STORIE DI CALCIO

Da Hamrin a Kulusevsky: la storia degli svedesi della Juventus

L’arrivo di Dejan Kulusevsky, almeno per l’estate prossima riapre il capitolo degli svedesi in bianconero, che era fermo a Mellberg, ultimo prodotto della nazionale scandinava. La stessa che nel novembre 2017 ci negò l’accesso al mondiale, la stessa del “biscottone” di Euro 2004 con i cugini danesi ai nostri danni, ma anche la stessa che ha fornito alla serie A diversi campioni, alcuni anche alla Juve. In bianconero se ne contano otto, di cui sei con trascorsi in serie A.

Tra i più noti, sicuramente ricordiamo  Kurt Hamrin. Alla Juve arrivò nel 1956, quando non era ancora l'”uccellino”: Giovanni Agnelli, presidente della Juventus, lo notò durante una partita tra Portogallo e Svezia e decise di ingaggiarlo, pagando quindicimila dollari. È da segnalare altresì una versione secondo la quale il giocatore sarebbe stato suggerito da un minatore italiano che lavorava in Svezia, il quale nel novembre del 1955 inviò una lettera ad Agnelli. L’avvio di Hamrin fu positivo, con due gol all’esordio contro la Lazio e ulteriori marcature contro Torino, Inter e Udinese, ma poi intervennero tre infortuni consecutivi che portarono a ritenere che la caviglia del calciatore fosse eccessivamente fragile, sebbene egli si lamentasse del fatto che i tempi di guarigione fossero stati troppo accelerati. Hamrin poi divenne il calciatore che conosciamo con le maglie di Padova, Fiorentina e Milan. 

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Nel 1958 arrivò invece Karl-Erik Palmer, detto anche Calle, classe 1929.  Il mondiale del 1958, in cui l’Italia non aveva partecipato aveva messo in evidenza diversi elementi della nazionale padrona di casa, giunta fino alla finale dove si arrese al grande Brasile di Pelè. Palmer però aveva chiuso con la nazionale sei anni prima, ed era reduce da sette stagioni col piccolo Legnano, con cui aveva assaporato anche la serie A. Passò alla Juventus come riserva di Giampiero Boniperti e Omar Sívori, disputando tre incontri di campionato e 6 in Coppa Italia (di cui una nell’edizione 1958-1959 vinta dai bianconeri). A fine anno tornò in patria, chiudendo la carriera col Malmo nell’estate 1960. E’ morto nel febbraio 2015.

Di Rune Borjesson, classe 1937, si sa pochissimo. Solo che in bianconero giocò solo un’amichevole a Casale il 29 novembre 1961, vinta per 1-0. Nient’altro.

Curiosa la storia in bianconero di Roger Magnusson:  classe 1945, la Juve lo prese nell’estate 1967 solo per la Coppa dei Campioni, essendoci le frontiere chiuse in serie A: lo svedese, di ruolo ala, giocò una buona edizione segnando due reti pesantissime, segnando contro il Rapid Bucaest e nello spareggio dei quarti contro l’Eintracht Braunsweig. La Juve fu poi eliminata in semifinale dal Benfica e la sua avventura “europea” in bianconero finì lì, penalizzato dal fatto di non poter giocare in campionato.

Andraes Isaksson, classe 1981, fu preso nel 1999 come terzo portiere alle spalle di Van Der Sar e Rampulla. Non vide mai il campo in campionatgo, in serie A non ha mai esordito, e di lui si ricordano solo 6 amichevoli, giocate tra il 1999 ed il 2000, vincendo comunque l’Intertoto.

Il colpo ad effetto si chiama però Zlatan Ibrahimovic: Moggi lo prende nel 2004 dall’Ajax dopo l’Europeo famoso del “biscotto”, in cui Ibra fa gol all’Italia con una splendida acrobazia. Arrivato tra l’entusiasmo generale, fa gol subito all’esordio a Brescia, e con Del Piero e Trezeguet farà le fortune di quel biennio capelliano, vincendo due scudetti, poi spariti dal terremoto di Farsopoli. Nell’estate 2006 la Juve lo vende proprio all’odiata Inter e l’Ibra bianconero finisce lì. Ora a 38 anni torna in italia rimettendosi in gioco nel Milan.

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Nel dopo Calciopoli arriva nella difesa bianconera Olof Mellberg: è l’estate 2008: Mellberg è reduce da sette stagioni in Premier League con l’Aston Villa: discreta la sua stagione, dove gioca 27 gare segnando alle due romane. A fine stagione non viene però confermato e viene ceduto ai greci dell’Olympiacos. Ora allena in patria l’Helsingborg.

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Stessa annata arriva anche un giovane centrocampista: si chiama Albin Ekdal, alla Juve viene utilizzato prevalentemente in Primavera. In realtà l’acquisto fu deciso nel gennaio 2008, ma Ekdal era reduce da un’operazione al ginocchio, così solo a fine maggio si concretizzò l’affare. Debuttò in serie A il 19 ottobre 2008 nella partita persa a Napoli per 2-1 e con la primavera vinse il Torneo di Viareggio nel febbraio 2009. Dopo trascorsi con Siena, Bologna e Cagliari (con storica tripletta in casa Inter), ora è alla Sampdoria.

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