Da un'altra angolazione

Ho visto interisti piangere davanti ai Bastioni di Orione… – di Enrico Tordini

L’immagine più pregnante, alla fine del salmo, era quella di Antonio Conte con la maglietta chiazzata di sudore che imprecava dopo il rigore sbagliato da Borja Valero. Battute a parte, partita ingiudicabile, nel suo insieme, anche se abbiamo incominciato a vedere qualcosina prendere forma, un po’ come quando si modella il Pongo (ma esiste ancora?).

Cosa dire del match, invece? Iniziamo dal cavallone francese, oggetto di critiche e contumelie? Ora, che Rabiot sia un pesce fuor d’acqua è normale: la struttura fisica, unita al fatto che è reduce da otto mesi di inattività, squadra nuova, compagni nuovi e nuovo allenatore. Allenatore che sta cercando di capire come impiegarlo, visto che ieri, nel secondo tempo, gli ha arretrato il raggio di azione. Chi lo giudica “una buona riserva” o peggio ancora dovrebbe acquistare un retino ed andare a saltellare per i prati, cercando di acchiappare le farfalle, invece che perder tempo a guardare le partite. Sarà interessante vedere la squadra quando avrà memorizzato gli schemi di Sarri e i giocatori avranno acquisito minutaggio nelle gambe: se Ramsey riuscirà a svolgere bene il ruolo di raccordo credo che, quando schiererà il centrocampo a tre, quello che finirà in panchina sarà Pjanic, se non si dà una sonora svegliata.

La cosa buona è che Sarri pare aver capito che la Juve non è il Napoli, che ha una rosa ampia e deve sfruttarla, senza rimanere prigioniero di un modulo, anche perché qua non andrebbe a mettere in panca Gabbiadini o Giaccherini ma gente con un blasone lievemente più altisonante, con fior di procuratori pronti a far casino. Per il resto gente ancora imballata, De Ligt che dovrebbe smetterla di farci gol, se non altro perché adesso gioca con noi, e un Demiral sicuro e grintoso. Qui rischiamo di ritrovarci una coppia di centrali ventenni fortissimi, spero che Paratici ci pensi prima di sbolognarlo e Milano o a Roma, se vuol fare una plusvalenza c’è sempre un Rugani da piazzare.

A proposito di “piazzare”, mi piacerebbe capire perché Bernardeschi, con il piedino che si ritrova, al momento del rigore abbia tirato una sventola come un Chiellini qualsiasi, ma sono dettagli trascurabili.

Due parole sulla querelle Chiesa? Non bisogna essere Nero Wolfe per capire cosa è successo, in fondo. Paratici lo ha contattato nei mesi scorsi, con il benestare della vecchia proprietà che stava vendendo la gioielleria di famiglia, poi il passaggio di mano e Comisso non vuole iniziare la sua avventura come quello che ha ceduto il talentino viola agli odiati gobbi. Per cederlo il calabroyankee ha posto due condizioni: la prima è che Chiesa dichiari pubblicamente di volersene andare, la seconda che la Juventus getti altri venti milioni sul piatto, portando il prezzo finale dai cinquanta iniziali ai settanta richiesti.

Comisso fa il suo interesse e non è da biasimare, per questo. Spero lo faccia anche Paratici. Personalmente sarei dell’idea di lasciarlo a Firenze, il rapporto con la tifoseria è già sfilacciato, dubito che riusciranno a ricomporlo, il prossimo anno potremmo trovare terreno più fertile. E poi, ribadisco il concetto, il ragazzo è bravo ma siamo coperti nel suo ruolo, abbiamo altre priorità.

Il protocollo esigerebbe anche due parole sugli avversari: gli strepiti sui social sulla presunta irregolarità del gol di CR7 e i tifosi asiatici che esponevano cartelli con disegni approssimativi del gol di Muntari si commentano da soli. Nella scala dell’evoluzione è difficile trovare una collocazione per il tifoso interista medio, e sinceramente non credo di avere tempo né conoscenze adeguate per trarne un ritratto sociologico, ma forse dovrei dire antropologico, l’impresa è ardua e perciò mi defilo in buon ordine.

Chiuderei questa rubrica con un ricordo del cacciatore di replicanti: ci sono film che ti cambiano la vita, che ti fanno osservare le cose da un’altra angolazione, giusto per rimanere in tema, e Blade runner è uno di essi. E dopo le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, dopo i raggi B nel buio vicino alle porte di Tannhäuser è venuto anche il tempo di morire… ciao Rutger.

Enrico Tordini

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