Nero Su BIanco

CARU (ciao) ANTÓ !

CARU (ciao) ANTÓ !

È presto, sicuramente troppo presto per una riflessione di questo tipo, e personalmente, oggi, provo soprattutto una cocente delusione. Da ORA si chiude e si riparte.

Ma che la tifoseria cui appartengo, così numerosa e così eterogenea diventi zimbello delle altre nonostante un periodo a dir poco sfolgorante, mi preoccupa non poco ed affligge ancor di più.

Antonio Conte si è conquistato un ‘stella’ nel nostro Stadium grazie ad una grinta, una tenacia, un’intelligenza, una voglia di crescere e migliorare che ne hanno fatto un vero esempio in mezzo ad una truppa di campioni ultradotati tecnicamente.

Per chi non lo sapesse, Antonio Conte, nostro ex Capitano, in quegli anni ha “onorato la maglia” sempre, in campo e fuori.

Dispiace quindi che molti amici abbiano sostenuto quest’idea, a mio avviso decisamente … inopportuna, di fare una sorta di ‘petizione’ con l’unico risultato possibile quanto orribile di farci sfottere da tutti gli antijuventini d’Italia e non solo.

Il citato “onorare la maglia”, tra l’altro, ormai da molti anni ha assunto un ‘non senso’ soprattutto rispetto a qello che era in un lontano passato un modi di interpretare il senso di appartenenza comunque assai relativo:

Anastasi e Boninsegna, Tardelli e Altobelli, Trapattoni (tra l’altro anche ex Milan in precedenza, non dimentichiamolo), Marcello Lippi, solo per citare alcuni “scambi” tra calciatori ed allenatori dovrebbero aver insegnato più di qualcosa, ma evidentemente non è così.

L’uso dei social condanna ormai chi legge ad una sostanziale tendenza all’esaltazione dell’odio e dell’insulto cui fa da triste,

tristissimo contraltare il sempre più forte disuso della riflessione, della memoria e dell’intelligenza, in questo caso anche dell’opportunitá.

Andó via dalla Juve, Conte calciatore non in rapporti poi così idilliaci con la Societá. Qualche screzio con Lippi e Del Piero (poi recuperati) per la fascia da capitano … giá all’epoca il ‘brand’ cominciava a dare importanti segni di vita, e poi il rifiuto da parte di Capello di tenerlo come 2’ allenatore. Andó via abbastanza “litigato” quindi, intraprendendo la sua strada di allenatore altrove e, gonfio del suo orgoglio e della sua accesa passionalità, già all’epoca non risparmió qualche frecciatina al suo domicilio passato.

Non tornó da eroe ad allenare la Juventus F.C., o meglio, si esaltó la zona ‘cardioinguinale’ dei tifosi nel ritorno del guerriero-capitano, ma a mente fredda, il curriculum e la litigiositá (vedi Atalanta) del personaggio non avrebbero dovuto entusiasmare più di tanto per il passaggio post-Ferrara, Zaccheroni e Del Neri.

Ma poi arrivó IL CAMPO ! ed il campo è quello che conta. Il campo sentenziò che la Vecchia Signora, grazie anche e soprattutto all’intuizione di Andrea Agnelli (Conte appunto) riuscì a spazzare via le ombre da oblio che si erano ormai addensate su Torino ribaltando ogni pronostico, anche il più illusorio e partigiano. Qualche ottimo acquisto si, in particolare Pirlo (dato per strafinito e regalatoci dal Milan – altro traditore quindi, non eroe ?!?!) e Vidal. Ma, badate bene, la difesa che passò da una media di BEN OLTRE CINQUANTA (50 !!!) GOL SUBITI nelle ultime due stagioni, la stessa difesa su cui si sono fondati questi incredibili 8 scudetti, è quella di 10 anni fa: Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Da lui letteralmente rigenerata (i racconti dei Fantastici 4 + Pirlo stesso sono inequivocabili) ed innalzata al rango di uno dei pacchetti difensivi 🔝 nella storia del calcio … ripeto, oltre 100 gol subiti nelle due stagioni precedenti.

