J - Pensieri Sparsi

La Juve e la sua capacità di auto rigenerarsi: sarà così anche stavolta?

Non siamo più imbattuti. La Lazio ci ha fatto la festa in una serata in cui avevamo sperato un po’ nel controsorpasso all’Inter. Ora che succede? morremo tutti? Tutti da cacciare? Non va bene niente? I soliti attacchi a Sarri, a Bernardeschi, ad Emre Can, agli infortuni,  alla dirigenza, qualche timido attacco pure alle decisioni arbitrali di Fabbri, situazione che sembra drammatica, dopo un pareggio col Sassuolo, decisamenete più preoccupante, ed una sconfitta che da primi con un punto di vantaggio ci ha spediti addirittura al secondo posto ad un irrecuperabile -2 dall’Inter, dopo 15 giornate, con due terzi di campionato ancora da giocare. Si sprecano i paragoni con l’annata precedente, come se fosse possibile tutti gli anni giocare campionati come quello scorso, in cui all’andata sprecammo solo 4 punti su 57 ( e ci fu da ridire pure in quei due pari con Genoa ed Atalanta).

Eppure chi ha la memoria corta, sa che negli ultimi otto anni, dominati dalla Juve sul campionato italiano, ci sono sempre stati momenti di difficoltà, in cui ne siamo sempre usciti, nonostante le critiche, spesso ingenerose. E’ successo sia con Conte che con Allegri, succede anche con Sarri. E se facciamo tragedie per un ritardo di due punti su una squadra che ha battuto e non travolto la Spal e pareggiato con la Roma in emergenza, quando restiamo l’unica già certa di un posto agli ottavi di Champions ad una giornata dalla fine, allora vuol dire che ci eravamo abituati troppo bene negli ultimi anni, come se non solo la sconfitta, ma anche il pareggio siano ormai territori inesplorati, da non prendere più neppure in considerazione.

Facciamo un breve ripasso dei periodi di difficoltà bianconeri.

STAGIONE 2011-2012

Arriva il condottiero Antonio Conte, il nuovo stadio di proprietà, tutto bene, tutto ok. Non proprio. All’andata la Juve alterna vittorie e pareggi, riesce a restare in un gruppo di vertice dove ci sono anche Lazio, Udinese e Milan, prova a scattare da sola ma non riesce, classifica corta perchè davanti non corre nessuno. Chiude l’andata “a corto muso”, con un punto di vantaggio sul Milan. Eppure a febbraio incappa in un periodaccio che la vede ammalarsi di pareggite: dal 4 febbraio all’11 marzo mette insieme solo una vittoria e ben sei pari, che portano la Juve dal +1 sul Milan a -4. Eppure dopo quel 5-0 a Firenze, inizia il processo di rigenerazione che la porta a vincere 8 partite di fila. Ritmo che il Milan non sostiene, e crolla a -3. Un nuovo inciampo parziale in casa col Lecce riporta il Milan a -1, ma quattro giorni dopo arriva l’apoteosi grazie all’…Inter che travolge il Milan nel derby e ci consegna lo scudetto.

STAGIONE 2012-2013

La Juve parte fortissimo, con 8 vittorie ed un pari. Poi il 3 novembre 2012 accade l’imponderabile: la Juve perde per la prima volta dopo 49 partite, in casa contro l’Inter che sale a -1, con sirene di sorpasso meneghine della terribile banda di Stra(ma)ccioni. Che però si fa male da sola la domenica dopo a Bergamo, e la Juve può respirare, passando indenne il novembre terribile, in cui pareggia anche in casa con la Lazio e perde a San Siro col Milan, perchè tanto l’Inter ha iniziato il processo d’involuzione e dietro tra Napoli e Lazio non ce n’è una che tiene il passo. Col rientro di Conte dopo la squalifica a dicembre la Juve fa di nuovo il vuoto, e può reggere dal timido attacco del Napoli all’altra mini crisi di gennaio, in cui batte solo l’Udinese, perdendo in casa con la Samp, e pareggiando con Parma e Genoa. Un altro ko in casa della Roma non viene sfruttato da un distratto Napoli a febbraio, poi dopo il pari dello scontro diretto al San Paolo la Juve saluta tutti e s’invola verso il suo secondo scudetto di fila.

