Voli Pindarici

I coriandoli di Miralem Pjanic

“Io vorrei vedere Pjanic giocare 150 palloni a partita, poi però bisogna organizzare tutta la squadra perchè ciò avvenga.”
Non era solo un mio desiderio, nemmeno quello tuo, che stai leggendo.
Ma, sono semplicemente le parole di Maurizio Sarri, nella conferenza Stampa d’esordio, quando con uno spoiler bello e buono, aveva anticipato quello che sarebbe stato il leader di questa nuova Juventus.

Il miglior Pjanic di sempre, si.
Ha superato se stesso, i suoi precedenti numeri, le sue prestazioni passate.
Sembra resettato, formattato, svuotato dei vecchi fantasmi, rimesso a nuovo, funzionante come non mai.

Nelle scorse partite, leggendo commenti qua e là tra i vari social, nei gruppi che riuniscono Juventini di vario genere, ho letto frasi del tipo: “Ero quasi commosso, riusciva a verticalizzare”.
Beh, comprendiamo la commozione.
Perchè, Miralem, quello dell’Era Allegri, sembrava una stella poco luminosa. Costretto forse ad abbassare i ritmi del Match a gestire il gioco ragionando, con poca impulsività.
Avete presente quei tubi spara coriandoli colorati?
Che sei pronto a far scoppiare appena il festeggiato si avvicina e puntualmente, sul più bello, non riesci a far funzionare?
Ecco.
Da lui, ci aspettavo tanto, troppo, che riuscisse a diventare un punto di riferimento.
Che al momento giusto, esplodesse, ci stupisse, come tanti coriandoli colorati che spuntano all’improvviso.
Spesso invece, era discontinuo, e ad un’ottima prestazione seguivano quelle pessime.

Ma, torniamo ad oggi, a questa musica completamente cambiata.
Ogni azione, passa dai suoi piedi, questo gioco, più offensivo, gli permette di assumere un ruolo fondamentale, tramite lui nascono veri e propri assist per i vari Ronaldo, Higuain, Dybala, un esempio è proprio il gol di quest’ultimo contro l’inter mandato in rete da un lancio di Miralem.
Non si deve nemmeno sottovalutare l’immenso lavoro del calciatore in fase difensiva, la maggior parte dei palloni che Pjanic tocca infatti, sono giocati da un recupero palla.
Ogni volta che c’è da aggredire gli avversari, sempre in maniera elegante e senza rischiare, riesce a sottrarre il possesso e far ricominciare il gioco della Juve.

Tre i gol del Bosniaco segnati fin qui. Nessuno su punizione.
A sorprendere non sono solo le reti, perchè Pjanic ci ha abituati ad un massimo di cinque/ sei gol stagionali, ciò che sorprende è che questi non siano arrivati tramite una sua innegabile specialità: il calcio di punizione.
Le punizione sembrano essere ormai proprietà privata di un certo Cristiano Ronaldo, spesso con scarsissimi risultati onestamente, ma questa è un’altra storia…
Segna su azione, gol per nulla semplici e soprattutto reti decisive, come l’ultima contro il Bologna sabato scorso. Che dire decisiva, forse è poco.
Citando le sue stesse parole: “Sta per iniziare la stagione NBA e io continuo a lavorare sul tiro da tre…punti.”
Eh si, perchè anche questo Pjanic social ci piace un casino!
Vi invito caldamente a seguire il suo profilo Instagram, ne vedrete delle belle.

Anche nella partita di ieri, contro il Lokomotiv Mosca, Pjanic gioca con spensieratezza, leggerezza, trova sempre idee di gioco, sembra ispirato e pensate un po’, indispensabile.

La strada da fare è ancora lunga, questa è una Juve in costruzione, che passo dopo passo sembra spingersi verso un gioco diverso, quello che porta la firma di Maurizio Sarri e proprio le aspettative di quest’ultimo il nostro Miralem Pjanic sembra non averle tradite.
Questa Juve, sembra dipendere dalla SUA rinascita o meglio, sembra proprio appartenergli.

E noi speriamo possa continuare così, che rimanga sua ancora per molto tempo, perchè: “Fino alla fine lo scriviamo ovunque, non dimentichiamolo mai.”
Cit. Miralem Pjanic

Cinzia Perruccio

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Un pensiero riguardo “I coriandoli di Miralem Pjanic”

  1. Pjanic non verticalizzava con Allegri perché Allegri gli chiedeva di giocare diversamente. Per allegri il regista gestisce da dietro il gioco, è il raccordo tra difesa e trequarti, e in particolare con il trequartista. Secondo me se avessimo avuto un regista puro, Pjanic avrebbe giocato meglio come trequartista con Allegri, e avrebbe verticalizzato. Oppure se avessimo avuto un trequartista, che Allegri cercava in Dybala. Il gioco di Sarri è diverso, o si va avanti con verticalizzazioni, oppure con triangoli stretti, e Pjanic in entrambi i casi sa fare il suo. Per questo Pjanic è più centrale nel gioco d’attacco della Juve con Sarri. Lui è il cervello della squadra, mentre per Allegri la squadra doveva averne due di cervelli, un regista arretrato e un trequartista. Ma Sarri, giocando molto più corto, non ha bisogno di due cervelli.

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