STORIE DI CALCIO

Il 2019 della Juve mese per mese

E’ stato un anno piuttosto sofferto quello che tra una settimana andrà in archivio, lasciando spazio ad un 2020 carico di speranze. Solo due obiettivi raggiunti sui cinque disputati, la vittoria di un campionato stradominato ed ipotecato già negli ultimi mesi del 2018, ma l’eliminazione bruciante da una Coppa Italia in cui eravamo detentori da quattro anni, e soprattutto, dalla Champions contro lo sbarazzino Ajax del futuro juventino De Ligt. Poi il cambio tecnico, passando da Allegri a Sarri, l’arrivo dell’olandesino De Ligt, il picco del successo in casa dell’amato ed odiato Conte, il girone di Champions dominato e la chiusura dell’anno condividendo la vetta del campionato con l’Inter, ma con lo smacco della sconfitta in Supercoppa italiana, dopo quella vinta a gennaio.  Con 79 punti ottenuti in 36 giornate, la Juve si aggiudica comunque lo scudetto dell’anno solare. Bilancio comunque sotto le aspettative nella chiusura del primo anno solare interamente con CR7 alla Juventus. Vediamo la storia del 2019 mese per mese.

GENNAIO – Per i primi impegni ufficiali bisogna attendere la seconda decade del mese: si riprende il 12 (per vedere una ripresa così tardiva bisogna andare fino al 2007, quando si riprese le gare il 13, seppur col Trofeo Berlusconi giocato il 6,  eguagliato comunque  il 2008) Ed è in Coppa Italia, dove a Bologna arriva un successo per 2-0 negli ottavi. Il 16  Gedda arriva l’ottava Supercoppa Italiana, superando il Milan con un gol di CR7 e tornando in vetta alla classifica delle vittorie di questo trofeo. Il campionato riprende col girone di ritorno, vincendo le sfide col Chievo ed in casa della Lazio, che porta ad 11 i punti di vantaggio sul Napoli, ma il mese si chiude col brutto tonfo di Bergamo nei quarti di Coppa Italia che insinua i primi malumori sulla gestione tecnica. La finestra invernale di mercato si chiude senza acuti.

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16 gennaio: arriva la vittoria in Supercoppa Italiana a Gedda: la Juve in quel momento è dentro in tutte le competizioni.

FEBBRAIO – La Juve non si riprende dallo shock di Bergamo, e col Parma si fa rimontare in casa un doppio vantaggio, passando da 3-1 a 3-3. Un doppio 3-0 a Sassuolo e Frosinone riporta la calma, unita all’ufficialità dell’ingaggio di Ramsey per luglio. A Madrid contro l’Atletico nell’andata degli ottavi di Champions però, arriva il primo punto di rottura con Allegri: Il Cholo mostra le “huevos” e vince 2-0, l’eliminazione si fa vicina e le feroci critiche sul tecnico arrivano. La sucessiva brutta vittoria a Bologna non rasserena certo l’ambiente.

MARZO – E forse il mese migliore della gestione allegriana, per non azzardare di tutto l’anno. Si ape col successo a Napoli, cacciando i rivali a -16, con Pjanic che segna l’unico gol su punizione diretta dell’anno solare. Il 4-1 della Juve imbottita di riserve all’Udinese la sera delle donne mette in evidenza il giovane Moise Kean, che sarà protagonista nelle gare successive. Ed è prologo alla magica serata del 12, dove una strepitosa tripletta di CR7 ribalta l’Atletico e riabilita Allegri dopo una serata perfetta, mandando la Juve ai quarti di Champions. Il sorteggio poi sembra benevolo, dandoci l’Ajax al turno successivo. La Juve paga gli sforzi di quella sera nel turno successivo a Genova, dove contro i rossoblu arriva la prima sconfitta in campionato, che porta alla sosta di marzo in cui l’Italia di Mancini inizia il suo cammino nelle qualificazioni ad Euro 2020. A fine mese Kean risolve la rognosa partita casalinga con l’Empoli.

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12 marzo: la notte magica di CR7.

APRILE – E’ il mese dei verdetti, alcuni positivi, alcuni negativi. Moise Kean ancora protagonista nei successi a Cagliari e sul Milan in rimonta, (raggiungendo il massimo vantaggio stagionale di 20 punti sui partenopei), prologo al pari in casa dell’Ajax nell’andata dei quarti di Champions. La Juve delle seconde e terze linee cede poi in rimonta in casa della Spal (tra le polemiche delle rivali dirette per la salvezza degli estensi), ma con gli olandesi il 16 manda all’aria la stagione europea, che segnano irrimediabilmente la chiusura del rapporto con Allegri. Lo scudetto matematico, ottavo di fila, arrivato quattro giorni dopo, vigilia di Pasqua, a cinque gare dalla fine, scudetto più anticipato di sempre, dopo una striminzita vittoria in rimonta sulla Fiorentina viene accolto freddamente da molti tifosi. Sarà l’ultimo successo di Allegri sulla panchina bianconera. Il mese si chiude con la piccola soddisfazione del successo negato all’Inter a San Siro, complicandogli la corsa Champions, col ritorno al gol di Ronaldo in campionato che mancava da metà febbraio.

