STORIE DI CALCIO

L’arancione tulipano ha poco feeling con la Juve. De Ligt, cambia la tendenza!

L’Olanda, o come dice l’atlante geografico, i Paesi Bassi. L’arancione da sempre abbinato alla maglia di una Nazionale forte, ma non troppo per arrivare sul tetto del mondo, tre finali disputate e perse e solo una gioia europea nel 1988. I campionissimi, da Crujff  a Krool a Neeskens, profeti dello sfavillante calcio totale degli anni’70, i milanisti Van Basten, Gullit, Rijkaard, fino agli interisti Bergkamp , Jonk e Snejder, passando per grandi giocatori Kluivert, OvermarsStam, Robben, fino a Van Nistelrooy. Per arrivare ai talenti di adesso, di un Ajax che insieme a Psv e Feeyenoord è sempre stato l’asse portante del calcio olandese.

Matthijs De Ligt è l’ultimo “re bambino” di una terra che sta tornando ad assaporare i fasti degli anni ’70 ed inizio anni’ 90. La Juve ha preso uno che è ritenuto tra i difensori del futuro, dopo l’impressione ottima mostrata in Champions, non solo contro la Juve, ed in Nations League con la sua Nazionale, sconfitta proprio in finale dal Portogallo di CR7, che in qualche modo ha “sponsorizzato” il suo arrivo.

Olanda, terra di grandi santoni della musica elettronica, da Tiesto, ad Armin Van Buuren, ad Hardwell, a Nicky Romero, ad Afrojack, ai W & W. Terra comeddetto anche di eccellenti calciatori, alcuni come Van Basten, Crujff e Gullit di diritto nella storia del calcio mondiale, vincendo palloni d’oro e coppe. Il nostro Matthijs ha una missione nella missione: cercare di rinverdire la scarna storia degli orange in maglia Juve. Se Milan ed Inter infatti hanno avuto un feeling particolare con gli olandesi, non altrettanto fortunata può ritenersi la Juve, che nella breve storia dei tulipani in maglia bianconera ha avuto fortuna solo con uno, e non era neppure olandese puro, perchè nato in Suriname, colonia olandese del Sudamerica: si, proprio di lui parliamo, il “Pitbull” Edgar Davids.

download (9)

Arrivato al Milan insieme al connazionale Reiziger (poi sostituito da Bogarde), Davids, carattere ribelle e treccine al vento, non convinse mai troppo, tanto che nel novembre 1997 viene ceduto senza troppi rimpianti alla Juve (col commosso saluto di Costacurta, che lo definì una “mela marcia”). Carattere schivo e poco incline alle interviste, Davids prese per mano il centrocampo di Lippi, pur non amando la dirigenza bianconera (“Non andrei certo a bere il caffè con loro”), ma fornendo sempre prestazioni di altissimo livello. Un intervento agli occhi per la rimozione di un glaucoma lo costrinse poi a portare degli occhiali protettivi con montatura nera che alimentarono ancora di più il suo mito. Lasciò nel 2004 dopo tre scudetti e due finali di Champions, giocò anche una stagione all’Inter senza grandi ricordi. Dal 2013 è legato ancora alla Juve col ruolo di “ambasciatore”, stesso compito dell’amico e collega Trezeguet.

Meno ricordi e poco positivi per Edwin Van Der Sar, il portierone che nel 1999 arrivò per raccogliere la pesante eredità del totem Peruzzi: lui che veniva da anni di successi con l’Ajax si trovò catapultato in un ambiente non suo. Troppe incertezze ed un modo diverso di interpretare il ruolo:  così nel 2001 viene ceduto al Fulham e la Juve ripartirà con un certo Gigi Buffon tra i pali. A Manchester si prenderà una rivincita, vincendo la Champions nel 2008, sua seconda dopo quella vinta con l’Ajax nel 1995, e la vincerà tra l’altro con CR7 compagno di squadra. Ora è direttore generale proprio di quell’Ajax che ha ceduto De Ligt alla Juve.

download (10)

E che dire di  Eljero Elia? Una meteora triste del recente passato. Arrivato dall’Amburgo nel 2011, all’ultimo giorno di mercato, anche lui nativo del Suriname, non riesce a convincere Conte e finisce spesso in panchina o in tribuna. Con sole 4 presenze però è tra i campioni d’Italia 2012 anche lui. La sua carriera prosegue tra Germania (Werder), Inghilterra (Southampton), Olanda (Feeyenoord) e Turchia (Istanbulspor, dove è tuttora).

nuovo.archivio.foto.elia.juventus.perplesso.750x450

Fin quì la storia degli unici tre olandesi ad aver giocato in serie A con la Juve. Ci sono poi altri apparsi solo nelle giovanili, come Ouasim Bouy, classe ’93, di origini marocchine (nazionalità che poi ha scelto), arrivato dall’Ajax nel gennaio 2012 con un contratto triennale. La Juve scommette tanto su di lui (“Conte vede in me qualcosa di Pirlo” affermerà lui), viene integrato alla squadra Primavera con la quale vince il Torneo di Viareggio nel marzo successivo. Viene mandato a Brescia in prestito una stagione, si infortuna al crociato e torna. Nel dicembre 2013 fa la sua unica apparizione in prima squadra, contro l’Avellino in Coppa Italia. Altri prestiti (tra cui al Palermo), poi nel 2017 viene ceduto definitivamente al Leeds, senza aver mai dimostrato nulla. Ora è in patria al PEC Zwolle, sempre in prestito dagli inglesi.

Nell’Under 23 milita Leandro Fernandes, nato a Nimega da padre angolano. Dopo il debutto con l’Alessandria subisce una lacerazione del menisco che lo tiene fuori fino a febbraio, quando rientra con la Primavera e poi torna nell’Under 23, ma ha chiuso disputando una stagione anonima. Sempre nella Primavera, una meteora completa fu Sergio De Windt, classe ’82, preso dall’Ajax e mai schierato nell’annata 2000/2001, per lui solo qualcheaamichevole estiva. Mai stato ad alti livelli neppure successivamente.

Diego Valceschini 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...