STORIE DI CALCIO

STORIE DI CALCIO – 2018/2019: L’Ottava Meraviglia e le questioni inglesi

L’estate 2018 vide un mondiale da spettatori vinto dalla Francia sulla sorprendente Croazia, con l’uscita prematura delle altre big e la consacrazione del Belgio, terzo e dell’Inghilterra, quarta. La Nazionale riparte da Roberto Mancini: debutta in Nations League con un secondo posto dietro al Portogallo e parte bene nelle qualificazioni ad Euro 2020. In Italia è l’estate di Cristiano Ronaldo: l’asso del calcio mondiale lascia il Real e si accasa alla Juve, per 105 milioni. La Juve prende anche il connazionale Joao Cancelo, ex Inter ed Emre Can, mentre si riprende Bonucci dal Milan, mandando Higuain ai rossoneri assieme al presunto nuovo talento Caldara, appena concluso il prestito con l’Atalanta. Il Napoli dedicò i maggiori esborsi alla panchina, affidando la squadra ad Ancelotti. L’Inter ingaggia l’ex bianconero Asamoah, a centrocampo inserisce Nainngolan dalla Roma ed in attacco il nome nuovo è Lautaro Martinez. La Roma prende Pastore, Nzonzi e Cristante, i cugini  laziali inseriscono Acerbi e Badelj; la Fiorentina riparte con lo juventino Pjaca ed il belga Mirallas, l’Atalanta prende Duvan Zapata e l’ex milanista Pasalic; il Torino prende Ola Aina e Meitè, oltre a  Zaza, il Bologna riparte da Pippo Inzaghi in panca inserendo il paraguayano Santander; il Cagliari tessera i nazionali croati Srna e Brdaric e l’estone Klavan; l’Udinese prende Mandragora; il Genoa scopre il polacco Piatek, la Sampdoria prende Soriano, Jankto ed Ekdal, oltre al francese Defrel in attacco; il Sassuolo riporta in Italia Boateng; la Spal inserisce Petagna e lo svizzero Djorou, il Chievo, penalizzato di tre punti per la faccenda plusvalenze, inserisce Djordjevic. Il Parma, protagonista del triplo salto dalla D alla A, prende Gervinho, Inglese e Bruno Alves; l’Empoli vincitore della serie B vende Donnarumma al Brescia ed affianca  bomber Ciccio Caputo La Gumina; mentre il Frosinone prende Sportiello tra i pali e lo stagionato Molinaro in difesa, oltre al deludente costaricense Campbell in attacco, venduto in inverno. La sessione estiva chiuse venerdì 17 agosto in serata, proprio 24 ore prima dell’inizio del campionato.

Nella sessione inverale, il colpo più rilevante fu l’addio di Higuain, passato al Chelsea di Sarri: il Milan prese Piatek del Genoa per sostituirlo. Ritorni in Italia per Muriel, alla Fiorentina, Gabbiadini, alla Samp, Okaka, all’Udinese e Kucka, al Parma. Il Bologna, passato alla cura Mihajlovic, prese Sansone, Soriano ed Edera. Thereau passò al Cagliari, che cedette Sau alla Samp e Farias all’Empoli, prendendo anche Birsa e Cacciatore dal Chievo. Il Genoa sostituì Piatek con Sanabria, riprendendo Sturaro. La Spal prese Viviano trai pali; il Chievo riprese Schelotto ed Andreolli, il Sassuolo salutò già Boateng, che andò al Barcellona, prendendo Demiral in difesa. Il Napoli salutò la bandiera Hamsik, trasferitasi in Cina a febbraio.

Sul fronte TV, campionato sempre più spezzatino, con l’istituzione fissi dell’anticipo del sabato alle 15, del posticipo domenicale delle 18 e del “monday match”, sostituito in altre occasioni dall’anticipo del venerdì. Chiusa l’era del digitale terrestre, oltre  a Sky la concorrenza fu prescelta per Dazn, emittente che trasmetteva solo tramite connessione Internet, causando non pochi disagi per chi si abbonava al servizio, riscontrando lentezze nella fruizione del segnale. Dazn trasmise in esclusiva tre gare: quella del sabato sera, quella della domenica alle 12,30 ed una delle 15 di domenica, oltre a tutto il campionato cadetto.

