane, Del Piero… e Dybala mi sembrava il degno erede di questa tradizione di fuoriclasse assoluti.

Pensavo che la Juve dovesse liberarsi di Dybala prima possibile, fin quando fosse ancora possibile prendersi almeno una cinquantina di milioni perché, quasi fosse un Cerci qualunque, ormai il bluff era stato svelato.

Speravo, come altri anche in questo blog (vero Lorenzo Nicoletti?), che la cessione di Dybala fosse la chiave per arrivare a Icardi.

E invece…

Invece, dopo qualche mese di apprendistato, Sarri ci ha regalato un Dybala davvero al top. Un giocatore sicuro dei propri mezzi, smanioso di rincorrere il pallone, pronto a fare quel che sa meglio fare: prendere la palla, cercare un compagno, oppure andare a rete. Con la classe, perché quella non gli è mai mancata.

Un Dybala che si è conquistato il posto da titolare nonostante, inizialmente, per Sarri la coppia ideale fosse Ronaldo – Higuain. Un Dybala, finalmente, combattivo, determinato, sereno.

Sia chiaro: che si lamenti per la sostituzione non è affatto un problema, anzi! Lo fa Ronaldo, lo può fare, oggi, anche Dybala, specie se lo fa perché, sul campo, ha dimostrato il suo valore, sfornando assist e gol a ripetizione.

A Dybala, forse, dovrebbe chiedere scusa anche la Juve, perché dopo un gol capolavoro come quello contro l’Udinese e dopo il fraseggio da sogno con Higuain in occasione della prima rete, non dovremmo dimenticare che i due argentini indossano ancora questa maglia solo perché si sono imposti e hanno rifiutato qualsiasi destinazione pur di rimanere a Torino. Al momento, stanno avendo ragione loro, su tutta la linea.

Sarebbe stato un errore cedere Dybala prima di aver cercato di capirlo e di averlo messo nelle migliori condizioni per rendere al massimo. Quindi, anche la Juve dovrebbe, un minimo, fare mea culpa.

Però…

Però ora tocca a lui confermare quanto di buono ha fatto in queste settimane.

Ora Dybala non è più una promessa, è un giocatore maturo, che addirittura spesso indossa la fascia da capitano della Juventus. E deve dimostrare di meritarsela.

Ora Dybala deve farsi trovare presente quando si decidono i giochi, perché la Juve non ha bisogno di un giocoliere che si accende e si spegne a suo piacimento, ma ha bisogno di un campione che supporti, e completi, l’altro immenso campione che indossa la maglia n°7 nei momenti decisivi della stagione.

Non ci sono più scuse, Paolino. Al tuo fianco hai un giocatore mai domo, nonostante la ricchezza, la fama, i palloni d’oro, i titoli conquistati e una certa attenzione verso la… l’amore, ecco, l’amore si può dire. A 35 anni è ancora il top e sembra essere quello che meno accetta una sconfitta. Prendi esempio, Paolino.

La Juve ha bisogno di un campione.

Facciamo un patto, quindi: io ti chiedo scusa, e tu farai in modo di portarci dove meritiamo.

Un pensiero riguardo “Caro Paolino (Dybala), ti devo delle scuse… e non sono il solo”

  1. Dybala ha trovato una cosa che sembrava gli mancasse: l’irriverenza. Ma non dico che pecchi di presunzione, bensì quella irriverenza che ti fa fare cose che nessuno oserebbe. Il gol con l’Atletico ne è un chiaro esempio. Irriverenza verso il pallone, mai verso gli avversari. L’irriverenza di dargli un calcio e mandarlo dove lui, con un calcio qualsiasi, non andrebbe mai. Cosa che ha perso l’anno scorso, in cui cercava di fare “il normale” quando “normale” lui non è. Non so se, come ho sempre sperato, arriverà ai livelli di Alex, ma la strada è buona.

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