"Il Fazioso"

10 Cose da fare dopo la vittoria dello scudetto da parte dell’Inter

Purtroppo, le previsioni catastrofiste da parte di molti tifosi juventini si sono materializzate, nonostante si sia soltanto alla terza giornata.

L’Inter è ormai avviata verso la netta vittoria dello scudetto, forte di un allenatore capace di vincere sempre e ovunque, a prescindere dalla qualità della rosa. Conte, in pratica, sta riuscendo nell’impresa di vincere lo scudetto con una squadra che hai in rosa gente come Candreva, Ranocchia, D’Ambrosio e compagnia bella. Dispiace…

Per noi juventini è una brutta batosta. Volevamo la Champions, certo, ma volevamo anche il bel giuoco, senza infortuni e fregandocene se, per un anno, lo scudetto fosse finito ad una nostra avversaria.

O meglio, ALCUNI juventini la pensavano così. Non io. Io volevo arrivare a 20 scudetti consecutivi, fregandomene del bel giuoco e di ricevere i complimenti esaltati di Adani. E la Champions, purtroppo, sarebbe restata ancora un sogno, fintanto che la società Juve non avesse ulteriormente aumentato la propria forza economica nei confronti delle rivali più forti. Ma pazienza, me ne farò una ragione…

Ecco, allora, 10 cose da fare durante questo finale di campionato in cui sarà sancita la vittoria dell’Inter:

  1. Godersi le conferenze stampa di Sarri e Conte, due allenatori diversi ma uguali;
  2. Chiedersi come mai anche con Sarri i giocatori si infortunano a ritmi spaventosi e si giocano partite agghiaccianti come quella di sabato a Firenze (spoiler: forse non dipende dall’allenatore? Forse non sempre è possibile giocare bene, specie dopo le soste?);
  3. Godere della cessione di “paracarro” Mandzukic, uno dei motivi per il quale la Juve non ha vinto la Champions in questi anni;
  4. Non litigare più con i colleghi interisti, che finalmente hanno ritrovato l’entusiasmo e non vogliono più alzarvi le mani solo perché li prendete per i fondelli da ottobre a maggio;
  5. Chiedere scusa a tutti quelli che dicevano che la Juve avrebbe dovuto a tutti i costi prendere Conte, nonostante sia un noto paraculo che pensa solo ai propri interessi e che è pronto a scappare dinanzi alle prime difficoltà (purché ci sia un buon contratto ad aspettarlo);
  6. Non criticare MAI Douglas Costa, perché quei 20 minuti ogni 3 partite in cui riesce a giocare, è un giocatore straordinario. Bisogna solo aspettarlo.
  7. Portare, finalmente, tua moglie all’Ikea, cercando di spiegarle che un armadio lungo 2,40 metri nella Panda di famiglia non ci entra neanche ribaltando i sedili posteriori;
  8. Non bestemmiare ogni volta che tua suocera ti invita a pranzo quando la Juve gioca alle 12,30, o quando si decide di fare la cena con la classe del liceo proprio il sabato sera in cui si gioca il derby;
  9. Guardare i programmi sportivi con serenità, godendosi un campionato finalmente regolare, onesto e con un bel gioco, con tanti bei 4-3 e 11-10 che piacciono tanto ai nostri cronisti. E non dover più ascoltare Bergomi che, dopo una vittoria della Juve nei minuti di recupero, afferma: “Sono davvero dispiaciuto, Fabio“.
  10. Andare al centro commerciale per scegliere il nuovissimo tv 4k OLED per gustarsi al meglio i gol di Ronal…. ah, no. Questo no.

Possiamo quindi, cari colleghi di tifo, fare tantissime cose durante questo triste campionato, appena cominciato ma già terminato. Possiamo viverla con serenità o con rabbia. Possiamo cercare i colpevoli, Paratici, Nedved, Agnelli, Sarri, Bernardeschi, oppure, semplicemente, accettare di non essere invincibili. Solo alla Playstation chi è più forte vince sempre…

Oppure possiamo, con serenità, imparare a usare il cervello, comprendendo che i cambiamenti nella filosofia di gioco richiedono tempo, che la Juve ha iniziato bene ma non benissimo, esattamente come capitava negli anni precedenti, che l’Inter imbattibile (che ha sconfitto, spesso a stento, le corazzate Lecce, Cagliari e Udinese (due delle quali a San Siro) è solo un desiderio di tutta l’Italia non juventina e che basterebbe guardare la rosa delle due compagini per comprendere come, alla fine, a vincere lo scudetto (che, a quel punto, diventerà uno scudettino) saremo sempre noi.

E se anche non dovesse andare così per un anno, dopo 8 stagioni trionfali, si potrebbe concludere con un: “sticazzi“. Io son tifoso, e tifo quando si vince, quando si perde e quando si pareggia…

Emiliano Faziosi https://twitter.com/emilianofaziosi

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3 pensieri riguardo “10 Cose da fare dopo la vittoria dello scudetto da parte dell’Inter”

  1. È sempre bene ricordare ciò che questo articolo ricorda: anche le squadre più forti, più imbattibili, più vincenti di qualsiasi ciclo o epoca sportiva, non sono riuscite a vincere tutte le partite. E tutte hanno avuto passaggi a vuoto in terre di conquista come gli stadi di provincia. Tutte hanno avuto flessioni, passaggi in cui erano irriconoscibili… penso al grande Milan di Sacchi, che a fronte di tante Champions ha vinto molti meno scudetti. A dimostrazione che puoi essere imbattibile quanto vuoi, ma pareggi e sconfitte fanno parte dello sport come stanchezza e affaticamento e infortuni fanno parte dell’allenamento costante. E i passaggi a vuoto, anche quelli ci sono. Ogni grande vittoria passa da pareggi e sconfitte, che ci ricordano che no, non esiste una squadra imbattibile in assoluto, ma esiste quella imbattibile a fine anno. Ricordo, anche se non farà piacere a molti, che una imbattibile era l’Inter di Mourinho. Che ha vinto Campionato, Coppa Italia, Champions, poi con Benitez Supercoppe e mondiale per club. Tutto, ha vinto tutto. Eppure in questo anno e mezzo in cui ha vinto tutto non ha vinto tutte le partite. Non ha brillato sempre. Sono uomini, non macchine. Lo sono loro, i giocatori, lo siamo anche noi tifosi. Ed è per questo, forse, che se in mezzo a 15 vittorie c’è un pareggio scialbo, che se in mezzo a 8 scudetti e 4 Coppe Italia ci sono alcune partite brutte, noi tifosi ce la prendiamo tanto sparando strali contro tutto e tutti. Come un calciatore accetta il pareggio, dovremmo farlo anche noi. Almeno chi ha giocato a calcio, fosse anche in campionati minori. Gli altri, forse, non possono capire.

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