I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

La squadra, dopo l’ultima sosta per le nazionali non sembra ancora aver ritrovato quel piglio eccellente con cui aveva giocato in precedenza, culminato con la vittoria di San Siro.
Al di là dei risultati di misura, sono proprio le prestazioni a lasciare un po’ perplessi, è come se ci trovassimo in una fase di stallo in cui non riusciamo a riprendere il filo interrotto e a fare lo step successivo.
Secondo te è più una cosa mentale o anche fisica dovuta ad una certa stanchezza dei giocatori, oppure questa poca lucidità è derivante anche da alcune assenze e da una difficoltà maggiore nel trovare trame di gioco ficcanti?
Sarri ieri ha detto che per caratteristiche Ronaldo e Dybala non prediligono un attacco a 3 (con buona pace di chi crocifiggeva Allegri per questo) ma che potremmo giocare con Costa trequartista, magari proprio accanto alla Joya dietro la prima punta CR7.
Che ne pensi? Soluzione affascinante e credibile oppure non possiamo prescindere da Higuain come terminale offensivo?

E’ un momento un po così e anche Sarri lo ha capito benissimo, oso dire lo aveva anche previsto. Non dicendolo pubblicamente, ma anche il Mister sapeva bene che ci sarebbe voluto del tempo per vedere la “sua” squadra con i “suoi” meccanismi. La Juve, dopo la vittoria contro l’Inter, è apparsa un po’ involuta, produce molto ma segna poco, ad ogni mezzo tiro subito prende gol, lo sviluppo della manovra non appare troppo fluido, e soprattutto, in queste settimane, appare come una compagine che va a ritmi blandi, e fa fatica a invertire la rotta dei match e ad accelerare e chiudere i risultati. A parere mio, tutte queste problematiche hanno più matrici, una fisica, derivata dai tanti infortunati, con turni extra per alcuni giocatori. Un aspetto d’attenzione, mostrato sia con Lecce e Genoa, che va risolto in fretta, non sottovalutando l’avversario e mettendo cattiveria e cinismo sottoporta come accaduto a Lecce. Mettiamoci poi gli infotunati che devono rientrare un pò alla volta e una condizione di alcuni giocatori chiave non brillantissima. Il calendario impegnativo che vede la Juve in campo ogni tre giorni non facilita, ma fa parte del gioco. Sarri dovrà essere molto bravo in questo frangente, sia sotto il punto di vista psicologico, sia nel portare in condizione tutta la rosa, continuando a fare risultato. Una Juve non eccellente ma che è in testa nelle due competizioni, ha bisogno di elevare il proprio gioco, la velocità d’esecuzione e portare a regime ciò che chiede il Mister. Anche Buffon ha dichiarato che la vera Juve si vedrà tra un paio di mesi, ciò che tutti ci attendiamo è una squadra che continui a crescere, chiudendo le partite e subendo meno dietro. Ora si dovrà vedere, ancor di più la mano e i consigli dell’allenatore. Ma se una Juve così continua a vincere, chissà cosa accadrà quando tutto andrà al meglio, a livello di forma, reattività e sincronismi. Insomma si deve essere ottimisti.

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Sabato ci aspetta il derby. Contro un Toro ferito e scosso.
Peggiore avversario non ci poteva essere perché venderanno l’anima al diavolo per batterci oppure la truppa di Mazzarri è in rottura prolungata e meglio sfidarli ora che sono in palese crisi e con i nervi scoperti?

Il derby è una partita sentita e diversa. Pare una frase fatta, ma spesso si verificano cose anomale, lo dice ampiamente la storia. Il Torino è in grossa crisi di risultati, 2 sconfitte e un pareggio nelle ultime tre gare, con i granata in ritiro per preparare al meglio la stracittadina. Il calendario è bello per questo, perchè pone di fronte due squadre che, per motivi diversi, non attraversano un momento lucente, ma la Juve dovrà far valere il suo potenziale enorme e superiore, giocando sui difetti della truppa Mazzarri e facendo attenzione a non prestare il fianco in difesa. Mi auguro una gran bella gara con connotati tecnici, tattici, di grinta e calcio di livello. Juve favorita, ma l’attenzione dovrà essere al massimo per Ronaldo e compagni, per il Toro questa è la partita dell’anno.

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Siamo nella fase finale per l’assegnazione del Pallone d’Oro, l’ultimo mese prima dell’assegnazione ufficiale.
Si vocifera di un cristiano Ronaldo seriamente candidato a vincere il suo sesto trofeo personale.
A tyi avviso sarebbe giusto premiare lui che ha conseguito vittorie nazionali nel club e internazionali con la rappresentativa portoghese, oppure sarebbe più giusto concentrarsi sui, giocatori dei Reds vincitori della Champions League?

Non amo particolarmente questi premi, in verità, anche se il Pallone d’Oro ormai è assurto mediaticamente a simbolo calcisitco. Ronaldo non ha fatto bene solo nella sua nazionale, ma ha vinto con la Juve due trofei come SuperCoppa e campionato italiano. Certo, il Liverpool si è seduto sul trono d’Europa con giocatori di grande caratura, penso a Salah, Van Djik e Manè. Dipenderà tutto dalle votazioni dei colleghi chiamati ad esprimere un parere, e dipenderà dalla bilancia mediatica dove vorrà andare a parare. Ronaldo potrebbe farcela, con la dodicesima nomination consecutiva per ottenere il premio. Cifre mostruose che delineano la figura di un fuoriclasse unico. Lo dico sottovoce, penso che verrà premiato un giocatore dei Reds, se poi dovessi sbagliarmi ne sarò felicissimo.

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