#NonSoloJuve

Il circo serie B ha chiuso i battenti

Il sistema calcio italiano ha subìto un forte scossone a causa delle vicende dell’ultima stagione di serie B, che ne h viste davvero di tutti i colori, minando seriamente la credibilità di un movimento che ogni anno si dimena tra fallimenti, ripescaggi, ricorsi e controricorsi, penalizzazioni variabili. 

Una stagione partita già male, con le esclusioni di tre club come Avellino, Bari e Cesena, (tutte ripartite dalla serie D e tutte risalite di un gradino) decidendo per il blocco dei ripescaggi, giocando un’inedita serie B a 19 squadre (per la prima volta con meno club rispetto alla serie maggiore) causando una serie a catena di ricorsi, tra cui quello dell’Entella, che chiedeva la riammissione come ventesimo club, in  quanto sosteneva che il Cesena fosse penalizzato di 15 punti nel campionato precedente, quindi retrocesso prima della sentenza di fallimento. Ricorso che poi al club ligure è stato accolto, ma fuori tempo massimo: il campionato era già iniziato e quindi niente serie B per il club di Chiavari, che nel frattempo era stato costretto dal tribunale a stare fermo, salvo poi esordire in serie C quando la sentenza è stata resa effettiva. L’Entella è comunque risalito al termine della stagione.

E poi i punti di penalizzazione del Foggia: la squadra pugliese, a rischio esclusione a causa di irregolarità nell’iscrizione, è stata poi penalizzata di 15 punti in primo grado, poi ridotti ad 8 in secondo grado, quindi a 6. Alla fine, la penalità è stata fatale per i satanelli: chiesto inutilmente uno sconto di qualche punto per agguantare almeno i playout, la squadra  è retrocessa proprio a causa di quella penalizzazione.

Basta così? No, c’è il caso Palermo: il club siciliano, campione d’inverno, ha chiuso la regular season al terzo posto, ma il lunedì successivo alla fine delle ostilità, è stato retrocesso in serie C per illecito finanziario da parte di collaboratori di Zamparini, decretando di conseguenza le quattro retrocessioni dirette, con i siciliani che accompagnavano in C Foggia, Padova e Carpi. Ai playoff veniva ripescato il Perugia in luogo dei siciliani. Ciò scatenava il ricorso del Foggia, che risultando così quartultimo ad un punto dalla Salernitana, chiedeva giustamente il diritto di giocare lo spareggio salvezza con i campani: il tribunale ancora una volta interveniva per dar ragione ai pugliesi chiedendo alla Lega di serie B di fissare una data per gli spareggi, tuttavia la sentenza di secondo grado della FIGC riammetteva in B il Palermo, a playoff già disputati, con penalizzazione di 20 punti, ripristinando il playout tra Salernitana e Venezia stabilito dal verdetto originario della classifica, richiamando i lagunari dalle vacanze. Ed alla fine a retrocedere sono stati proprio i veneti.

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La festa del Brescia, promosso in A dopo 8 anni: mancava dal 2010/11.

Una delle poche cose buone di questa stagione travagliata della cadetteria, è il ritorno in serie A di tre piazze come Brescia, Lecce e Verona, assenti da otto, sette ed una stagione dalla A. Insieme non erano in serie A dal 2001/2002. Per il Brescia c’è anche il capocannoniere Donnarumma. Le Rondinelle salgono consacrando la stellina Tonali, già desiderio di molti club italiani. Il Lecce di Liverani trova il tridente gol La Mantia-Palombi-Mancosu, confermando il duplice salto dalla serie C alla serie A, mentre l’Hellas, dopo un finale di stagione in difficoltà, ha ripreso quota proprio negli spareggi, grazie a Pazzini e Di Carmine.  Grande beffa per il Cittadella in finale playoff, giocata per la prima volta da due club partiti dagli spareggi in gara unica, vittorioso per 2-0 nella gara d’andata e poi rimontato al Bentegodi.  Deluse anche Benevento (quest’ultima dopo aver vinto a Cittadella è stata travolta in casa) e Pescara in semifinale, mentre per Spezia e Perugia l’avventura si è conclusa subito.

Per il resto, stagione positiva per la Cremonese, che ha sperato nei playoff fino all’ultimo, per la neopromossa Cosenza, salva brillantemente senza veri attaccanti. Positiva anche l’annata di Ascoli e Livorno, autrice quest’ultima di una rimonta salvezza che sembrava insperata.

Dietro la lavagna ci finiscono invece la Salernitana, che ha trasformato un tranquillo campionato in un calvario con cinque sconfitte finali. Il Venezia ha pagato la sua discontinuità con la retrocessione ai rigori nel playout ripristinato dopo essere quasi certa della salvezza ottenuta nell’incredibile finale di Carpi. Per le tre retrocesse naturalmente annata non certo positiva: il Foggia ha sperato fino all’ultimo affidandosi ai ritorni di Galano e Iemmello. Al Padova non è bastata la rivoluzione nel mercato invernale. Il Carpi ha pagato l’impoverimento della rosa. Dalla prossima stagione si torna a venti squadre (ultima volta nel 2002/2003): avremo le retrocesse Empoli, Frosinone e Chievo,  il debuttante Pordenone, i ritorni di Entella e Juve Stabia, del Pisa e di una tra Piacenza e Trapani che sabato completerà l’organico. Sperando in un po’ di stabilità, che negli ultimi anni ha lasciato a desiderare.

Diego Valceschini

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