STORIE DI CALCIO

L’ultimo trofeo europeo della Juve? Vent’anni fa con…Ancelotti

A sei giorni da un anticipatissimo Juve-Napoli di fine agosto, stavo facendo una riflessione che per quanto può sembrare amara è una triste realtà: proprio con l’attuale tecnico del Napoli arrivò vent’anni fa l’ultimo successo europeo della Juve: era la non proprio remunerativa Coppa Intertoto, un trofeo estivo che qualificava alla Coppa UEFA tre compagini rimaste fuori dal giro che conta e che avevano questa possibilità con questi turni estivi. La Juve la vinse il 24 agosto 1999 dopo il 2-2 a Rennes nella finale di ritorno, abbinato al 2-0 dell’andata. Trofeo che fece stabilire alla Juve il primato di essere l’unica ad aver vinto tutti i trofei di marca UEFA a cui aveva partecipato, in quella che resta l’unica (per fortuna) partecipazione a questa manifestazione, abolita nel 2008.

PROLOGO – Per arrivarci, la Juve era reduce dalla più disastrosa stagione della gestione della Triade: ad inizio novembre del 1998 la Juve era in testa al campionato con propositi di tris. Poi il grave infortunio di Del Piero ad Udine e la Juve che cola a picco, scivolando a metà classifica al giro di boa. A Lippi, ormai dato come futuro allenatore dell’Inter, la situazione non è più in controllo, e dopo un tonfo interno col Parma, rassegna le dimissioni, chiudendo nel peggior modo un’era di successi avviata nel 1994. Viene così chiamato con qualche mese di anticipo Ancelotti, designato come successore di Lippi dalla stagione successiva. La Juve si rimetteva parzialmente, ma riusciva a risalire solo fino al quinto posto, perdendo anche la Champions League dopo un’incredibile rimonta subita dal Manchester United in semifinale. A fine campionato arrivava a pari punti con Roma ed Udinese dietro alle quattro qualificate per la Champions (Milan, Lazio, Fiorentina e Parma). La Roma, avanti nella classifica avulsa,si qualificava direttamente alla Coppa UEFA. Serviva quindi lo spareggio tra Juve ed Udinese, da fare in quattro giorni: all’andata ad Udine fu 0-0, nel ritorno ad Udine fu 1-1. I friulani andavano così in UEFA, la Juve, per non restare fuori, decise di iscriversi all’estiva Intertoto.

IL TORNEO – La Juve lasciava anche il Delle Alpi: per la coppa affittò il Manuzzi di Cesena come impianto casalingo convinta di raccogliere di più come incasso, giocando anche sul turismo in una città balneare d’estate. Come inizio venne sorteggiata nel terzo turno preliminare ai romeni del Ceahlaul Piatra Neamt. Si debutta il 18 luglio, con un pari in Romania per 1-1, siglato da Tacchinardi in rimonta. Nel ritorno a Cesena il 24 è solo 0-0, e la Juve passa il turno con quel gol senza brillare. Più facile invece la semifinale con i russi del Rostov: all’andata, il 28 luglio, alla Juve fa paura solo un’epidemia che la costringe a restare sul suolo russo solo il tempo necessario della partita: finisce 4-0 con gol di Zambrotta, doppietta di Inzeghi e gol di Kovacevic. Nel ritorno il 4 agosto a Cesena fa notizia il ritorno in campo di Del Piero dopo l’infortunio: unico motivo d’interesse della gara che la Juve stravince per 5-1, con tripletta di Inzaghi, gol di Tacchinardi e dello stesso Del Piero, applauditissimo. Si arriva così alla finale, che vede la Juve opposta ai francesi del Rennes: nell’andata il 10 agosto, una doppietta di Inzaghi vede mettere una buona ipoteca sulla vittoria finale: in fatti nel ritorno il vantaggio francese dopo 20′ viene subito pareggiato da Conte, poi nella ripresa Zambrotta mette il timbro sulla vittoria, prima del pari ormai platonico in pieno recupero dei transalpini con Nonda, giocatore che passerà anche in Italia alla Roma.

 

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Una fase della finale di ritorno, giocata il 24 agosto 1999

Conquistato il tabellone principale della Coppa UEFA assieme a Montpellier e West Ham, la Juve però non sfruttò al massimo la vittoria estiva, uscendo già agli ottavi per mano del Celta Vigo. Anzi, l’inizio anticipato della preparazione fu tra le cause del clamoroso tonfo dello scudetto 2000, perso sì nell’acquitrino di Perugia, ma anche a causa di una condizione fisica arrancante, dopo un titolo che sembrava in cassaforte con nove punti di vantaggio sulla Lazio ad otto giornate dal termine.

 

Diego Valceschini

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