STAGIONE 2013-2014

Altra partenza sprint, ma cinque vittorie ed un pari non bastano a tener testa alla super Roma di Garcia, a punteggio pieno. L’apoteosi arriva il 20 ottobre, quando la Juve, avanti di 2-0 a Firenze, crolla sotto i colpi di Pepito Rossi e Joaquin e perde 4-2, scivolando a -5. Già si parla di ciclo finito, ma non perde più un colpo fino alla fine del girone ed a novembre, scrollandosi di dosso il Napoli e approfittando del calo della Roma, che dopo il record di 10 vittorie iniziali ne pareggia quattro di fila, effettua il sorpasso. Con 13 vittorie di fila, tra cui il 3-0 di inizio 2014 alla Roma, ricacciata a -8, la Juve gestisce il vantaggio sugli ottimi giallorossi, con soli isolati intoppi a Verona e Napoli nel girone di ritorno, chiudendo con gli storici 102 punti.

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Lo scatenato Pepito Rossi, punto più basso di quell’annata

STAGIONE 2014-2015.

Arriva Allegri, e seppure le 6 vittorie iniziali (tra cui il discusso 3-2 nello scontro diretto si giallorossi) siano un buon biglietto da visita, la Juve non riesce mai a scattare, tra pari col Sassuolo, ko a Genova, pari con Inter e Samp. Addirittura, dopo la X con i milanesi  ad’inizio 2015 si parla di sorpasso Roma, che però pareggia il derby e vede scappare la Juve, che poi grazie anche alla continua involuzione dei giallorossi, affetti da pareggite, gestisce comodamente il girone di ritorno, pur senza serie lunghe di vittorie di fila. Infatti fa 15 punti in meno dell’anno prima, ma la Roma replica il -17.

 

STAGIONE 2015-2016

E’ il clou della crisi: la Juve parte male, anzi, malissimo: due sconfitte di fila e quattro nelle prime 10 giornate, pareggi in casa con Chievo e persino l’esordiente Frosinone; a fine ottobre, dopo la sconfitta in casa del Sassuolo è persino undicesima. Mentre davanti Inter, Roma, Napoli e persino la Fiorentina si danno il cambio in testa per un campionato finalmente bello ed appassionante,  la Juve da una svolta al suo mediocre campionato di transizione e dal 31 ottobre, giorno del successo insperato nel derby, al 13 febbraio la Juve mette insieme solo vittorie, 15 di fila, l’ultima proprio sul Napoli, rimasta l’unica duellante  per lo scudetto, sorpassata con un gol nel finale di Zaza. La Juve tira il fiato a Bologna, riprende a vincere  ed il Napoli non regge più il ritmo, consegnando un’incredibile titolo ai bianconeri il giorno della Liberazione.

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23 settembre 2015: il gol di Blanchard in quello Juve-Frosinone simbolo dell’inizio da incubo

STAGIONE 2017-2018

Altra stagione in cui gli auto generamenti della Signora sono persino due: le sei vittorie iniziali vengono cancellate ad ottobre dal pareggio a Bergamo e dalla sconfitta in casa contro la Lazio: la Juve crolla a -5 dalla vetta, superata pure dall’Inter ed agganciata dagli stessi biancocelesti. La risalita è difficoltosa, e nonostante si porti a -2 dal Napoli ed a -1 dall’Inter, a novembre perde in casa della Samp ed a dicembre pareggia in casa con l’Inter, con nel mezzo il successo a Napoli. Da metà dicembre la Juve si libera dell’Inter ed inizia a vincere a tutto spiano: 12 vittorie di fila che portano a marzo al sorpasso in vetta al Napoli, che scivola pure a -4 a Pasqua. Dopo l’uscita dalla Champions ad aprile, la Juve porta il vantaggio sul Napoli a +6 a sei giornate dalla fine, ma in una settimana riesce a pareggiare a Crotone e perdere lo scontro diretto in casa con i partenopei: col +1 sul Napoli a quattro dalla fine e con un calendario più duro (Inter e Roma fuori) la Juve a Milano è sotto 2-1 e sembra spacciata; ma nel finale la ribalta con Cuadrado ed Higuain. Il Napoli non regge, crolla a Firenze, e nel giro di 7 giorni scivola a -6, riconsegnando il titolo alla Juve.

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Il celeberrimo gol di Koulibaly del 22 aprile 2018

Insomma, capacità di risollevarsi, spinta anche dai cali avversari la Juve li ha sempre trovati. Le risorse sono infinite. Di certo ad inizio dicembre nulla è perduto. Non lo è stato neppure ad aprile, figuriamoci se dobbiamo temere ora. Dire che non vanno bene molte cose siamo d’accordo, dire che non combineremo nulla, direi di aspettare un bel po’ di mesi prima. Perchè poi i carri della vittoria passano, ed è sempre facile salirci, soprattutto per quelli che già pensavano di averlo spinto nel burrone in anticipo.

 

Diego Valceschini 

 

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