J - Pensieri Sparsi

Chi vivrà vedrà Sarri

Toscano, fumatore, ex Napoli, outfit sportivo (tuta) e propensione al gioco offensivo… No! Non stiamo parlando di Marcello Lippi e questa non è l’estate del 1994… Battute a parte, le analogie con il tecnico di Viareggio sono molte, e non possono fare altro che far ben sperare!

Marcello arrivò nell’estate dei mondiali, fu una scommessa della appena insediata triade targata Moggi, Giraudo, Bettega, e anche in quel caso le perplessità erano molte.

Maurizio arriva a distanza di 25 anni, complice la telenovela Guardiola, arriva anche lui in un clima che ha del surreale.Da ciò che si apprende dalla carta stampata e dai professionisti del settore, arriva come prima scelta, e da figura individuata dalla nuova Triade targata Agnelli, Nedved, Paratici...

Non resta che augurare e augurarci che i percorsi siano simili, e che riesca nell’impresa sfiorata due volte dal grande e vincente Massimiliano Allegri!

Tornando al presente, ci troviamo con un allenatore che porta sulle spalle il fardello di dichiarazioni infelici, e palesamente anti-Juventine… Purtroppo in tempi di Social-Media certe frasi e certi atteggiamenti diventano indelebili. Lo sa bene Max Allegri,che nonostante sia uno degli allenatori più vincenti della storia bianconera, non è mai riuscito a farsi amare ad unanimità dal popolo juventino, complici uscite amare (gol di Muntari) risalenti al suo periodo rossonero.

Altro lato da non sottovalutare è il carattere, l’atteggiamento e la dialettica a cui Sarri ci ha abituati negli anni. Completamente l’opposto di ciò che sono i canoni di comportamento bianconero. Alla Juventus “Vincere è l’unica cosa che conta” , e le scuse per orari strani, penombre o contemporaneità di partite non sono ben accetti.Atteggiamenti che ha riproposto anche a Londra, tanto da guadagnarsi il soprannome di Mr Sorry!

A livello calcistico invece, propone un bel calcio, ricco di schemi e di coralità di squadra. Parere personale credo sia sbagliato aspettarsi il calcio spettacolo proposto a Napoli, e direi anche per fortuna! Già, perché lontano dal Vesuvio contano i titoli in bacheca e i trofei alzati, e Sarri da uomo intelligente quale è, ha saputo reinventarsi in quel di Londra aggiungendo quel lato di praticità calcistica che ti permette di portare a casa il risultato anche, passatemi il termine, sculando. Onestamente al Chelsea ha ottenuto il massimo che poteva raggiungere alla sua prima stagione,piazzandosi al terzo posto in Premier dietro a due belve come ManCity e Liverpool.Ha perso una finale di Coppa e alzato un titolo Europeo come l‘Europa League,strapazzando in finale gli avversari.

Se saprà reggere la pressione Torinese, e se riuscirà a entrare nei cuori dei tifosi lo dirà solo il tempo, il campo e i risultati.

Una cosa però è certa, alla Juve non si arriva per caso, nessuno! Nemmeno il magazziniere, tantomeno Maurizio Sarri!

Giovedì 20 sarà presentato allo Stadium, da lì inizierà una nuova avventura, insieme, uniti fianco a fianco, perché il #FinoAllaFine non è solo un Hastag da metter sotto i tweet! Ma è uno stile di vita, la nostra vita, la Juventus, e se a qualcuno non è chiaro è nostro dovere cercare di insegnarglielo…

Se questo era davvero il “Chi vivrà vedrà” …

Benissimo, sono qui, siamo qui, VIVIAMOLO!

Di Alessio Nevini

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Un pensiero riguardo “Chi vivrà vedrà Sarri”

  1. Stesso pensiero. Siamo bravi a metterci in bocca frasi come “Vincere è l’unica cosa che conta”, poi andiamo a criticare Agnelli per non aver rispettato la storia. Una storia che, a conoscerla bene, raramente ha visto allenatori affermati arrivare da noi. Siamo noi che li abbiamo fatti affermare, piuttosto.
    Si parla di stile Juve, di eleganza, di tradimento dei punti fermi di una società e della sua storia. Niente di più falso. Il bel gioco non è un concetto preciso. Allegri faceva un bel gioco “pratico”, Sarri predilige quello “offensivo”. Quello più spettacolare, forse. E in Europa ad Allegri è mancato quel pizzico di voglia di strafare che invece Sarri ha. Non si ferma al 2-0, sa bene che in due minuti sei sotto 3-2 se non tieni alta la tensione. E lui per farlo attacca ancora, anche per togliere il respiro all’avversario e non farlo riorganizzare. Quando l’ha fatto Allegri ha pagato, vedi l’Atletico. Certo, la squadra deve essere in forma e con i suoi effettivi, non rattoppata.
    Sono stufo delle lamentele che arrivano per tutto.
    Pogba? Sì, no, sopravvalutato, campione, bimbo viziato…
    Savic? Sì, no, sopravvalutato, cinque euro e ci sto pure perdendo…
    De Sciglio? Figlio di Allegri, non serve, inutile…
    Leggere in giro, da queste persone che non sanno far altro che criticare dimenticandosi di tifare, che giocatori e allenatori passano, la Juve resta. Bene, Sarri passerà, forse è un traghettatore per Guardiola, o forse diventerà lui stesso un vincente da noi. E allora dove sono ora gli allenatori che passano?
    Forza Juve, forza Sarri, forza pure De Sciglio. Forza tutti.

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