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16 aprile: De Ligt manda a casa la Juve
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20 aprile: Juve campione d’Italia per l’ottava volta di fila

MAGGIO – Ormai svuotata mentalmente, la Juve ottiene solo due punti negli ultimi quattro impegni di campionato: pareggia il derby in casa, salvata da Ronaldo, cade nel finale in casa della Roma, nel giorno del debutto della nuova divisa a quarti bianconeri, poi il 17 arriva l’ufficialità della separazione, ormai inevitabile, con Allegri. Nell’ultima in casa strappa il pareggio all’Atalanta nella sera della premiazione tricolore, poi l’ingloriosa sconfitta in casa della Sampdoria nella patita d’addio di Allegri, in un pomeriggio in cui la partita è derubricata ormai a semplice sgambata.

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19 maggio: la festa scudetto

GIUGNO – Ad inizio mese il Liverpool vince la Champions ed il Portogallo di CR7 la Nations League. Il toto allenatore blocca i primi dieci giorni : si alternano sussurri, voci, trattative. Scartati Inzaghi e Pochettino, il sogno è Guardiola, tuttavia le indiscrezioni finali, tra avvistamenti e smentite, portano a Maurizio Sarri, che ha appena lasciato il Chelsea vincendo la Coppa UEFA. L’ufficialità arriva nell’afosa domenica pomeriggio del 16, e la prima delusione e lo smarrimento iniziale per la scelta lasciano spazio ad una flebile speranza di cambiamento, anche se le perplessità restano.

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LUGLIO – Presentato l’allenatore, finalmente si sblocca il mercato: si comincia con l’ufficialità di Rabiot e Demiral poi col  ritorno a sorpresa di Buffon, poi l’atteso arrivo di De Ligt, il 15 luglio, che chiude per il momento la sessione estiva di mercato, Si parte in Asia per l’Internationational Champion’s Cup, in cui arrivano la sconfitta col Tottenhamm e la vittoria ai rigori sull’Inter. In Corea poi arriva un risicato pareggio per 3-3 con una selezione coreana a chiudere il mese, ed i troppi gol presi sono già un allarme.

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15 luglio: De Ligt sbarca a Torino

AGOSTO – Ci sono spazio solo per due test: a Stoccolma sconfitta di misura con l’Atletico Madrid, con doppietta di Joao Felix, poi l’amichevole in famiglia interrotta dopo un’ora per invasione. Intanto si completa l’ultimo affare del mercato: col Manchester City si concretizza lo scambio Danilo-Cancelo. Inizia il campionato con Sarri messo ko dalla polmonite. in panchina va il vice Martusciello.  con successi a Parma ed in casa col Napoli, in una gara spericolata in cui si fa male subito Chiellini, la Juve si fa rimontare un triplo vantaggio, e poi passa su autogol al 93′.

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31 agosto: l’autogol di Koulibaly per un successo insperato

SETTEMBRE – La sessione di mercato si chiude con le conferme di Higuain e Dybala e di tutti gli esuberi. In campionato Sarri può debuttare e si torna con uno scialbo pareggio in casa della Fiorentina che non è sconfitta solo per miracolo, poi altra beffa nel debutto in Champions dove la Juve si fa rimontare un doppio vantaggio in casa dell’Atletico Madrid. Si prosegue con risicate vittorie in rimonta contro Verona e Brescia e quella facile sulla Spal a chiudere il mese.

OTTOBRE – Inizia in modo trionfale il mese, con il netto 3-0 al Bayer Leverkusen in Champions ma soprattutto l’affermazione in casa dell’Inter che restituisce la vetta del campionato e fa guadagnare diversi consensi a Sarri. Tuttavia dopo la sosta, in cui la Nazionale si qualifica all’europeo, la Juve perde brillantezza: successo ancora risicato sul Bologna, poi un super Dybala toglie la Juve dai guai contro la Lokomotiv Mosca in Champions, quindi un sorprendente pari a Lecce non sfruttato dall’Inter e poi un successo sul Genoa maturato su rigore in pieno recupero. La vetta resta, ma sono molti a storcere il naso: la Juve non ha un’idea di gioco, vanificando la serata del Meazza.

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6 ottobre: l’emblema più bello della stagione 2019/20 fin quì’.

NOVEMBRE – Il derby deciso da De Ligt  e  la vittoria nel finale a Mosca che regala alla Juve gli ottavi con due gare d’anticipo restituiscono un po’ di sicurezza, poi la partita rognosa col Milan viene risolta da Dybala in una partita che accenderà discussioni infinite per la sostituzione di Ronaldo proprio con l’argentino autore del gol vittoria. Si arriva così alla sosta novembrina, dove l’Italia chiude a punteggio pieno il girone europeo. Alla ripresa, arriva una stoica rimonta a Bergamo con la ditta Higuain-Dybala che precede il successo sull’Atletico Madrid con una magia di Dybala che assicura il primo posto nel girone di Champions.

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6 novembre: Douglas Costa al 93′, Juve agli ottavi.

DICEMBRE – Mese che non si avvia bene: col Sassuolo la Juve strappa solo un pari in casa che le fa perdere la vetta, poi la prima sconfitta stagionale in casa della Lazio sembra far precipitare la situazione. Tuttavia ci sono motivi di ripresa col successo a Leverkusen nella chiusura del girone e quello netto sull’Udinese che col tridente dall’inizio frutta tre gol nel primo tempo. Ritrova la vetta, seppur in coabitazione con l’Inter, poi il successo a Genova sulla Samp firmato da due magie di Dybala e CR7, prima della sconfitta in Supercoppa ancora contro la Lazio. Prima di Natale l’addio definitivo di Mandzukic, che si si sistema in Arabia.

 

Diego Valceschini

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