IL CIELO SU TORINO

Un futuro roseo

Con la sconfitta di ieri si è concluso il cammino della nostra nazionale di calcio femminile. Una nazionale che da cenerentola assoluta, le nostre calciatrici sono tutte dilettanti, è riuscita ad appassionare una nazione intera. Io stesso, fino all’inizio della competizione, non avevo mai assistito ad un match femminile.

I numeri parlano chiaro, audience oltre i 7.000.000 di spettatori e share oltre il 30% per uno sport “vergine” televisivamente parlando. Oltre 1.500.000 interazioni social per commentare i risultati sportivi delle nostre ragazze che, grazie ai risultati ottenuti sul campo, hanno pian piano fatto breccia nei nostri cuori.

Quello che si è visto sul campo è tecnicamente diverso da ciò che si assiste nella più famosa versione maschile, ma non per questo necessariamente inferiore. Abbiamo assistito a rimonte emozionanti, giocate degne da top player e tatticismi mirati al bel gioco. È sbagliato voler cercare a tutti i costi i paragoni col fratello maggiore, si mancherebbe di rispetto a questo movimento che ce la sta mettendo tutta per poter emergere in uno sport che purtroppo oggi è abbastanza misogino.

Ora che il nostro mondiale è concluso bisogna necessariamente riorganizzare un sistema che ha un gap ventennale rispetto ad altre federazioni. Ecco perché le nostre azzurre chiedono a gran voce di poter diventare professioniste e vedere riconosciuti i meriti. Il numero uno della FIGC Gravina ha preso un impegno concreto dichiarando che dal 1 luglio 2020 lo status delle calciatrici cambierà senza però affrettare i tempi perché sarebbe deleterio. L’idea che sta prendendo piede è quella di passare ad un semi-professionismo che coinvolgerebbe sia la serie C maschile che la Serie A e B femminile. In questa maniera alle calciatrici verrebbero riconosciuti oneri e diritti del professionismo e alle società coinvolte verrebbero applicati sgravi fiscali grazie alla riforma Collegato Sport appena approvata in parlamento.

I primi passi si muovono, nell’ultimo Consiglio federale è stato approvato il nuovo regolamento della Divisione calcio femminile, con un Direttivo eletto dal Consiglio federale e dall’assemblea dei club.

Anche i media sembrerebbero interessati alla crescita di questo movimento tanto che Sky ha acquisito i diritti per il campionato 2019/20 di Serie A trasmettendo i match più importanti.

Il lavoro compiuto in questi due anni dalla Juventus, pioniera anche in questa occasione, è stato esemplare. Se oggi è cresciuta l’attenzione mediatica intorno al calcio femminile, il merito è anche di chi, come il presidente Agnelli, ha deciso di essere precursore e di investire economicamente su ciò che poteva essere una scommessa. Una scommessa così ben riuscita da essere il dorso della nazionale che ci ha fatto sognare in questi caldi giorni estivi.

Ci auguriamo tutti quanti che questo non sia stato solo un sogno di mezza estate ma un progetto dal futuro roseo.

Marco Pavanello

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