I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Questa sosta per le nazionali ha portato la qualificazione della compagine azzurra a euro 2020 con ben tre giornate di anticipo. A bocce ferme e senza rancore, quanto merito è attribuibile ai ragazzi e quanto a mister Mancini?
E, di conseguenza, quanta colpa attribuibile ai giocatori e a mister Ventura per il fallimento che ha portato l’Italia all’esclusione clamorosa dagli ultimi mondiali?
O magari… È stato solo il girone ad essere poco impegnativo in questo caso?

Mancini non è certamente il mio allenatore preferito, ma gli va dato atto di aver fatto un ottimo lavoro. Non era facile riprendere un filo vincente dopo la vergogna perpetrata da Ventura e la sua Nazionale: un’esclusione storica che ha fatto epoca. Mancini ha dato un gioco agli azzurri, ha vinto 8 partite consecutive, 9 con un’amichevole, ha portato la Nazionale a staccare il pass per Euro 2020 con tre turni d’anticipo. Insomma missione compiuta, valorizzando giovani, applicando un gioco efficace, senza isterismi e dando un’occhio alle novità fuoriuscite dal campionato. Certo, il girone non era complicato, ma l’Italia le ha vinte tutte e nel calcio moderno dare per scontato qualcosa, significa andare incontro a brutte figure: pensiamo ai campioni del Mondo della Francia, sconfitta in Turchia e solo un pari in casa, o all’Inghilterra battuta in Repubblica Ceca. Nazionali più forti della nostra, ad oggi, ma cadute clamorosamente. Mancini e i suoi ragazzi sono attesi da match probanti agli Europei, e sarà molto interessante seguire gli azzurri, per capire quali potenzialità avranno con squadre più forti e quotate. In quanto a Ventura, purtroppo i risultati hanno parlato chiaramente, una gestione non proprio illuminata, ammutinamento di giocatori simbolo e una Federazione debole, con Tavecchio in testa, incapace di gestire una situazione, prima fattasi bollente, e poi drammaticamente fallimentare. La Nazionale di oggi, almeno da questo punto di vista, sembra non mostrare crepe.

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7 gare in 22 giorni.
Questo è il programma che attende la truppa di Sarri. Chiellini escluso, purtroppo, speriamo di avere a disposizione l’intera rosa.
Il mister punterà a poche modifiche dell’undici titolare o ci sarà un turnover più massiccio rispetto a questa prima parte dove forse ha cambiato più per esigenze obbligate dagli infortuni che per scelta tecnica?

Si riparte con un tour de force, ma è bello rivedere la Juve giocare ogni tre giorni. Immancabilmente Sarri, vista la frequenza delle gare, dovrà ricorrere a rotazioni, magari non subito, nelle prime due partite, poi a seconda del rientro degli infortunati, avrà modo e occasione per fare turnover. Rientrano Danilo, De Sciglio, D. Costa. Ramsey al momento è ancora in bacino di carenaggio, ma sono tutti uomini importanti e troveranno posto, senza contare che mi attendo uno scatto in avanti da chi ha giocato meno, vedasi Emre Can e sopratutto Rabiot, senza dimenticare Rugani che non è ancora sceso in campo un minuto. Insomma, Sarri avrà modo di gestire al meglio sforzi e presenze anche questa volta, a seconda del grado di salute e forma dei ragazzi a sua disposizione, mantenendo intatta l’identità di squadra e cercando di mantenere la striscia di risultati positivi, che pongono la Juventus come capolista in campionato e nel girone di Champions.

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È un caso molto delicato e spinoso, che ha tante implicazioni extracalcistiche, e noi stessi abbiamo affrontato il tema solo una volta in questi giorni per non sovraccaricare l’atmosfera, però ci piacerebbe sapere il il tuo punto di vista sul “caso Demiral”, tra l’altro tra i migliori in campo nelle due eurosfide giocate dai turchi.

Il caso esultanza dei giocatori turchi è delicato e sappiamo tutti perchè. Demiral è un ottimo giocatore ma fa parte del complesso più ampio della sua nazionale, io parlerei di “caso Turchia”. Quando si verificano fatti di questa pesantezza e rilevanza, sono le istituzioni del calcio mondiale a doversi far carico delle situazioni e decidere in merito. Io mi attendevo già un pronunciamento di Uefa e Fifa, in maniera rapida, per evitare un sovraccarico di polemiche e fattori mefitici che creano disagio. Non capisco cosa stiano attendendo le istituzioni del calcio europeo e mondiale, oggi tutto va a velocità decuplicata rispetto a qualche decade fa, e le decisioni in merito ad una situazione spinosa come questa, purtroppo con due paesi alle armi, va presa in esame subito e risolta con altrettanta velocità e chiarezza. Il calcio è un fattore che veicola innegabilmente messaggi, tutti universalmente seguono questo sport, non si può più attendere per un pronunciamento ufficiale. Tutto questo ritardo mi lascia alquanto perplesso e contrariato. Quando insorge una violazione va subito accertata, considerando anche il grave problema umanitario presente, il calcio un suo segnale lo deve dare. Subito.

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