Solo ad una persona gravemente instabile, in quegli anni come nei successivi, è potuto sfuggire l’elisir che Mister Antonio ha inoculato nei nostri 4 guerrieri vicini ormai alla depressione, la BBBC.

Su alcuni ha dovuto lavorare anni, e scommettere con una ‘tigna’ inumana.

Poi, dopo le vittorie e l’esaltazione, la crisi. Il riaffiorare prepotente di un uomo, uno juventino DOC che non è più calciatore-dipendente, ma allenatore-professionista, che non accetta altrui atteggiamenti dispotici, e fu separazione, tragicamente separazione con code e dichiarazioni che sarebbe stato certamente meglio evitare, ma indubbiamente figlie ieri, oggi e vedrete, purtroppo anche domani, di un risentimento davvero poco meditato.

Innegabile anche il suo valore assoluto come tecnico viste le esperienze ed i risultati ottenuti con Nazionale italiana e Chelsea … le dichiarazioni di Hazard, altro suo recupero, oggi tornato vincente e destinato alla rifondazione-Real possono chiudere qualsiasi faziosa discussione sul tema.

Ora, da oggi, dopo un circo nascosto abbastanza evidente che ha sfiorato il clamoroso ritorno non del giocatore-capitano-juventino ma dell’allenatore-professionista, la nuova sfida con l’inter di Suning.

Risentimento ? certo, soprattutto di pancia si.

Odio ? direi proprio di no, intelligente e meditato dispiacere, oltre ad un reciproco senso di rivalsa che dovremo saper attendere e gestire con grande equilibrio e, ripeto, intelligenza.

Il “TRADIMENTO” è una roba assai strana, nel calcio come nella vita. E molto spesso le reazioni sono dovute a ‘vissuti personali’ più che alla soggettiva circostanza in se.

Odio insensato, unidirezionale e spesso anche un bel po’ idiota se il presunto “traditore” va da un’altra parte o scappa: Tardelli, Ibrahimovic, Cannavaro2 e 3, Capello2, Conte.

Applausi, entusiasmo, attestati di stima e sproloqui vari se invece siamo noi ad accogliere a braccia (forse gambe renderebbe meglio l’idea) aperte, i vari Boninsegna, Altobelli, Benetti, Capello1 (ci fu anche da calciatore poi), Pirlo, Canavaro1, per non parlare del clamoroso caso Higuain !

Mai un tifoso che si dichiarasse “schifato” quando il fedifrago lo abbiamo accolto, stano eh ?! Come se in quel caso non si trattasse più, appunto, di un ‘traditore’ ma del ‘figliol prodigo’. Pronti addirittura a ri-cambiar nuovamente opinione in casi più unici che rari come il repentino andirivieni di Bonucci in soli 12 mesi, della serie la morale ed il senso etico son costruiti sulla MIA esigenza del momento.

Conte arrivó con un entusiasmo dei tifosi non tecnico come detto, ma viscerale, fu meritatamente osannati e difeso quando l’attacco alla Juve passó per la sua “condanna” in una situazione giuridica oltre il ridicolo, rimpianto ma assai odiato quando se ne andó dimettendosi (a maggio in realtà e non durante il ritiro estivo).

Ma che peso possiamo dare ad una tifoseria (una parte, anzi diversi ‘pezzi’ di tifoseria), la stessa che andó ad insultare Allegri, l’incolpevole Max Allegri al suo arrivo a Torino, una massa (compreso il sottoscritto) che ha visto con pari, anzi, con bilaterale terrore l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri, apprezzandone poi invece SUL CAMPO, gli ottimi risultati e l’assennata capacitá di gestione del gruppo almeno fino a Cardiff. Abbiamo appena salutato lui e già siamo all’insulto per Sarri senza neppure sapere se davvero arriverà, perché protagonista anche lui di frasi ed atteggiamenti ‘poco amichevoli’ nel recente passato.

