#NonSoloJuve

Berrettini guida la rinascita

Correva l’anno 1976, la Juventus regala lo scudetto ai terribili cugini granata.
In una finale di stagione da tregenda.
Ultimo scudetto del Toro.
Sono trascorsi 43 Anni.
Come dall’ultimo trofeo Slam di un tennista italiano. Il Panatta, gran talento in campo, come al night club, come in cucina.

Ci sono riuscite le donne, con Schiavone e Pennetta. Più varie finali perse con Errani e Vinci e Schiavone bis. Tra Parigi e Flushing Meadows. Nell’epoca d’oro del nostro tennis in gonnellina.

Terminata questa fase, pare sia finalmente giunto il momento delle racchette degli uomini.
Matteo Berrettini, dopo tre buoni titoli ATP, è atteso nella notte dalla semifinale contro quell’indistruttibile maiorchino di Manacor. Quel Rafa Nadal, che seppur lontano dall’adorata terra rossa, su di un cemento che mette continuamente a rischio le sue ginocchia, è nettamente favorito.
Berrettini dovrà compiere un autentico capolavoro, le possibilità sembrano poche. Pochissime.
Nadal, in contumacia degli altri due Re del tennis, non può lasciarsi sfuggire il quarto successo a NY. Medvedev Psycho permettendo, dall’altra parte del tabellone.

Dal 1977, primo anno di dinastia Trap, un italiano non giungeva a simil traguardo.
Fu Barazzutti, nell’ultima edizione di terra verde per lo Slam a stelle e strisce.
Sconfitto dal Satana buono. In una partita entrata nella leggenda per l’episodio dove Jimbo Connors si arbitra da solo. Passa dall’altra parte della rete e cancella il segno della pallina, che lo vedeva in difetto.
Mitico Jimmy.

Non so come andrà il match, Berrettini è il prototipo del tennista moderno. Gran servizio, dritto a sventaglio pesante come uno scaldabagno. Ottimo atleta, fisico imponente ma abile negli spostamenti.
Belloccio, fidanzato con una delle ex di Kyrgios (aiuto al prossimo scontro) sarà presto un testimonial dello sport italiano.

Non sarà il solo esponente del nostro movimento tennistico.
In quarantena Cecchinato, che non vince più un match dopo l’exploit del Roland Garros, in una crisi più mentale che tecnica.
Fognini, il decano, genio e sregolatezza, che ci ha riportato un top ten che mancava dalla notte dei tempi, proprio quelli dei menzionati Panatta e Barazzutti.
Lorenzo Sonego, torinese e torinista. Il meno talentuoso, solo perché gli altri ne hanno in abbondanza. In altri periodi ci saremmo baciati i gomiti.

Finiscono la serie i minorenni Musetti e Sinner. Protagonisti degli junior anche sotto età.
Se il secondo non lotterà per la vittoria negli Slam ne sarei molto sorpreso. Già Wawrinka ha potuto rendersi conto della solidità tra i grandi dell’altoatesino.
Avremo occasione di parlarne.
L’attualità tocca a Matteo Berrettini.
Abbiamo un appuntamento, nella notte italiana, con la rinascita del tennis del Bel Paese, grazie ad un gruppo di giocatori mai visto.
O quasi…

Daniele Mulazzani

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