#Accadde Oggi

Il guerriero Pavel e la Juve addosso

Sono passati dieci anni dal fischio finale di quel Juve-Lazio, di quelle 17 di quel pomeriggio di quella domenica 31 maggio 2009. Pomeriggio uggioso in quel di Torino, dove molte nubi nascondevano un sole pallido, dove la Juve,passata da 10 giorni a Ciro Ferrara, aveva battuto i biancocelesti per 2-0, assicurandosi la qualificazione diretta alla prossima Champions League. dove in quello stadio Olimpico il guerriero Pavel Nevded stava salutando tutti.

La sua carriera da calciatore stava volgendo al temine.

Una carriera in bianconero iniziata nell’estate 2001, quando lasciò la Lazio, che lo aveva portato in italia nel 1996, vincendo molto in Italia ed in Europa. Pavel arrivò in modo umile e con la fama di gran faticatore. Impiegò un po’ ad ambientarsi nella Juve del rientrante Lippi, , ma il 1° dicembre contro il Perugia si sbloccò e da allora entrò sempre di più nei meccanismi del gioco, fino a diventarne un perno insostituibile. Di lui il magico 2003, con prestazioni di altissimo livello, la squalifica maledetta nella finale di Manchester col Milan ma il Pallone d’Oro a dicembre, coronamento di un’annata fantastica. Poi la retrocessione in B, e l’umiltà di rimanere anche nel campionato cadetto, mettendosi in discussione in campetti di provincia e contro avversari meno blasonati, lui che, a 10 anni da un quasi titolo europeo e dopo aver giocato da capitano l’ultimo Mondiale, avrebbe potuto andarsene altrove. Invece si sentì in debito con una squadra a cui aveva dato tanto e aveva dato tanto anche a lui. Tanto da giocare altre due stagioni in serie A e rigiocare ancora una volta quella Champions che non è mai riuscito a conquistare.

Quel 31 maggio 2009 se ne andava un pezzo di storia. L’anno dopo sarebbe toccato a Camoranesi e Trezeguet, nel 2012 a Del Piero, mentre Buffon è resistito fino al 2018. Tra i fedelissimi a non averla abbandonata in serie B, Pavel insieme a David, è rimasto nell’ambiente Juve. Dal 12 ottobre 2010 è nel cda bianconero,  mentre dal 23 ottobre 2015 è vice presidente, ed ora con  Fabio Paratici ed Andrea Agnelli fa parte della nuova triade bianconera. Nel giorno che Antonio Conte ufficializza il suo passaggio all’odiata Inter, è anche giusto ricordare il decennale dell’addio al calcio di un vero uomo Juve, che il bianconero ha deciso di cucirselo addosso anche dopo, dietro ad una scrivania, nella stanza dei bottoni.  Anche se in fondo, il cuore e la grinta non si sono mai ritirate, vanno sempre di corsa, proprio come lui e quella garra bionda che sventolava puntuale sui campi di gioco.

hqdefault

 

Diego Valceschini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...