"Il Fazioso"

La lucida scalata della Juve ai top club europei che bimbimin***a e social-Guru non riescono a comprendere

Nell’era dei social, la memoria è sempre corta, troppo corta, anche quella a breve termine.

Ci si dimentica non solo di quel che è accaduto 10 anni fa, ma anche quel che è capitato il giorno prima.

L’anno scorso, la Juve acquistò il più grande calciatore del mondo a metà luglio, e agli inizi di agosto il tifo bianconero piangeva disperatamente la dipartita di un certo Caldara, di cui oggi non si sa neanche se sia ancora un tesserato FIGC.

Quest’anno, a inizio calciomercato la Juve si è presa il giovane più ambito d’Europa, tal Matthijs de Ligt, oltre allo svincolato di lusso Aaron Ramsey. Poi, Rabiot, Demiral, Danilo. Il tutto, a fronte della cessione di Cancelo, Kean e Spinazzola.

Io, da tifoso ingenuo e poco competente, faccio un ragionamento basilare: eravamo la squadra più forte d’Italia, e di gran lunga, e abbiamo sostituito dei giocatori con alcuni decisamente più forti (Cancelo a parte, ma ne parlerò dopo). Le altre, le nostre temibili concorrenti, hanno comprato qualche pezzo grosso, molto grosso (Lukaku) e pochi veri titolari, eppure, sembrano aver colmato il gap che le separa da noi. Sì, certo, c’è il fattore Conte, un grande tecnico, che, però, non ha il potere di annullare una distanza di 21 punti. Ma è un mio parere e so che tanti si stanno già cagando sotto per una squadra che gioca con Ranocchia, Candreva, Asamoah, D’Ambrosio…

Ci sono gli esuberi certo, che per ragioni contabili sarebbe meglio piazzare, ma quando queste eccedenze sono degli ex titolari i cui nomi sono Khedira, Matuiti, Higuain e Mandzukic… diciamo che non c’è molto di cui preoccuparsi. Ma sono io che sbaglio, probabilmente…

Perché, però, i nostri cari guru social, sono così preoccupati per il presente, e anche per il futuro della Juventus?

Perché criticano le scelte della dirigenza, passata, presente e futura, senza rendersi conto di ciò che si sta realizzando, anno dopo anno?

La memoria corta, dicevo all’inizio, è la causa di tutto.

Il non capire chi eravamo fino all’altro ieri e non capire chi siamo oggi e in quale contesto ci troviamo a competere.

Dominare in Italia sembra scontato, ma non lo è. Inter e Milan partivano da posizioni di forza (fatturato superiore in particolare dal lato commerciale, titoli vinti di recente, in Italia come in Europa). Eppure, è stato fatto e basta guardare i numeri (che non mentono mai e non sono soggetti a opinioni) per capirlo.

Poi, c’è l’Europa. Ci sono i fatturati delle big europee e anche l’appeal del nostro campionato.

Fare confronti con i mitologici “anni di Moggi” è stupido, perché è cambiato il mondo del calcio, da allora. La Serie A non è la Terra Promessa ma è periferia. La Juventus incassa 85 milioni circa in diritti tv, laddove il City ne incassa 150 milioni (di sterline)! (fonte: https://www.calcioefinanza.it/2019/05/23/ricavi-diritti-tv-premier-league-2018-2019/ ).

Forse a troppi sfugge il fatto che l’Huddersfield Town abbia incassato, la scorsa stagione, 96,6 milioni di sterline. La faccio più facile: l’ultima delle squadre della Premier incassa, in diritti tv, molto più che la prima della Serie A.

Ma solo io ricordo quando i calciatori non volevano venire alla Juve nonostante vincesse regolarmente lo scudetto, a causa del suo scarso appeal (durato almeno fino alla finale di Champions di Berlino)? Si parla di pochi anni fa, non di decenni…

Molti tifosi della Juve, guru compresi, pretendono la Champions, ma lo fanno come lo farebbero dei bambini che chiedono la Playstation al papà disoccupato…

Dimenticano che per provare a raggiungere le squadre che fatturano di più in Europa è necessario fare dei miracoli. E i miracoli li stanno facendo sul serio, i nostri dirigenti.

