I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Cosa ne pensi del Pallone d’Oro assegnato a Messi?
Noi crediamo che questo trofeo sia sempre più una messa in scena, e non perché doveva vincerlo Ronaldo, ma sicuramente non Messi.
Non a caso Il mister del Liverpool non le ha di certo mandato a dire tramite social.
Quale è la tua opinione?

Premessa, i premi singoli non hanno mai destato il mio interesse, preferisco, di gran lunga i trofei e i riconoscimenti di collettivo e squadra. Al netto di tutto, il premio a Messi, ingiustificato, dimostra per l’ennesima volta che il Pallone d’Oro è diventato, ormai da tempo, un riconoscimento volubile, mediatico, che poco si attaglia alla realtà del campo, sostenuto da interessi forti, poteri e sponsor. Il Liverpool è andato in finale di Champions due volte consecutive, ha vinto la coppa lo scorso anno con giocatori come Manè, Salah, Allison e Van Dijk fautori di atti sportivi di estremo livello qualitativo, insomma non basta nemmeno più vincere il trofeo più importante al mondo per club, per potersi meritare il riconoscimento. Senza contare che nel passato abbiamo assistito a vincitori perlomeno imbarazzanti e fuori da una logica, penso a Sammer, ad esempio. Il Pallone d’Oro, al sottoscritto, desta zero interessi, è divenuto un simbolo assoluto di un certo tipo di calcio consumato tra stanze di potere.

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L’impronta italiana è sempre stata un tratto distintivo della Juventus.
Per ovvie ragioni di ciclicità siamo in una fase in cui la componente “nostrana” è in netta minoranza, sia numerica, sia di importanza.
Su quale giovane prospetto dei nostro calcio andrebbe a puntare per rinsaldare il legame tra Juve e futuri campioni italiani?

La Juventus ha, da sempre, una saldissima tradizione tricolore di uomini in formazione e rosa. L’assottigliarsi di queste presenze è dato solamente dal fatto che, negli ultimi anni, i pochi campioni italici a distinguersi a livello internazionale, erano già in quota ai colori bianconeri, penso alla BBC ad esempio. Per fortuna, negli ultimi tempi, sono nati, cresciuti, e si stanno prendendo la scena, ragazzi di sicuro avvenire che scatenano l’appetito di grandi società, con la Juventus in prima fila. Penso a Chiesa, già in orbita Juve nella scorsa estate, un jolly come Zaniolo, sbocciato improvvisamente, e un talento puro come Tonali, che al suo primo anno di Serie A sta dimostrando di essere già un grande giocatore, con il debutto in Nazionale. La Juve monitora da vicino questi tre calciatori, ormai da tempo, poi bisognerà capire cosa succederà nel prossimo futuro. Quando nascono nuovi virgulti italiani, la Juve è sempre in prima fila per acquisirli, la tradizione e la storia della Juve ce lo insegnano.

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L’intervento artroscopico appena effettuato da Khedira che lo terrà fermo tre mesi (quindi almeno fino a marzo) sarà l’occasione per Emre Can e Rabiot di far vedere finalmente il proprio valore e cambiare le gerarchie anche in lista Champions? Oppure sarà un nuovo arrivo a gennaio in quel reparto con una contestuale cessione a suggellare la nostra mediana?

L’assenza di Khedira per questo intervento al ginocchio è una grossa perdita, dal punto di vista tecnico-tattico per la mediana di Sarri. Ma i sostituti ci sono e ora starà a loro non far rimpiangere Sami. Partendo proprio da Emre Can, sostituto naturale del campione del mondo, da lui ci si aspetta uno scatto mentale e di presenze, con prestazioni di livello, che sono nelle sue corde. Can ha una chance enorme per recuperare il terreno perduto nelle preferenze del Mister, prendendosi una maglia da titolare, poi i discorsi sulla lista Champions si faranno a gennaio, e dipenderà dall’affidabilità del tedesco di origini turche. Personalmente mi attendo molto da lui. Stessa cosa vale per Rabiot e Ramsey, si sono visti poco, il primo ha recuperato dal problema all’adduttore e deve mettere benzina e fiducia nel suo motore dopo tanti mesi di inattività per questioni contrattuali a Parigi, il secondo deve trovare forma e brillantezza dopo il lungo infortunio patito all’Arsenal. Logico attendersi da loro una crescita esponenziale, dimostrando che i due colpi a parametro zero operati dalla dirigenza, possono diventare un capitale tecnico fondamentale per questa Juve. Senza tralasciare Bernardeschi, che Sarri, in maniera momentanea, sta impiegando a ridosso delle punte, ma che vede come interno di centrocampo. Recuperando tutti gli infortunati, D. Costa in primis, Bernardeschi potrebbe incarnare la novità di livello a centrocampo. Acquisti nuovi a gennaio? No. Anche prima dello stop di Khedira, la dirigenza non aveva intenzione di attivare entrate, ma solo uscite. Per antonomasia, il mercato di gennaio non fornisce quasi mai opportunità per migliorare in qualità la squadra, ma solo per rimpolpare la rosa. Mettiamoci poi che, per tradizione, la Juve a gennaio, se non per emergenze improvvise, non si muove quasi mai, e il gioco è fatto. Il centrocampo di Sarri ha qualità, starà al Mister motivare gli interpreti e trarre da loro il massimo, senza dimenticare che Bentancur, ormai è divenuto un uomo di fiducia dell’allenatore, potendo giocare in tutte le slot della mediana. Insomma la Juve è completa nei ruoli, sulla carta ha grande qualità, ora serve che tutti entrino in forma brillante, al fine di sfoderare prestazioni di grande livello in termini di crescita e impronta del gioco.

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