Un diverso ma “nuovo maiale” come fu per Ancelotti ? Ma siamo davvero diventati (non tutti per carità) una pattuglia di idioti che giudica ed aggredisce ex amici ed ex nemici rispettando solo la zona pelvica e mai quella cerebrale ?

Beh, il discorso come avrete capito non è e non deve esser legato solo a Conte, anzi !

Da domani, anzi, da OGGI dicevamo, lui sarà un avversario che ognuno potrà scegliere di rispettare o meno … io peró consiglierei attenzione ed intelligenza insisto, ma forse sbaglio anche perché in questi ultimi casi (lui ed Ibra in particolare) c’è la truffa di ‘calciopoli’ di mezzo si, non saró mai “distratto” su quella vicenda, ma è anche cambiato praticamente tutto all’inter … lo “schiacciatore” mafiosamente ricco Zhang ed addirittura il ritrovato Marotta (traditore apripista ?!?!) oggetto della lite a Torino qualche anno fa ed ora sponda agevolatrice del suo arrivo a Milano, come cambiano le cose.

Un ultimo esempio, importante: Cristiano Ronaldo.

Nostro imperituro “nemico” del Real, cattivo, sleale, tuffatore, simulatore che spesso (non sempre) ci ha tagliato la strada strappandoci dalle mani il bene più prezioso … e poi, cos’è successo ? Dai fischi idioti ed eccessivi all’applauso post-rovesciata allo Stadium. In un istante, appena saputo del suo incredibile arrivo è diventato addirittura il nostro idolo, persino per chi fino a qualche tempo prima spergiurava di preferirgli il più tecnico quanto più ‘dolce’ Lionel Messi. Ma questa Società, che spesso privilegia il brand ai tifosi (qualcuno però si chieda perché), che pur commettendo qualche piccolo errore viaggia spedita fottendosene (purtroppo sempre più giustamente direi) dei nostri giudizi, dei nostri interessi e talvolta persino dei nostri sentimenti, per non parlare del portafogli non si è ampiamente meritata un po’, un bel po’ di fiducia ??

Equilibrio predicava Max, EQUILIBRIO.

Attenzione peró, negli atteggiamenti quotidiani direi io, nell’uso della testa, non solo equilibrio tattico.

Ma sarà più duro tollerare il “tradimento” di Antonio augurandogli (io per primo) zero titoli e soddisfazioni alla corte della fetida strisciante, o più libidinoso osservare e chiedere ai ben poco ‘fratelli’ nerazzurri cosa ne pensano dell’arrivo del nuovo allenatore, si, proprio lui, quello che hanno insultato, odiato e vilipeso fino a ieri ? Già me la sto godendo io in ufficio, sono affranti, fuori di testa.

Io oggi, domani e dopodomani aspetto soprattutto il NOSTRO nuovo mister, quello si. E non con ansia, ma semplicemente grande curiosità e grandi aspettative … chiunque dovesse portarci la Società. Dopo tradimenti (veri o presunti), separazioni, divorzi e liti, l’atteggiamento giusto, come detto, è quello di guardare avanti, sempre avanti … riuscendo poi nel tempo, a non rinnegare il passato anzi, riuscendo a godersi il meglio di quei fantastici (e per altri inarrivabili) ricordi passati insieme.

Si, perché salutando sorridente per l’ultima volta Antonio, io di questa Societá mi fido, non potrei non fidarmi. Ma vorrei tornare a fidarmi di molti tifosi gobbi che non riconosco più, che passano il tempo ad oltraggiare ex o futuri protagonisti della sovrumana storia bianconera, come se non conoscessero il passato e non avessero voglia di godersi presente e futuro, come se i social gli avessero inghiottito e masticato l’intelligenza.

USQUE AD FINEM.

di Paolo Carraro.

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