Voli Pindarici

“Niente voglio e niente spero ca tenerte sempe a fianco a me.”

Quando siamo a casa, in quel posto che sentiamo nostro dove abbassiamo le difese, siamo comodi e possiamo essere davvero noi stessi riusciamo ad esprimerci davvero.
Ecco, Gonzalo quando si sente a casa gioca così, lascia sul posto quel difensore da 450 milioni di euro e segna un Gol meraviglioso.
Il sesto contro il Napoli da quando o core ‘ngrato non indossa più la maglietta azzurra.

Non serve ricordare ciò che è stato.
Non serve ricordare la sensazione di totale liberazione, il cuore che sembrava uscire dal petto, le nostre urla di gioia incessanti al terzo gol, in rimonta, contro l’inter.
Quella sera che sembrava tutto perduto.
Quella sera che non serve raccontare, che ancora chiudendo gli occhi sembra tutto così vicino.
Quella sera tutte le cose belle portano la sua firma.
Una notte da “Minchia, è stata una montagna russa” pure quella.

“E’ decisivo solo quando non conta”
Non serve ricordare come abbia smentito totalmente anche queste accuse.
Gol dopo nove minuti, al suo primo ingresso, contro la Fiorentina, alla prima di Campionato. Giocatore determinante per tutti i trofei vinti a Torino, per tutti i traguardi raggiunti attraverso prestazioni sontuose e gol davvero importanti.
Dalle reti contro il Napoli a quella contro il Monaco, alla prestazione sensazionale di Wembley.

“Mercenario”
Sì, quando Gonzalo Higuain arrivò alla Juventus, fu accusato di seguire il profumo della carta stampata, di lasciarsi alle spalle l’unica squadra del suo cuore, di essere un traditore.
Trovò immediatamente il metodo migliore per liberarsi di tutto ciò diventando, semplicemente, uno Juventino vero.
Ho visto pochi calciatori attaccati alla maglia, ai tifosi, ai suoi tifosi, come lui.
Nell’abbraccio simbolico verso la curva in estasi per un suo gol, non dimenticandosi mai dei suoi compagni, di tutti quelli che non hanno mai smesso di supportarlo, ma soprattutto, sacrificandosi fino alla fine, soffrendo dentro per tutti quei palloni che non volevano saperne di entrare, continuando a rincorrere avversari, continuando a lottare a crederci per onorare la maglia.

“Un pacco di cui liberarsi”
Sembra assurdo che sia, improvvisamente, diventato questo.
Un macigno, un peso, un pacco di cui liberarsi.
Il Calcio, spesso, è uno sport ingrato.
E’ arrivato Cristiano Ronaldo, non c’era più spazio, c’era bisogno di fare cassa, le offerte tardavano ad arrivare.
E così ci fu il Milan. Altri scenari.
Ma, poco importa per un tifoso tutto questo.
Una tifosa come me, uno come Gonzalo Higuain, non lo può dimenticare.
Ho sperato che potesse indossare ancora i colori che amo, perchè semplicemente dalla Juve passano tanti Campioni, ma uomini come Gonzalo lasciano un segno indelebile.
Uno di quelli che fai fatica a lavare via.
Un calciatore a cui, con estrema sincerità, puoi augurare solo e ancora il meglio.

Le sue parole, quelle del post partita, fanno ancora di più tremare il cuore.
“Ho sempre avuto intenzione di rimanere. Sono attaccato a questa maglia, a questa squadra, a questa società, a questi tifosi.”
E allora Gonzalo questa è casa tua, tu sei uno di noi.
Non importa se ci sono stati viaggi più o meno lunghi a tenerci lontani.
E qualora le nostre strade dovessero separarsi ancora una volta, non importerà neppure quello.

Perchè tu sei tu, solo con quella mano sullo stemma giusto.
E perchè, certi legami hanno la forza di rimanere tali per sempre.

Cinzia Perruccio

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