Il campionato partì il 18 agosto 2018, stabilendo il nuovo primato di partenza anticipata: quest’anno si confermavano i turni sotto le feste natalizie (si scese in campo a Santo Stefano) e la sosta a gennaio. La Juve già scattò da sola al terzo turno e da lì fu un monologo verso l’ottavo titolo consecutivo. Il Napoli di Ancelotti restò in scia, ma sempre troppo lontano: a fine settembre, perdendo lo scontro diretto a Torino era già a sei punti di ritardo e la Juve il 22 dicembre fu campione d’inverno con due turni d’anticipo e chiuse il girone d’andata con la mostruosa quota record di 53 punti, col Napoli a -9. Rimaneva accesa la corsa per le posizioni Champions ed europee, che vedeva milanesi, romane, Atalanta, Fiorentina, Torino e Sampdoria racchiuse in pochi punti, con inserimenti iniziali anche di Sassuolo e Parma. In coda, il Chievo vinse la prima gara solo all’ultima di andata, ed il suo destino, assieme  a quello del Frosinone, sembrava già segnato. Completava la zona retrocessione anche il Bologna, con Empoli, Spal  e Genoa appena più su.

Nel girone di ritorno, la Juve continuò il suo dominio isolato in vetta alla classifica arrivando fino ad un massimo di 20 punti e vinse lo scudetto con 5 giornate d’anticipo. La lotta interessava solo le posizioni europee, e per la Champions la spuntarono l’Atalanta, che col terzo posto stabiliva il miglior piazzamento in serie A e si qualificava per la prima volta per la Champions, seguita dall’Inter, per il secondo anno di fila al quarto posto. Niente da fare per il Milan, per il terzo anno di fila costretto all’Europa League, ai gironi insieme alla Lazio, vincitrice della Coppa Italia, mentre la Roma era costretta ai preliminari estivi. Restava fuori il Torino, nonostante il record di punti ed in lotta a lungo per la Champions. In B scese dopo 11 stagioni il Chievo, seguito dal Frosinone, mentre all’Ultimo turno si aggiunse l’Empoli, nonostante una rimonta che ad un turno dal termine sembrava essersi concretizzata. Fatale fu la sconfitta in casa dell’Inter, che portò alla salvezza a braccetto Fiorentina e Genoa, impegnate nello scontro diretto. i viola furono protagonisti di un disastroso girone di ritorno che li ricacciò dal decimo posto alla zona a rischio. Capocannoniere fu il doriano Quagliarella: da dieci anni il re dei bomber non è della squadra scudettata.

 

JUVE, RONALDO PER DUE SOLI “TITULI” – Il 10 luglio 2018 è una data memorabile per il tifoso juventino: quel giorno arriva l’ufficialità di Cristiano Ronaldo alla Juve, dopo una decina di giorni di rumours. Al momento, la campagna acquisti della Juve aveva portato dal Valencia Joao Cancelo, esterno di difesa portoghese, Emre Can, centrocampista tedesco di origini turche, preso dal Liverpool, Mattia Perin, in luogo dell’addio di Buffon, poi accasatosi al PSG. Completano i rientri di Caldara e Spinazzola dal prestito biennale con l’Atalanta, e Kean, dal Verona. Il mercato bianconero però, prevede altri colpi di scena: ad inizio agosto si concretizzano altri rumours, quelli di un ritorno di Bonucci dopo un anno al Milan, così il difensore torna tra le file bianconere, pur tra il parere contrario della tifoseria. Per lui la Juve sacrifica Higuain, che passa ai rossoneri assieme a  Caldara. Inoltre, l’ultimo giorno di mercato arriva la rescissione di Marchisio, che andrà poi in Russia allo Zenit.