Li stanno facendo acquistando Cristiano Ronaldo e, forse, ancora non si comprende cosa questo stia significando. Perché certo, se uno ha un minimo di lucidità rimastagli dalle bottiglie di Ichnusa non filtrata bevute questa estate, capisce che l’effetto Ronaldo è stato formidabile per l’appeal della Juve. C’è la crescita nei social. C’è l’aumento del contratto con l’Adidas (Jeep, batti un colpo!). C’è l’aumento delle magliette vendute in tutto il mondo. Ci sono i giocatori che, oggi, desiderano giocare nella Juve perché c’è Ronaldo…

Ma i più svegli dovrebbero comprendere che la dirigenza Juve per comprare Ronaldo ha fatto uno sforzo immane. Perché 100 milioni di cartellino e 31 milioni netti l’anno sono una cifra che la Juventus che campa di parametri zero non si sarebbe potuta permettere. Eppure, l’ha fatto.

C’è sempre un prezzo da pagare, però. Certo, oggi è difficile liberarsi di Khedira, di Matuiti, di Mandzukic, di Higuain. Ma forse ci si dimentica che questo è il prezzo che abbiamo dovuto pagare per poterceli permettere. Per poterci permettere una squadra che, partendo dal dodicesimo fatturato europeo, ha disputato due finali di Champions in 3 anni. Giocatori acquistati in età avanzata, ma già pronti per poterti garantire certi risultati. La Juve non è l’Ajax, occorrerebbe ricordarcelo, di tanto in tanto.

Giocatori presi spesso a parametro zero, in cambio di contratti lunghi, poi, certo, inspiegabilmente rinnovati.

Giocatori pagati più del necessario, come nel caso di Higuain. Ma questa è una valutazione col senno di poi. Alla Juve serviva un centravanti top in Europa e l’argentino era un dei 3 più grandi, e l’unico che potevamo davvero comprare perché aveva il cartellino con il prezzo sulle spalle (leggasi: clausola rescissoria).

Tutti questi fattori portano alle problematiche della Juve di oggi. Una società che, per permettersi di affacciarsi ai piani alti, deve, di tanto in tanto, liberarsi di qualche pezzo pregiato (Cancelo, forse Dybala). E che, per evitare di liberare a costo zero la zavorra, come faceva Marotta, sta provando a vendere i giocatori a prezzi di mercato anche se sono esuberi, ma non è facile.

Ma, non dimentichiamolo, questa è la società che ha tesserato Cristiano Ronaldo e che ha una squadra che solo gli stolti possono paragonare, anche lontanamente, a Inter e Napoli.

Da Higuain a Ronaldo, passando per De Ligt, la Juve è la società che prova a comprare i giocatori più forti sul mercato, al punto che anche le voci, folli, di un possibile interessamento per Neymar non vengono più bollate come bufale neanche da Zazzaroni…

Certo, questo è un po’ l’anno zero: non c’è più Marotta. Non c’è più Allegri. E si sono sommati un numero importante di esuberi pesanti per il mercato e anche per la tranquillità della rosa.

Problemi risolvibili nei prossimi anni, a patto di capire che siamo competitivi con United, City, Real, Barcellona e Bayern solo a livello di followers sui social, non a livello di fatturato. Questo occorre tenerlo in considerazione.

Ci vorranno anni prima che la Juve possa permettersi di acquistare solo giocatori giovani e forti e dovremo accontentarci di qualche trentenne in cerca dell’ultimo contratto o di parametri zero che, quando e se vorremo venderli, potrebbero essere dei nuovi esuberi alla Matuidi o Khedira.

Ma il Presidente Agnelli ci ha promesso di diventare sempre più grandi e io ho l’ingenuità di credergli. Non avendo però più 12 anni da un pezzo, ho però la consapevolezza che il percorso sarà irto di ostacoli e di sacrifici. Solo i bambini pensano che si possa ottenere tutto e subito. Ecco, solo i bambini, appunto…

Emiliano Faziosi @emilianofaziosi

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