Voli Pindarici

“E il terzo giorno risuscitò secondo le scritture.”

«Per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato » (Mc 16,14)
Non è una lezione di Catechismo e lo so, Pasqua è lontana.
Ma, nella partita di ieri, ultimamente, quest’anno, sembra che alla Juve si possa parlare di nuova vita, di una possibilità rinnovata riferendosi ad un calciatore.
Di cui il destino, il futuro, oggi sembra improvvisamente chiaro, luminoso, bianco come il momento della risurrezione.
Cambiato, decisamente cambiato.

Se oggi prendessimo una conchiglia, una di quelle che abbiamo raccolto quest’estate e la avvicinassimo all’orecchio sentiremmo ancora l’eco delle nostre domande…
Che cosa ne faremo di Paulo Dybala?
Ma non è meglio sostituirlo?
Conviene aspettarlo ancora?
Questo giocatore brillante, che a momenti sembra una stella invincibile ed altri spaesato, incredulo, fuori posto.
O almeno così era.
Come un seme che aspetti diventi fiore.
Aspetti aspetti..
Poi inizi a perdere le speranze, pensi di aver sbagliato qualcosa, resti deluso.
Non so, forse le cure non erano quelle giuste? Forse l’habitat sbagliato?
Forse il Giardiniere?
Resta il fatto che questo fiore sembra essere finalmente sbocciato: bello, rigoglioso, forte, incredibilmente brillante.

Sembra non avere più paura, non teme la concorrenza, quella convivenza che prima era impossibile con Cristiano Ronaldo sembra essere cosa passata.
Oggi, ha fiducia, consapevolezza di sé, si diverte e fa divertire.
Sarri ha effettuato una trasformazione evidente, l’ha reso un dieci moderno, un po’ seconda punta, un po’ trequartista.
Più libero di esprimere la propria fantasia con grande spazio ed inventiva per le sue giocate, spesso decisive.
Il gol di ieri sera ne è l’esempio.
Io sono ancora particolarmente incredula.
Una punizione magistrale da posizione defilata, un lampo di classe stupefacente.
Un gol incredibile nell’esecuzione, ma ancor più nel pensiero.
Per mettere la palla lì, in quell’angolino, devi avere il marchio di fabbrica. Quello dei Campioni.
E per pensare di riuscirci, devi crederti tale.
E forse questo non permetteva a quel fiore di uscire dal terreno: La piena sicurezza dei propri mezzi.
Sembra tornato quello dei tempi buoni, lo dimostrano le prestazioni, basta analizzare i numeri, alla mamma invece, Alicia, basta guardare il figlio negli occhi, quegli occhi che per lei non hanno segreti.

In molti abbiamo rischiato di commettere un errore, quello che colpì la folla.
Quella folla che salvò Barabba invece che Gesù.
Che avrebbe preferito sostituire Dybala con altri.
Siamo stati frettolosi forse, non siamo riusciti a coglierne le possibilità.
Spazientiti e come sempre, da buoni Juventini, pretenziosi.
Ma è stato lui a decidere, si è attaccato alla nostra maglia, a quel numero pesante che elegantemente porta dietro la schiena.
Ed improvvisamente, sorprendentemente e contro ogni aspettativa è proprio arrivato quel terzo giorno.
Questa nuova vita, più vicina al cielo ed alle stelle che alle cose terrene.

Ed uno come Paulo Dybala, pare evidente, tra le stelle deve stare.
Non ci resta che sperare e, perché no, pregare affinche possa continuare a brillare di luce propria.
Perché di quella luce, ne gode lui, ne godiamo noi, ma soprattutto ne gode la Juventus.

Cinzia Perruccio

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