Il campionato è subito dominato: dopo il tormentone iniziale su quando si sarebbe sbloccato CR7 (attenderà fino alla quarta giornata) la squadra di Allegri vince le prime otto, scavando già un divario di sei punti sul Napoli, battuto per 3-1 nello scontro diretto del 29 settembre, al termine della quale Beppe Marotta annuncia l’addio alla Juve per fine mandato  fine ottobre (andrà all’Inter a dicembre). Dopo un pari col Genoa, la Juve riprende a pieno regime e le vince tutte fino al 22 dicembre, quando si laurea campione d’Italia Pareggia poi  Bergamo e chiude l’andata imbattuta, con 53 punti su 57, frutto di 15 vittorie e 2 pari. Le uniche sconfitte arrivano in Champions, dove vince io girone con Manchester United, Valencia e Young Boys, ma perde con gli inglesi di Mourinho in casa e con gli svizzeri   a qualificazione già centrata. A gennaio deve fare i conti con la partenza dello scontento Benatia, che va nei paesi arabi. La Juve lo rimpiazza col ritorno di Caceres dalla Lazio.  Arriva poi il 16 gennaio il successo in Supercoppa Italiana sul Milan in Arabia Saudita con gol di CR7, riportandosi in vetta ai successi nella manifestazione con otto vittorie. A fine mese, dopo aver eliminato il Bologna, la Juve crolla a Bergamo nei quarti di Coppa Italia, abdicando dopo quattro successi consecutivi. Segue una clamorosa rimonta subita in casa col Parma: il gioco comincia a latitare anche per via dei numerosi infortuni, e la riprova arriva il 20 febbraio, quando al Wanda Metropolitano crolla per 2-0 in casa dell’Atletico Madrid. Allegri finisce sotto processo. ma la “remuntada”avviene nella sfida di ritorno, trascinata da una tripletta di CR7, rimandando le critiche. Purtroppo l’eliminazione arriva il turno successivo con l’Ajax, e stavolta la rottura col tecnico è inevitabile. Arriva quattro giorni dopo l’uscita europea l’ottavo scudetto ,a cinque turni dal termine, che non lenisce la delusione europea. Il 17 maggio Allegri e la Juve si separano e la squadra, ormai scarica, raccoglie solo tre punti negli ultimi cinque turni. Le ultime tre giornate sono disputate con la nuova maglia, che vede l’abolizione delle striscie, sostituite da quarti bianconeri separati da una striscia verticale sottile rosa.

ALTRE COMPETIZIONI – La Coppa Italia, dopo la fine del dominio Juve, cambia padrone: in finale la Lazio supera l’Atalanta e torna a vincere dopo 6 anni. La Champions vede Inter e Napoli uscire subito ai gironi, beffate all’ultima giornata e la Roma agli ottavi per mano del Porto. Esce anche il dominatore Real, vincitore di quattro delle ultime cinque edizioni, e dopo due rimonte spettacolari in semifinale su Barcellona ed Ajax, in finale al Wanda di Madrid arrivano le inglesi Liverpool, al secondo anno di fila, e Tottenhamm, alla prima volta in assoluto. Vincono i Reds di Klopp per 2-0, al sesto successo dopo 14 anni. In Europa League l’avventura dell’Atalanta finisce al playoff, estromessa ai rigori dal Copenaghen. Il Milan è beffato dall’Olympiacos nel girone, mentre la Lazio esce ai 16mi col Siviglia. Non fanno molta strada Inter e Napoli provenienti dalla Champions: i nerazzurri escono agli ottavi con l’Eintracht, i partenopei il turno dopo con l’Arsenal. Anche quì finale tutta inglese: il Chelsea di Sarri travolge l’Arsenal 4-1 e vince dopo 6 anni. Sarri, accostato come successore di Allegri alla Juve, è un tecnico italiano a vincere quì  a 20 anni da Malesani. Il Real vince il Mondiale per Club battendo per 4-1 l’Al Ain in finale, ma in Supercoppa Europea viene beffato dai cugini dell’Atletico per 4-2 dopo i supplementari. La neonata Nations League viene vinta dal Portogallo in finale sull’Olanda.

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In serie B, passata improvvisamente a 19 squadre  a causa del blocco dei ripescaggi dopo le esclusioni di Bari, Avellino e Cesena, e la retrocessione a tavolino, poi annullata, del Palermo, vede il ritorno di Brescia, dopo otto anni, e Lecce, dopo sette. Ai playoff sale il Verona, rimontando la sorpresa Cittadella in finale. Scendono Carpi, Padova, Foggia ed ai playout il Venezia.

 

 

Diego Valceschini

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